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Art. 822 Codice Civile — Anno 2024

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Altri anni per Art. 822 Codice Civile

TOSAP cavalcavia: la concessionaria paga la tassa
Una società concessionaria di una rete autostradale è stata chiamata a versare la Tassa per l'Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche (TOSAP) per un cavalcavia che sovrastava una strada comunale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15201/2024, ha stabilito che la TOSAP cavalcavia è dovuta. La Corte ha chiarito che la società concessionaria, pur gestendo un'opera pubblica, agisce come un soggetto privato con finalità di lucro. L'occupazione dello spazio aereo comunale costituisce il presupposto oggettivo della tassa e l'esenzione prevista per lo Stato non si estende al concessionario privato.
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TOSAP cavalcavia: quando la concessionaria paga?
Una società concessionaria autostradale è stata chiamata a pagare la tassa per l'occupazione di suolo pubblico (TOSAP) per un cavalcavia che sovrasta una strada comunale. La società riteneva di essere esente, agendo per conto dello Stato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la TOSAP cavalcavia è dovuta in quanto la concessionaria è il soggetto che occupa concretamente lo spazio pubblico e lo sfrutta economicamente, rendendo inapplicabile l'esenzione prevista per lo Stato.
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TOSAP cavalcavia: la concessionaria deve pagare
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15173/2024, ha stabilito che una società concessionaria autostradale è tenuta al pagamento della TOSAP (Tassa per l'Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche) per un cavalcavia che sovrasta il suolo comunale. La Corte ha chiarito che l'occupazione dello spazio aereo pubblico costituisce il presupposto per l'imposta e che l'esenzione prevista per lo Stato non si estende al concessionario, un soggetto privato che agisce per fini di lucro.
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TOSAP cavalcavia autostradale: paga il concessionario
Una società di gestione autostradale si opponeva al pagamento della TOSAP richiesta da un Comune per l'occupazione dello spazio aereo sovrastante una strada comunale da parte di un cavalcavia autostradale. La società sosteneva di essere esente in quanto concessionaria dello Stato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la TOSAP per il cavalcavia autostradale è dovuta dal concessionario. L'esenzione fiscale prevista per lo Stato non si estende alla società concessionaria, che occupa il suolo pubblico per svolgere un'attività d'impresa con scopo di lucro.
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TOSAP cavalcavia: concessionari autostradali pagano
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15167/2024, ha stabilito che la tassa per l'occupazione di spazi pubblici (TOSAP) è dovuta anche dalle società concessionarie autostradali per i cavalcavia che sovrastano strade comunali. La Corte ha chiarito che l'esenzione fiscale prevista per lo Stato non si estende alle società private che, pur gestendo un servizio pubblico, operano in regime di concessione con autonomia imprenditoriale e scopo di lucro. Il presupposto della tassa è l'oggettiva sottrazione di spazio pubblico, in questo caso l'aria sovrastante la strada, a prescindere dalla proprietà statale dell'infrastruttura.
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TOSAP cavalcavia: quando la concessionaria paga la tassa
Una società concessionaria di autostrade ha impugnato un avviso di accertamento per il pagamento della TOSAP, sostenendo di essere esente in quanto operante per conto dello Stato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che la TOSAP cavalcavia è dovuta. La Corte ha chiarito che l'esenzione fiscale prevista per lo Stato non si estende al concessionario, poiché quest'ultimo è un soggetto giuridico distinto che gestisce l'infrastruttura per un proprio fine economico. L'occupazione dello spazio aereo sopra il suolo comunale costituisce il presupposto per l'applicazione della tassa.
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Ingiustificato arricchimento P.A.: l’onere della prova
L'ordinanza analizza un caso di ingiustificato arricchimento P.A. a seguito di prestazioni professionali non saldate. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni precedenti, chiarisce che l'onere di provare il rifiuto del beneficio spetta alla Pubblica Amministrazione e non al professionista. Quest'ultimo deve solo dimostrare il proprio impoverimento e il conseguente arricchimento dell'ente. La sentenza cassa la decisione d'appello e rinvia la causa per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Giurisdizione amministrativa per decadenza concessione
Una società petrolifera contesta un provvedimento di decadenza di una concessione per un distributore di carburanti, sostenendo che il rapporto fosse una locazione privata. La Corte di Cassazione ha confermato la giurisdizione amministrativa, poiché l'oggetto del contendere è un atto autoritativo della Pubblica Amministrazione che incide su una concessione di suolo pubblico, e non una semplice questione contrattuale.
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TOSAP autostrade: la Cassazione conferma il tributo
Una società concessionaria di autostrade ha impugnato un avviso di accertamento per la TOSAP (Tassa per l'Occupazione di Spazi ed Aree Pubbliche) relativo a un viadotto che sovrastava una strada di proprietà comunale. La società sosteneva di non dover pagare il tributo poiché l'opera era stata realizzata in virtù di leggi statali e non di una concessione comunale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che l'esenzione dal pagamento della TOSAP autostrade, prevista per lo Stato, non si estende alla società concessionaria, anche se gestisce un'opera pubblica. L'occupazione del suolo comunale, sottraendolo all'uso pubblico, costituisce il presupposto per l'applicazione della tassa, indipendentemente dal fatto che l'opera sia di proprietà statale.
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Conflitto di competenza: inammissibile se tardivo
A seguito di un contenzioso per danni causati da una voragine, si è generato un rimpallo di competenza tra il Tribunale ordinario e il Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche. Quest'ultimo ha sollevato un conflitto di competenza, ma la Corte di Cassazione lo ha dichiarato inammissibile per due motivi: la richiesta è stata presentata tardivamente, ben oltre la prima udienza, e non è stata formulata correttamente, poiché non individuava una specifica competenza per materia in capo a un altro giudice.
