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Art. 879 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 879 Codice Civile

Opera pubblica e distanze: no demolizione, sì indennizzo
Un privato cittadino ha citato in giudizio un Comune per la costruzione di un parcheggio in violazione delle distanze legali dalla sua proprietà. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio fondamentale in materia di opera pubblica e distanze: il proprietario confinante non ha diritto alla demolizione dell'opera (riduzione in pristino), ma unicamente a una tutela indennitaria. La Corte ha chiarito che la natura pubblica dell'opera prevale, anche se parti di essa sono destinate a uso privato, limitando i rimedi del privato al solo riconoscimento di un indennizzo per la permanente diminuzione di valore del suo immobile.
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Distanze tra costruzioni: Cassazione chiarisce
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha annullato una decisione di merito relativa a una controversia sulle distanze tra costruzioni. Il caso riguardava la presunta violazione delle distanze legali, la mancata realizzazione di un giunto tecnico antisismico e i danni a un immobile. La Suprema Corte ha accolto i ricorsi della società costruttrice, ravvisando errori nell'applicazione della normativa urbanistica e antisismica e un vizio di motivazione apparente riguardo alla liquidazione del danno, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Regolamento di confini: poteri del giudice e prove
La Corte di Cassazione chiarisce i poteri del giudice nell'azione di regolamento di confini, affermando che può utilizzare ogni mezzo di prova, inclusa la CTU, per determinare la linea di demarcazione. Il caso riguardava uno sconfinamento edilizio ai danni di un ente ecclesiastico. La Corte ha rigettato il ricorso principale della proprietaria che contestava l'accertamento, ma ha accolto parzialmente il ricorso incidentale dell'ente per un'omessa pronuncia su un impianto di condizionamento.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e doppia conforme
Due proprietari appellano in Cassazione dopo essere stati condannati per violazione delle distanze edilizie. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. La decisione si basa sulla regola della "doppia conforme", poiché la sentenza d'appello aveva confermato il giudizio di primo grado sugli stessi presupposti. Inoltre, gli argomenti degli appellanti sono stati considerati una mera critica alla valutazione dei fatti dei giudici di merito, un'attività preclusa in sede di legittimità.
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Distanza legale costruzioni: il box interrato deroga
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società immobiliare, confermando che un box auto completamente interrato non è tenuto al rispetto della distanza legale costruzioni dal confine. La Suprema Corte ha chiarito che l'articolo 873 del codice civile si applica solo alle opere che sporgono stabilmente dal suolo, in quanto solo queste possono creare intercapedini dannose per la sicurezza e la salubrità. Poiché il garage in questione era interamente ricompreso nel terrapieno preesistente, senza alterare il piano di campagna, la sua costruzione è stata ritenuta legittima.
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Distanze tra costruzioni: area pubblica non basta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 337/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di distanze tra costruzioni. Il caso riguardava una scala esterna costruita in violazione delle norme. I proprietari sostenevano che la successiva cessione dell'area intermedia al Comune, destinata a verde pubblico, rendesse inapplicabili tali norme. La Corte ha rigettato il ricorso, precisando che l'esenzione prevista dall'art. 879 c.c. vale solo se l'area interposta è una via o una piazza pubblica, e non una generica area di proprietà comunale come un parco o un parcheggio.
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Presunzione demanialità strada: quando si applica?
La Corte di Cassazione conferma che una strada, anche se non inserita negli elenchi comunali, si presume pubblica se funge da traversa di una via pubblica. Questa presunzione demanialità strada esonera i proprietari frontisti dal rispetto delle distanze legali tra costruzioni. La Corte ha rigettato il ricorso di due proprietari che chiedevano la demolizione di una costruzione vicina, poiché non sono riusciti a fornire la prova contraria sulla natura privata della stradella interposta.
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