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Art. 887 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 887 Codice Civile

Muro di contenimento: lo scavo del vicino viola le distanze
Un proprietario ha avviato un'azione legale contro i vicini per il rischio di frane e la violazione delle distanze dal confine, causati dallo sbancamento del terreno per costruire un edificio. I vicini sostenevano che i muri realizzati non violassero le distanze perché interrati rispetto al livello originario. La Corte d'appello ha dato loro ragione, escludendo la natura di costruzione dei manufatti. La Cassazione ha invece accolto il ricorso del proprietario. La Corte ha stabilito che un muro di contenimento, se serve a contenere un dislivello creato artificialmente dall'uomo (e non naturale), deve essere considerato una vera e propria costruzione. Di conseguenza, esso è soggetto al rispetto delle distanze legali. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
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Usucapione della comproprietà: il muro di confine diventa comune
Il proprietario di un terreno sopraelevato ha chiesto l'accertamento della proprietà esclusiva di un muro di contenimento sul confine. Il vicino ha risposto rivendicando l'usucapione della comproprietà al 50% del muro, avendo installato negli anni impianti per il citofono, il cancello elettrico e l'illuminazione. La Corte d'Appello ha accolto la richiesta del vicino, riconoscendo il compossesso del bene. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando inammissibile il ricorso del proprietario originario. I giudici hanno stabilito che è pienamente ammissibile l'usucapione della comproprietà (compossesso pro-indiviso) su un muro di contenimento quando il possesso si manifesta con opere visibili e permanenti che superano i limiti di una semplice servitù di passaggio o di utilizzo limitato.
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Responsabilità committente scavi: danni e rivalsa
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della responsabilità committente scavi in relazione ai danni subiti da un condominio confinante a causa di lavori di sbancamento. Secondo i giudici, il proprietario del fondo che ordina scavi risponde direttamente dei danni ai vicini ex art. 840 c.c., anche se i lavori sono affidati in appalto. Tuttavia, il committente ha diritto di rivalsa sull'appaltatore, a meno che quest'ultimo non dimostri di aver agito come 'nudus minister', ovvero di aver segnalato i rischi del progetto e di essere stato costretto a procedere dal committente stesso.
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Muro di cinta: come obbligare il vicino a pagare
Un proprietario ha citato in giudizio la società vicina per ottenere il suo contributo alla costruzione di un muro di cinta comune. I tribunali di merito avevano respinto la richiesta per mancanza di interesse ad agire, non essendo il muro ancora costruito. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33192/2023, ha ribaltato la decisione. Ha stabilito che il diritto a costringere il vicino a contribuire alle spese per un muro di cinta, previsto dall'art. 886 c.c., può essere esercitato anche prima dell'inizio dei lavori, poiché si tratta di un'obbligazione di contribuzione e non di mero rimborso. La Corte ha inoltre annullato la decisione che riconosceva una servitù di passaggio sul fondo del ricorrente, per mancanza dei presupposti legali.
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