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Art. 822 Codice Civile — Anno 2024

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Altri anni per Art. 822 Codice Civile

Tassabilità TOSAP: anche per le concessionarie
La Corte di Cassazione ha stabilito la tassabilità TOSAP a carico di una società concessionaria autostradale per l'occupazione di suolo pubblico con un viadotto. Anche se la società è a partecipazione statale e l'opera è demaniale, l'occupazione che sottrae il suolo all'uso comunale genera l'obbligo tributario, senza che la natura di società 'in house' possa giustificare l'esenzione fiscale.
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TOSAP sovrappasso autostradale: Cassazione conferma
Una società che gestisce concessioni autostradali è stata soggetta a un avviso di accertamento per la TOSAP (Tassa Occupazione Suolo Pubblico) a causa di un sovrappasso autostradale che occupava lo spazio aereo sopra una strada comunale. La Corte di Cassazione ha confermato che il TOSAP sovrappasso autostradale è dovuto, poiché l'occupazione oggettiva dello spazio pubblico è sufficiente a far scattare l'imposta. La Corte ha inoltre specificato che l'esenzione prevista per lo Stato non si estende alle società concessionarie, anche se a partecipazione pubblica, in quanto sono entità giuridiche distinte che operano come imprese commerciali.
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Atti amministrativi vincolati: quando non sono annullabili
Una Regione a statuto speciale revoca concessioni idriche a una società energetica tramite delibere basate su una legge regionale. La società impugna gli atti per mancata partecipazione al procedimento. La Corte di Cassazione, riformando la decisione precedente, stabilisce che non si possono annullare atti amministrativi vincolati per vizi procedurali se il loro contenuto non sarebbe potuto essere diverso. La sentenza sottolinea l'irrilevanza del vizio formale quando la decisione dell'amministrazione è interamente predeterminata dalla legge.
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Esenzione TOSAP: no per società in-house
La Corte di Cassazione ha stabilito che una società concessionaria autostradale, anche se a totale partecipazione pubblica (in-house), non ha diritto all'esenzione TOSAP per l'occupazione di suolo pubblico con un viadotto. La Corte ha chiarito che la società è un soggetto giuridico distinto dallo Stato e che il presupposto per la tassa è l'oggettiva sottrazione di spazio all'uso pubblico, indipendentemente dalla proprietà dell'opera o dalla sua pubblica utilità. Concedere l'esenzione violerebbe inoltre i principi di concorrenza del diritto europeo.
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Canone Occupazione Suolo Pubblico: Quando è dovuto?
Una società editoriale si opponeva alla richiesta di pagamento del Canone Occupazione Suolo Pubblico (COSAP) avanzata da un Comune per un box e un traliccio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, stabilendo un principio fondamentale: per la debenza del canone, non è sufficiente che l'area sia di proprietà pubblica. Il Comune deve dimostrare che il suolo appartiene al demanio o al patrimonio indisponibile, ovvero a beni destinati a una funzione pubblica. La mera proprietà comunale, se rientrante nel patrimonio disponibile, è equiparata a quella privata e non giustifica l'imposizione del COSAP.
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Negotiorum gestio: obblighi del gestore d’affari
Una società privata ha continuato a gestire un servizio idrico comunale dopo la scadenza del contratto. La Corte di Cassazione ha confermato che questa situazione configura una 'negotiorum gestio' (gestione di affari altrui). Di conseguenza, la società è tenuta a presentare un rendiconto completo e a restituire tutti i canoni riscossi, senza avere diritto a un compenso per la gestione, che si presume gratuita. La Corte ha anche riaffermato la proprietà della rete idrica in capo alla società in base al contratto originale.
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Locazione a non domino: è valida? La Cassazione spiega
Un'associazione affittuaria ha smesso di pagare il canone sostenendo che la locazione fosse invalida perché i locatori non erano i proprietari (locazione a non domino). La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso improcedibile per un vizio formale, ma ha colto l'occasione per ribadire un principio fondamentale: il contratto di locazione a non domino è valido ed efficace tra le parti. L'inquilino, avendo goduto del bene, è tenuto a pagare il canone pattuito, poiché l'inefficacia del contratto riguarda solo il rapporto con il vero proprietario dell'immobile.
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