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Demanio marittimo: nullo il processo senza lo Stato
Una società immobiliare ha rivendicato la proprietà di una fascia di terreno costiero, citando in giudizio diverse società titolari di concessioni balneari. Queste ultime hanno sostenuto che l'area fosse diventata parte del demanio marittimo a causa dell'erosione. La Corte di Cassazione, con la sentenza in esame, ha annullato le precedenti decisioni e ha rinviato la causa al Tribunale di primo grado. La ragione fondamentale è la mancata partecipazione al processo delle amministrazioni pubbliche competenti (Comune e Agenzia del Demanio), la cui presenza è obbligatoria (litisconsorzio necessario) quando si deve accertare la natura demaniale di un bene, trattandosi di una questione preliminare e decisiva.
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Responsabilità per cose in custodia: chi paga?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7926/2024, ha confermato la condanna di un consorzio di bonifica per i danni causati dall'esondazione di un canale. La decisione si fonda sul principio della responsabilità per cose in custodia (art. 2051 c.c.). La Corte ha rigettato il ricorso dell'ente, sottolineando che la proprietà del canale non era stata contestata in appello e che l'onere di provare un'eventuale corresponsabilità del danneggiato (per costruzione abusiva) spettava al consorzio stesso, prova che non è stata fornita.
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Tassa occupazione suolo pubblico: chi paga per i viadotti
La Corte di Cassazione ha stabilito che una società concessionaria di autostrade è tenuta al pagamento della tassa occupazione suolo pubblico (TOSAP) per un viadotto che sovrasta il suolo di un Comune. La Corte ha rigettato il ricorso della società, la quale sosteneva di essere esente dal tributo in quanto gestore di un'opera pubblica statale. Secondo i giudici, la società è un soggetto giuridico distinto dallo Stato, persegue finalità di lucro e, pertanto, non può beneficiare delle esenzioni previste per l'ente pubblico. L'occupazione dello spazio comunale, anche se finalizzata a un servizio pubblico, costituisce il presupposto per l'applicazione della tassa.
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Prova della proprietà: la Cassazione fa il punto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5261/2024, ha rigettato il ricorso di un cittadino che rivendicava la proprietà di una cavità sotterranea a Napoli. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: nell'azione di accertamento, l'onere della prova della proprietà grava interamente su chi agisce in giudizio. Documenti come un testamento o comunicazioni di enti terzi non sono stati ritenuti sufficienti a fornire tale prova. La decisione sottolinea che le argomentazioni della parte convenuta, anche se deboli, non esonerano l'attore dal suo onere probatorio.
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Presunzione di demanialità: area pubblica non si usucapisce
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di due privati che rivendicavano la proprietà per usucapione di un'area adiacente a una piazza. La Corte ha confermato la presunzione di demanialità di tali aree, chiarendo che né l'uso prolungato né le autorizzazioni comunali per l'occupazione del suolo possono vincere tale presunzione o dimostrare una sdemanializzazione tacita.
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Procedibilità d’ufficio: gregge in discarica è reato
Un allevatore introduceva il proprio gregge in una discarica. Il Giudice di Pace aveva archiviato il caso per remissione di querela, ma la Corte di Cassazione ha annullato la decisione. La Suprema Corte ha stabilito che una discarica è un bene destinato a 'uso pubblico', data la sua funzione essenziale per la collettività. Di conseguenza, il reato di introduzione di animali su tale fondo è soggetto a procedibilità d'ufficio, rendendo irrilevante la volontà della parte lesa.
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Azione negatoria: la prova della proprietà è decisiva
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imprenditore che, tramite un'azione negatoria, contestava la demanialità di un suolo. La Corte ribadisce che chi agisce deve prima dimostrare il proprio titolo di proprietà, altrimenti manca la legittimazione attiva, a prescindere dalle prove della controparte.
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Acquisizione Sanante: Stop al Giudizio in Cassazione
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione su un caso di occupazione illegittima di un terreno da parte di un Comune, protrattasi per decenni. La sospensione è dovuta alla sopravvenuta notizia di un'acquisizione sanante del bene da parte dell'ente pubblico. La Corte ha rinviato la causa per consentire alle parti di produrre il provvedimento e discutere le sue conseguenze giuridiche, che potrebbero trasformare la richiesta di risarcimento del danno in un diritto a un indennizzo specifico.
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TOSAP concessionario autostradale: quando è dovuta?
Una società concessionaria autostradale è stata chiamata a versare la Tassa per l'Occupazione di Spazi Pubblici (TOSAP) per un viadotto. La Corte di Cassazione ha stabilito che il TOSAP per un concessionario autostradale è dovuto. Sebbene la società operi in concessione statale, agisce come un'entità economica autonoma e non come un mero sostituto dello Stato. Pertanto, l'occupazione del suolo pubblico è a essa imputabile e non beneficia dell'esenzione fiscale prevista per lo Stato. La Corte ha anche chiarito che precedenti sentenze su annualità diverse non costituiscono un vincolo di giudicato.
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TOSAP viadotto autostradale: quando è dovuta la tassa
Una società di riscossione, per conto di un Comune, ha richiesto il pagamento della TOSAP a una società concessionaria di autostrade per l'occupazione dello spazio aereo sopra una strada comunale da parte di un viadotto. La Corte di Cassazione ha stabilito che la TOSAP per il viadotto autostradale è dovuta. La Corte ha chiarito che l'esenzione fiscale prevista per lo Stato non si estende alla società concessionaria, in quanto questa agisce come un'entità privata a scopo di lucro, e la sua occupazione del suolo pubblico costituisce un presupposto imponibile autonomo.
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