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D.L. 201/2011

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Rateizzazione imposta unica: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego di una richiesta di rateizzazione imposta unica presentata da una società di scommesse. La decisione si basa sulla qualifica di agente contabile del concessionario e sull'inadeguatezza delle garanzie prestate, ritenendo legittimo il potere discrezionale dell'Agenzia fiscale di negare la dilazione a tutela dell'erario, nonostante le modifiche normative in materia.
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Esenzione IMU alloggi sociali: l’onere della prova
Un ente gestore di case popolari ha perso il ricorso contro un avviso di accertamento IMU. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'onere della prova per ottenere un'esenzione fiscale spetta interamente al contribuente, anche se l'ente impositore non contesta in modo specifico i fatti. La Corte ha ribadito che il contribuente deve dimostrare concretamente che i singoli immobili possiedono i requisiti per essere considerati alloggi sociali, non essendo sufficiente la natura generale dell'ente proprietario.
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Esenzione IMU alloggi sociali: la Cassazione decide
Un Ente di Edilizia Residenziale Pubblica ha contestato avvisi di accertamento IMU per gli anni 2014-2017, sostenendo il diritto all'esenzione per i propri immobili quali "alloggi sociali". La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha cassato la sentenza di secondo grado. La Corte ha chiarito la distinzione fondamentale tra la detrazione di 200 euro, prevista per gli alloggi ex IACP, e la piena esenzione IMU alloggi sociali, applicabile dal 2014 a quegli immobili che rispettano i requisiti del D.M. 22/04/2008. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Esenzione IMU alloggi sociali: la Cassazione decide
Un ente che gestisce edilizia residenziale pubblica ha impugnato un avviso di accertamento IMU, sostenendo il diritto all'esenzione per i propri immobili. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando la decisione precedente. I giudici hanno chiarito la distinzione fondamentale tra alloggi regolarmente assegnati (ex IACP), che beneficiano solo di una detrazione, e gli 'alloggi sociali', che hanno diritto alla totale esenzione IMU dal 2014. La causa è stata rinviata al giudice di secondo grado per una nuova valutazione basata su questi principi, in particolare per verificare se gli immobili in questione soddisfino i requisiti specifici per l'esenzione IMU alloggi sociali.
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Esenzione IMU Alloggi Sociali: La Cassazione chiarisce
Un ente per l'edilizia residenziale pubblica ha contestato un avviso di accertamento per IMU non versata, sostenendo il diritto all'esenzione IMU per gli alloggi sociali. Dopo due gradi di giudizio sfavorevoli, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. La Corte ha chiarito che l'esenzione totale spetta agli immobili qualificabili come "alloggi sociali" secondo la normativa specifica, e che la loro destinazione ad abitazione principale è presunta. Spetta all'ente impositore dimostrare il contrario. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Esenzione IMU casa coniugale: serve la residenza
Un comune ha emesso un avviso di accertamento IMU/TASI a una contribuente a cui era stata assegnata la casa coniugale, ma che risiedeva altrove. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione di merito, ha stabilito che per beneficiare dell'esenzione IMU casa coniugale sono indispensabili sia la residenza anagrafica sia la dimora abituale nell'immobile. Il solo provvedimento di assegnazione del giudice non è sufficiente a garantire l'agevolazione fiscale.
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Pensione in deroga: l’età non si cristallizza
Una lavoratrice, autorizzata ai versamenti volontari prima della riforma del 2011, ha richiesto la pensione in deroga. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, stabilendo che la deroga si applica ai requisiti contributivi ma non blocca l'adeguamento dell'età anagrafica, che resta quella vigente al momento della domanda.
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Esenzione IMU alloggi sociali: la Cassazione decide
Un ente di edilizia pubblica ha contestato un avviso di accertamento IMU, sostenendo di aver diritto all'esenzione per i suoi immobili qualificati come 'alloggi sociali'. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, chiarendo che l'esenzione IMU alloggi sociali spetta se gli immobili hanno le caratteristiche previste dalla legge e sono adibiti ad abitazione principale dagli assegnatari. La Corte ha introdotto una presunzione di residenza, spostando l'onere della prova sull'ente impositore.
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Conguagli regolatori: Cassazione attende le Sezioni Unite
Un utente ha contestato una fattura per conguagli regolatori relativi a consumi idrici di anni precedenti. I tribunali di primo e secondo grado hanno dato ragione al consumatore, annullando la richiesta per prescrizione e illegittimità della pretesa retroattiva. La società di gestione ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, rilevando un contrasto giurisprudenziale sulla materia, ha sospeso la decisione in attesa di una pronuncia chiarificatrice delle Sezioni Unite.
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Esenzione IMU Alloggi Sociali: La Cassazione Chiarisce
Un ente che gestisce alloggi di edilizia residenziale pubblica ha contestato un avviso di accertamento IMU, sostenendo il proprio diritto all'esenzione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo un importante principio: per l'esenzione IMU per alloggi sociali è sufficiente che l'immobile abbia le caratteristiche definite dalla legge, presumendo la destinazione ad abitazione principale dell'assegnatario. Spetta all'ente impositore, e non all'ente gestore, dimostrare il contrario. La sentenza del giudice di merito è stata annullata con rinvio.
