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Art. 829 Codice Civile — Sezione Terza Penale

Altri anni per Art. 829 Codice Civile

Occupazione abusiva di demanio marittimo: stop al giardino
Un cittadino ha acquistato un terreno confinante con un'area appartenente al demanio marittimo, occupandola abusivamente per destinarla a giardino privato. Il Tribunale aveva revocato il sequestro preventivo dell'area, ritenendo che la pendenza di una domanda di concessione e un futuro piano comunale di sdemanializzazione escludessero il reato e il pericolo nel ritardo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore della Repubblica, stabilendo che l'occupazione abusiva di demanio marittimo non può essere sanata da semplici istanze o da atti comunali. La sdemanializzazione dei beni costieri richiede infatti un formale decreto ministeriale e non può avvenire tacitamente o per iniziativa del Comune. La Suprema Corte ha quindi annullato l'ordinanza di revoca, rinviando il caso al Tribunale per un nuovo giudizio.
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Occupazione demanio marittimo: il dolo va provato
Un cittadino era stato condannato per l'occupazione di demanio marittimo. In Cassazione, la sua difesa ha sostenuto l'avvenuta sdemanializzazione tacita del bene e la mancanza di dolo. La Suprema Corte ha respinto la tesi della sdemanializzazione, chiarendo che per i beni marittimi serve un atto formale. Tuttavia, ha accolto il motivo sulla mancanza di dolo, annullando la sentenza. Per la condanna per occupazione demanio marittimo, è necessario provare la consapevolezza dell'illegalità dell'azione, non bastando la mera occupazione materiale.
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Sdemanializzazione tacita: no per il demanio marittimo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 36924/2024, ha stabilito che la declassificazione di un bene dal demanio marittimo non può mai avvenire in forma implicita. A differenza di altre categorie di beni demaniali, per la sdemanializzazione di spiagge e arenili è indispensabile un provvedimento amministrativo formale ed esplicito, come previsto dall'art. 35 del Codice della Navigazione. La Corte ha rigettato il ricorso di alcuni soggetti che rivendicavano diritti su un terreno in base a un vecchio atto di legittimazione per uso civico del 1936, ritenendolo inidoneo a modificare la natura demaniale marittima del suolo.
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