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Art. 840 Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 840 Codice Civile

Responsabilità del committente per danni in appalto: le regole
Alcuni proprietari hanno subito gravi danni strutturali alla propria abitazione a causa di lavori di demolizione e ricostruzione effettuati nel fabbricato confinante. I danneggiati hanno citato in giudizio i vicini committenti, i quali avevano appaltato l'opera a un'impresa esterna. I giudici di merito avevano condannato i committenti al risarcimento. La Corte di Cassazione ha chiarito i contorni della responsabilità del committente per danni in appalto. Di regola l'appaltatore risponde in via esclusiva dei danni a terzi per via della propria autonomia organizzativa. Il proprietario risponde solo se ha scelto un'impresa palesemente inidonea oppure se ha azzerato l'autonomia dell'esecutore impartendo direttive vincolanti. La Cassazione ha annullato la condanna e rinviato la causa per accertare un'eventuale colpa o ingerenza dei proprietari.
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Demanialità Stradale: Archi Contesi, Decisione Rinviata
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso riguardante la `demanialità stradale` di aree sottostanti gli archi di una strada statale storica. La Corte d'Appello aveva riconosciuto la natura pubblica di tali volumi. La questione principale è se un privato possa dimostrare il contrario, contestando la `demanialità` di queste aree. Vista la particolare rilevanza giuridica della questione e la necessità di garantire un'interpretazione uniforme della legge, la Cassazione ha deciso di rinviare la causa a nuovo ruolo per una discussione in pubblica udienza, posticipando la decisione finale.
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Apertura Varco Condominiale: Quando il Muro è Comune, la Cassazione Annulla
Un Proprietario ha chiesto di aprire un'apertura (varco) tra la sua cantina esclusiva e un cortile comune, ma l'Assemblea Condominiale ha negato. Il Proprietario ha impugnato la delibera. Il Condominio ha proposto una domanda riconvenzionale per l'occupazione di uno spazio comune. Dopo vari gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d'appello che aveva dato ragione al Proprietario. La Cassazione ha ribadito l'importanza di accertare la natura condominiale del vano e del muro, e di considerare le restrizioni del regolamento contrattuale sull'apertura varco in muro condominiale. La causa tornerà in appello per un nuovo esame.
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Balcone Conteso: La Cassazione Conferma la Proprietà Immobiliare
Una Proprietaria ha citato in giudizio i Nuovi Proprietari per la costruzione di un balcone, sostenendo violasse la sua proprietà e che l'immobile fosse stato acquistato senza tale struttura. Il Tribunale le ha dato ragione, ordinando la demolizione. La Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, ritenendo che il balcone fosse già parte dell'immobile al momento dell'acquisto, basandosi su planimetrie e altri elementi. La Proprietaria ha quindi presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la valutazione delle prove spetta ai giudici di merito e che la motivazione della Corte d'Appello sull'esistenza del balcone proprietà immobiliare non era illogica.
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Azione possessoria sul lastrico: proprietà e uso a confronto
Un condomino ha avviato un'azione possessoria contro il vicino e la società del gas. Il ricorrente lamentava l'occupazione di un lastrico solare sovrastante la sua abitazione e il passaggio di tubature nella colonna d'aria. I giudici di merito hanno rigettato le istanze principali, accertando che il lastrico non era calpestabile né accessibile direttamente. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione. La Corte ha ribadito che la tutela del possesso richiede la prova di un potere materiale concreto e attuale sul bene. Il semplice titolo di proprietà o la presenza dei vani sottostanti non dimostrano il possesso. Inoltre, il passaggio di tubazioni non integra turbativa se non arreca un pregiudizio concreto all'uso del bene.
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Accertamento del diritto di proprietà tra suolo e vano interrato
Una proprietaria ha promosso una causa per ottenere l'accertamento del diritto di proprietà di un locale interrato ad uso cellaio, collocato sotto il terreno di una vicina confinante. La confinante si opponeva sostenendo che il sottosuolo appartenesse al suolo di sua proprietà e pretendeva la prova rigorosa dei passaggi storici di acquisto. I giudici di merito hanno riconosciuto la titolarità del locale all'attrice sulla base dei titoli di provenienza risalenti nel tempo. La Suprema Corte ha confermato la decisione e respinto il ricorso della confinante: chi si trova già nel possesso materiale del bene e agisce per chiarire la propria titolarità non deve fornire la prova gravosa della rivendicazione, potendo dimostrare il proprio diritto mediante atti d'acquisto e presunzioni.
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Demanio marittimo: la scogliera privata torna allo Stato
Una cittadina ha chiesto al Tribunale di accertare la proprietà privata di un'area boschiva situata sopra una scogliera a Peschici, sostenendo che non facesse parte del demanio marittimo. Lo Stato ha invece rivendicato la natura pubblica dell'area, chiedendo la demolizione delle opere abusive realizzate, tra cui un trabucco e un piazzale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della donna, confermando che la scogliera e l'area soprastante appartengono al demanio marittimo. Di conseguenza, la ricorrente ha perso la causa, deve rilasciare l'area, demolire le opere costruite a proprie spese e pagare le spese di giudizio.
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