LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 840 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 840 Codice Civile

Usucapione di un terreno: la recinzione batte i vicini
Il Successore di un'originaria proprietaria ha richiesto l'accertamento della proprietà esclusiva di un giardino e delle grotte sottostanti, rivendicando l'acquisto per donazione o per usucapione di un terreno. I Vicini si sono opposti, chiedendo a loro volta l'usucapione del sottosuolo. Dopo i rifiuti dei giudici di merito, la Cassazione ha accolto il ricorso del Successore. La Suprema Corte ha stabilito che la presenza di una recinzione con paletti e rete metallica, documentata in un procedimento penale parallelo, costituisce una prova fondamentale del possesso esclusivo. La recinzione rappresenta infatti la concreta manifestazione del diritto di escludere i terzi, elemento essenziale per dimostrare l'usucapione di un terreno. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio per un nuovo esame.
Continua »
Proprietà del sottosuolo: il vicino perde la cantina sotterranea
Gli Eredi di una defunta proprietaria hanno citato in giudizio I Confinanti, colpevoli di aver sbarrato con due cancelli l'accesso a una strada sterrata, impedendo il godimento di due cantine sotterranee. I Confinanti rivendicavano la proprietà delle cantine poiché accessibili solo dal loro fondo. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno dato ragione agli Eredi, ordinando la rimozione dei cancelli e un risarcimento di trentamila euro. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei Confinanti, confermando che la proprietà del sottosuolo spetta al proprietario del suolo sovrastante, a meno che non vi sia un titolo d'acquisto contrario. La semplice accessibilità fisica dal fondo vicino non fa venir meno questo principio.
Continua »
Lavori del vicino: la responsabilità del committente non è esclusa
La Corte di Cassazione affronta il tema della responsabilità del committente per i danni causati a un immobile vicino durante lavori edili appaltati a un'impresa. Dei proprietari avevano subito gravi dissesti strutturali al loro edificio, poi demolito, a causa di scavi nel fondo adiacente. La Corte ha stabilito che la responsabilità del proprietario-custode (ex art. 2051 c.c.) non può essere esclusa semplicemente perché i lavori sono stati affidati a terzi. L'operato dell'appaltatore non costituisce automaticamente un 'caso fortuito' idoneo a liberare il committente. La sentenza di merito è stata annullata per aver applicato in modo contraddittorio questo principio, imponendo una nuova valutazione del caso.
Continua »
Danni da cantiere: la qualificazione giuridica spetta al Giudice
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla qualificazione giuridica della domanda. Nel caso specifico, alcuni proprietari avevano citato in giudizio un vicino per i danni al loro immobile causati da lavori di scavo. La loro richiesta era stata respinta perché in appello avevano fatto riferimento a una norma diversa da quella iniziale. La Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che il giudice ha il dovere di esaminare i fatti nella loro sostanza e applicare la legge corretta, indipendentemente da come le parti l'hanno inizialmente definita. Il giudice deve guardare al 'fatto' (scavi che causano danni) e non fermarsi all'etichetta giuridica formale data dall'avvocato. La causa dovrà quindi essere riesaminata.
Continua »
Demanialità sottosuolo stradale: non è automatica, vince privato
Una società che utilizza i volumi sotto gli archi di una strada statale per un complesso turistico si oppone alla pretesa dello Stato, che li rivendica come demanio pubblico. La Corte di Cassazione ha stabilito che la demanialità del sottosuolo stradale non è automatica. Non basta che la strada sovrastante sia pubblica. Lo Stato deve dimostrare che l'area sottostante ha un collegamento spaziale e funzionale con la strada stessa. La Corte ha annullato la precedente decisione, che si era basata su un'errata applicazione dell'art. 840 c.c., e ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione. La vittoria va, in questa fase, all'azienda privata.
Continua »
Presunzione di condominialità: suolo fuori dal muro è privato
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti della presunzione di condominialità del suolo. Una condomina si opponeva alla costruzione di un garage da parte dei vicini nel sottosuolo di un terrazzo di loro proprietà, sostenendo che tale area fosse bene comune. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: il 'suolo su cui sorge l'edificio', considerato parte comune dall'art. 1117 c.c., si identifica esclusivamente con l'area sottostante alla proiezione verticale dei muri perimetrali. Poiché il terrapieno scavato si trovava al di fuori di tale perimetro e non svolgeva alcuna funzione di sostegno per l'edificio, è stato ritenuto di proprietà esclusiva. Di conseguenza, i vicini hanno vinto la causa.
Continua »
Sottosuolo condominiale: stop agli scavi abusivi
Una società proprietaria di un locale interrato ha eseguito scavi nel sottosuolo condominiale per ampliare la propria unità immobiliare. Il Condominio ha agito in giudizio chiedendo la rimessione in pristino. La Corte di Cassazione ha confermato che il sottosuolo condominiale è un bene comune e che l'amministratore è legittimato ad agire per la sua tutela senza necessità di una delibera assembleare specifica, trattandosi di un atto conservativo volto a preservare l'integrità dell'edificio.
Continua »
Responsabilità committente scavi: danni e rivalsa
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della responsabilità committente scavi in relazione ai danni subiti da un condominio confinante a causa di lavori di sbancamento. Secondo i giudici, il proprietario del fondo che ordina scavi risponde direttamente dei danni ai vicini ex art. 840 c.c., anche se i lavori sono affidati in appalto. Tuttavia, il committente ha diritto di rivalsa sull'appaltatore, a meno che quest'ultimo non dimostri di aver agito come 'nudus minister', ovvero di aver segnalato i rischi del progetto e di essere stato costretto a procedere dal committente stesso.
Continua »
Responsabilità scavi confinanti: chi paga i danni?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il proprietario di un fondo è direttamente responsabile per i danni causati alle proprietà vicine a seguito di lavori di escavazione. Tale responsabilità scavi confinanti sussiste anche se i lavori sono stati affidati in appalto a una ditta esterna. La decisione si fonda sull'art. 840 c.c. e sulla natura pericolosa dell'attività edilizia ex art. 2050 c.c., configurando una responsabilità che non viene meno con la delega a terzi.
Continua »
Proprietà del sottosuolo: quando puoi opporti?
Un proprietario ha citato in giudizio una società di servizi per ottenere la rimozione di tubature per il teleriscaldamento collocate nel sottosuolo di una sua strada privata. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto la richiesta, sostenendo che il proprietario non avesse un interesse concreto e apprezzabile alla rimozione, dato che le tubature si trovavano a una profondità tale da non interferire con l'uso del suo bene. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che, in base ai limiti della proprietà del sottosuolo definiti dall'art. 840 c.c., spetta al proprietario dimostrare il pregiudizio effettivo derivante dalle opere di terzi per poterne chiedere la rimozione.
Continua »