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Art. 840 Codice Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 840 Codice Civile

Scavo del sottosuolo condominiale: privato perde contro condominio
Due condomine hanno eseguito uno scavo del sottosuolo condominiale per abbassare il pavimento del loro locale seminterrato di ventiquattro centimetri, aumentandone l'altezza interna. Il Condominio ha chiesto il ripristino dello stato originario dei luoghi, sostenendo che lo scavo avesse intaccato una parte comune dell'edificio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso delle proprietarie, confermando che il sottosuolo appartiene a tutti i condomini in mancanza di un titolo contrario. Di conseguenza, lo scavo non autorizzato costituisce un'appropriazione illecita della cosa comune e non un semplice uso più intenso della stessa. Le condomine sono state condannate a ripristinare la quota originaria del pavimento e a pagare le spese legali.
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Soggettività passiva IMU: paga il leasing pur con uso pubblico
Una società che deteneva in leasing un parcheggio interrato ha impugnato un avviso di accertamento IMU emesso da un Comune. La società sosteneva che l'immobile fosse esente dall'imposta poiché gravato da una servitù perpetua di uso pubblico. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la soggettività passiva IMU in capo all'utilizzatore in leasing. I giudici hanno chiarito che la destinazione pubblica del bene non ne cancella la natura di fabbricato imponibile. Di conseguenza, la società utilizzatrice è tenuta al pagamento del tributo e alla rifusione delle spese processuali.
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Ponti e Canone occupazione spazi pubblici: Autostrade perde
Un'azienda comunale ha richiesto a una società concessionaria autostradale il pagamento del Canone occupazione spazi pubblici per i cavalcavia che sovrastano le strade comunali. La società si è opposta, sostenendo che lo spazio aereo appartiene allo Stato e che l'opera è pubblica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società concessionaria. I giudici hanno chiarito che il proprietario del suolo (il Comune) possiede anche lo spazio sovrastante e che la società concessionaria, beneficiando economicamente della gestione dell'autostrada, è il vero soggetto obbligato al pagamento. Di conseguenza, la società concessionaria perde la causa e deve pagare il canone, le sanzioni per omessa dichiarazione e le spese processuali.
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Usucapione di quota indivisa: perché cambiare le chiavi non basta
Due comproprietari hanno chiesto l'accertamento dell'usucapione di quota indivisa su spazi comuni, tra cui androne, scale e cantina, venduti a un terzo acquirente. I ricorrenti sostenevano di aver posseduto i beni in via esclusiva, avendo cambiato le chiavi di accesso. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che per l'usucapione di quota indivisa non basta il semplice utilizzo o la sostituzione di una serratura. È necessario dimostrare un comportamento durevole e palese che escluda del tutto gli altri comproprietari dal godimento del bene. Inoltre, l'azione è stata qualificata come rivendicazione, richiedendo la prova rigorosa della proprietà. I ricorrenti hanno perso la causa e sono stati condannati a pagare le spese processuali.
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Giudicato Esterno Bloccato: Cassazione Fissa i Limiti del Rinvio
Una società immobiliare agisce in giudizio per impedire ai proprietari di una villa vicina di utilizzare una galleria che passa sotto la sua proprietà. Durante il processo, i vicini tentano di usare una sentenza definitiva a loro favorevole, ottenuta in un'altra causa (giudicato esterno). La Corte di Cassazione interviene e stabilisce un principio fondamentale: il giudice del rinvio, quando opera in modalità 'prosecutoria', non può tenere conto di un giudicato esterno formatosi dopo la prima decisione della Cassazione. Questo perché il suo compito è limitato ad applicare i principi di diritto già fissati dalla Suprema Corte, senza introdurre nuovi elementi che potrebbero alterare il percorso logico-giuridico tracciato. La Corte ha quindi annullato la decisione che ammetteva il giudicato esterno.
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Scala contesa: l’accessione dello spazio sovrastante la rende comune
Una società, dopo aver costruito un nuovo piano, si è vista negare l'accesso tramite una scala che la proprietaria vicina riteneva di sua esclusiva proprietà nella parte superiore. La Cassazione ha dato ragione alla società, stabilendo che l'intera scala è un bene comune. Il principio decisivo è stato quello dell'accessione dello spazio sovrastante: se l'area al di sotto della scala è comune, anche lo spazio verticale (la 'colonna d'aria') e tutto ciò che vi viene costruito, come la scala, diventano di proprietà comune. La vicina non è riuscita a fornire una prova valida della sua proprietà esclusiva, perdendo così la causa.
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Immissioni da condizionatori: la Cassazione tutela la proprietà
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un proprietario contro l'installazione delle unità esterne dei condizionatori dei vicini. I macchinari, pur essendo su un muro comune, sporgevano nel suo cortile privato. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: il diritto del proprietario a escludere terzi dal suo spazio aereo (la 'colonna d'aria') va valutato non solo sull'uso attuale dell'area, ma anche sui possibili usi futuri. Inoltre, le lamentele su gocciolamento e le 'immissioni da condizionatori' (aria calda e rumore) non possono essere respinte senza una verifica tecnica concreta. La causa è stata rinviata al giudice per un nuovo esame basato su questi principi.
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Demolizione Parti Comuni: Costruttore Perde Contro il Condomino
Un'impresa costruttrice, proprietaria di una porzione di un edificio, demolisce la sua parte per costruire nuove villette, invadendo suolo, sottosuolo e strutture portanti comuni. L'altro proprietario si oppone. La Corte di Cassazione stabilisce che la demolizione di parti comuni condominiali e l'appropriazione di aree condivise sono illegittime. Tale condotta viola il diritto degli altri condomini al pari uso della cosa comune. Anche l'eliminazione dei parcheggi con vincolo di destinazione è illecita. La Corte accoglie il ricorso del proprietario danneggiato, affermando che un singolo condomino non può alterare la struttura e le aree comuni a proprio esclusivo vantaggio.
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Comproprietà lastrico solare: privato o comune? La Cassazione decide
La Corte di Cassazione affronta il tema della comproprietà del lastrico solare in un condominio orizzontale, composto da edifici autonomi. Un condomino aveva trasformato in terrazza privata il tetto che copriva esclusivamente la sua unità. Altri condomini sostenevano che fosse un bene comune. La Corte ha stabilito che, in questo contesto, il lastrico non si presume automaticamente comune. Per affermare la comproprietà del lastrico solare, non basta un generico riferimento ai 'tetti' nel regolamento condominiale. È necessario un atto scritto specifico che manifesti l'inequivoca volontà di tutti i proprietari di renderlo un bene condiviso. Di conseguenza, la Corte ha accolto il ricorso del proprietario dell'unità immobiliare, annullando la precedente decisione.
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TOSAP su viadotto autostradale: la concessionaria privata paga
Una società concessionaria di un'autostrada ha contestato la richiesta di pagamento della tassa per l'occupazione di aree pubbliche per un viadotto che sovrasta strade comunali. La società sosteneva di non dover pagare, in quanto l'opera è di proprietà statale e di pubblico interesse. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio chiaro sulla TOSAP su viadotto autostradale: l'occupazione fisica dello spazio aereo comunale è un presupposto sufficiente per l'applicazione della tassa. Inoltre, la società concessionaria, agendo come un'impresa privata a scopo di lucro, non può beneficiare delle esenzioni fiscali previste per lo Stato. Di conseguenza, la società deve pagare il tributo al Comune.
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