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Esenzione IMU alloggi sociali: la Cassazione decide
Un ente che gestisce edilizia residenziale pubblica si è opposto a un avviso di accertamento IMU, sostenendo di avere diritto all'esenzione per i suoi immobili in quanto "alloggi sociali". La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo un principio fondamentale: per gli alloggi che rispettano le caratteristiche normative di "social housing", si presume che siano adibiti ad abitazione principale dagli assegnatari. Di conseguenza, spetta all'ente impositore, e non all'ente gestore, l'onere di provare il contrario per negare il beneficio fiscale. La Corte ha annullato la decisione precedente e ha rinviato il caso alla corte di merito per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Esenzione IMU alloggi sociali: la Cassazione decide
Un ente di edilizia residenziale pubblica ha impugnato un avviso di accertamento IMU, sostenendo il proprio diritto all'esenzione per gli immobili qualificati come "alloggi sociali". La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha stabilito un principio fondamentale: l'esenzione IMU per gli alloggi sociali spetta se questi rispettano i criteri del D.M. 22 aprile 2008 e sono adibiti ad abitazione principale dall'assegnatario. La Corte ha inoltre chiarito che tale destinazione si presume, invertendo l'onere della prova a carico dell'ente impositore, che dovrà dimostrare l'eventuale inadempimento dell'assegnatario per negare il beneficio.
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Edificabilità IMU: vincoli urbanistici e tassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5359/2025, ha chiarito i criteri di edificabilità IMU per terreni soggetti a vincoli urbanistici. Se un vincolo preclude in modo assoluto l'intervento del privato, l'area non è tassabile. Tuttavia, la destinazione a 'verde pubblico' non esclude di per sé la tassabilità, che dipende dalla possibilità residua di sfruttamento economico privato. La Corte ha cassato la decisione precedente, rinviando per un nuovo esame sulla natura specifica dei vincoli.
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Esenzione IMU alloggi sociali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Comune contro un ente di edilizia residenziale, confermando il diritto all'esenzione IMU per gli alloggi sociali. La Corte ha stabilito che per questi immobili vige una presunzione di utilizzo come abitazione principale da parte degli assegnatari. Di conseguenza, spetta al Comune, e non all'ente, l'onere di provare l'eventuale mancanza di tale requisito per negare il beneficio fiscale.
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Contributo di solidarietà: la Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale professionale contro la sentenza che aveva giudicato illegittimo il contributo di solidarietà applicato sulla pensione di un iscritto. La Corte ha ribadito che solo la legge statale, e non i regolamenti interni degli enti, può imporre prelievi patrimoniali. Inoltre, ha confermato che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non è legge
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5959/2025, ha stabilito che un ente previdenziale privato non può imporre autonomamente un contributo di solidarietà sulle pensioni già liquidate. Tale prelievo, configurandosi come una prestazione patrimoniale, è di esclusiva competenza del legislatore. La Corte ha inoltre confermato che il diritto del pensionato a ottenere il rimborso delle somme illegittimamente trattenute si prescrive in dieci anni, non nel termine più breve di cinque anni.
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Esenzione ICI fabbricati: Catasto decisivo
Un Comune ha impugnato la decisione di una commissione tributaria che concedeva l'esenzione ICI a due contribuenti per fabbricati con categorie catastali urbane (A/3, C/2, C/6) ma di fatto utilizzati per attività agricola. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune, stabilendo che, ai fini dell'esenzione ICI, il dato determinante è l'oggettiva classificazione catastale dell'immobile. Se un fabbricato non è accatastato nelle categorie rurali (A/6 o D/10), è soggetto a imposta, e spetta al contribuente l'onere di impugnare il classamento per ottenerne la modifica.
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Errore di fatto revocatorio: quando non è ammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione, chiarendo la distinzione tra errore di valutazione giuridica e l'errore di fatto revocatorio. Il caso riguardava una controversia sull'ICI per immobili rurali. La Corte ha stabilito che un disaccordo sull'interpretazione delle norme e degli atti processuali non costituisce una "svista" materiale idonea a revocare una sentenza passata in giudicato.
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Errore di fatto: quando la Cassazione lo esclude
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per revocazione basato su un presunto errore di fatto in una causa relativa all'esenzione ICI per fabbricati rurali. La Corte chiarisce che l'errata interpretazione di norme o la valutazione delle argomentazioni delle parti costituisce un errore di giudizio, non un errore di fatto, ribadendo i rigidi confini di questo strumento di impugnazione straordinario.
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Errore di fatto: quando la Cassazione non si tocca
Un contribuente ha chiesto la revocazione di una sentenza della Cassazione, sostenendo un errore di fatto in una causa relativa all'esenzione ICI per immobili rurali. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che l'errore di fatto è una svista percettiva e non un errore di valutazione giuridica. Il ricorrente è stato condannato per abuso del processo.
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