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Art. 829 Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 829 Codice Civile

Giurisdizione Tributaria: Confini Contesi e Modifiche Catastali
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza che ha accolto il ricorso di una proprietaria contro una modifica catastale. Tale modifica aveva ridotto la sua proprietà, classificando parte del terreno come demanio marittimo, basandosi su una verifica straordinaria. La questione centrale riguardava la giurisdizione tributaria: se fosse competente il giudice tributario o quello ordinario per controversie su modifiche catastali che incidono sui confini e sulla determinazione dei tributi. La Corte di Cassazione ha confermato la competenza del giudice tributario, poiché la controversia verteva direttamente sulla contestazione delle risultanze catastali e la loro incidenza fiscale. Ha rigettato il ricorso dell'Agenzia.
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Usucapione di beni pubblici: limiti negli alloggi popolari
Alcuni residenti chiedevano l'accertamento della proprietà di cantine, garage e giardini condominiali, sostenendo l'usucapione di beni pubblici appartenuti a un istituto per le case popolari. Secondo i richiedenti, il vincolo pubblico era decaduto nel 1971 con l'avvio delle vendite dei singoli alloggi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che l'indisponibilità del complesso residenziale cessa soltanto con l'alienazione integrale dell'ultima unità abitativa, avvenuta solo nel 1990. Fino al totale passaggio a privati, i beni conservano la loro destinazione sociale e non possono essere acquisiti per usucapione da singoli cittadini. I residenti perdono la causa e subiscono il rigetto definitivo delle proprie richieste.
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Occupazione abusiva di demanio marittimo: stop al giardino
Un cittadino ha acquistato un terreno confinante con un'area appartenente al demanio marittimo, occupandola abusivamente per destinarla a giardino privato. Il Tribunale aveva revocato il sequestro preventivo dell'area, ritenendo che la pendenza di una domanda di concessione e un futuro piano comunale di sdemanializzazione escludessero il reato e il pericolo nel ritardo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore della Repubblica, stabilendo che l'occupazione abusiva di demanio marittimo non può essere sanata da semplici istanze o da atti comunali. La sdemanializzazione dei beni costieri richiede infatti un formale decreto ministeriale e non può avvenire tacitamente o per iniziativa del Comune. La Suprema Corte ha quindi annullato l'ordinanza di revoca, rinviando il caso al Tribunale per un nuovo giudizio.
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