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Art. 887 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 887 Codice Civile

Muro di contenimento:inammissibile il ricorso in Cassazione
Un proprietario ha citato in giudizio i vicini per la costruzione di un muro di contenimento. I giudici di merito hanno respinto la domanda, accertando, tramite CTU, che il muro si trovava interamente sulla proprietà dei vicini. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che non è possibile riesaminare i fatti o le prove in sede di legittimità. La valutazione del giudice di merito sul muro di contenimento è insindacabile se ben motivata.
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Proprietà sottosuolo giardino: limiti del giudicato
Una proprietaria otteneva in primo grado il riconoscimento della proprietà esclusiva del suo giardino e del sottosuolo. In appello, il Condominio non contestava la proprietà ma rivendicava una servitù. La Corte d'Appello, tuttavia, dichiarava il sottosuolo bene condominiale. La Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che il giudice d'appello non può pronunciarsi sulla proprietà se l'impugnazione riguarda solo la servitù, per non violare il giudicato interno formatosi. La questione centrale è la distinzione tra la rivendicazione della proprietà del sottosuolo del giardino e quella di un semplice diritto di servitù.
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Inammissibilità del ricorso: errore nella sede processuale
Una controversia sui costi di rifacimento di un muro di confine giunge in Cassazione. La Corte Suprema dichiara l'inammissibilità del ricorso, sottolineando che le contestazioni andavano sollevate nella corretta sede processuale, ovvero quella esecutiva, e non in un momento successivo. La sentenza ribadisce che il ricorso per cassazione non può essere utilizzato per un riesame dei fatti già decisi nei gradi di merito.
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Negozio di accertamento: consenso verbale non basta
La Corte di Cassazione ha stabilito che il semplice consenso verbale del vicino alla costruzione di un muro non costituisce un negozio di accertamento sui confini. Tale accordo, se implica l'occupazione di suolo altrui, configurerebbe un diritto di servitù, che richiede la forma scritta. La Corte ha dichiarato inammissibile il motivo di ricorso basato sulla figura del negozio di accertamento, poiché sollevato per la prima volta in sede di legittimità, confermando la condanna alla riduzione in pristino e al risarcimento del danno.
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