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Art. 817 Codice di Procedura Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 817 Codice di Procedura Civile

Annullamento del lodo arbitrale: vittoria del diritto di difesa
Un Ente Pubblico contestava la decisione di un collegio arbitrale che lo aveva condannato a pagare somme ingenti a un'Associazione di Imprese per un appalto di opere pubbliche. L'Ente Pubblico denunciava la lesione del diritto di difesa, poiché gli arbitri non avevano consentito alle parti di interloquire sulla mancata acquisizione dei registri contabili durante un sopralluogo tecnico. Inoltre, contestava la nomina del presidente del collegio, avvenuta in base a una norma regolamentare successivamente annullata. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ente Pubblico, stabilendo l'Annullamento del lodo arbitrale. I giudici hanno chiarito che il diritto di difesa va sempre garantito sulle risultanze istruttorie e che la contestazione sulla nomina degli arbitri è tempestiva se sollevata durante la procedura. La causa torna ora in Appello per una nuova decisione.
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Clausola compromissoria: quando una legge mai in vigore annulla l’arbitrato
Un Comune e un Automobile Club stipulano un accordo per la gestione dei parcheggi, includendo una clausola compromissoria per risolvere eventuali liti tramite arbitrato. Gli arbitri condannano il Comune al pagamento. Il Comune impugna il lodo, e la Corte d'Appello lo annulla, ritenendo la clausola compromissoria nulla per violazione di una norma che vietava tali patti alle pubbliche amministrazioni (Art. 3, comma 19, L. 244/2007). L'Automobile Club ricorre in Cassazione. La Corte di Cassazione, Sezioni Unite, accoglie il ricorso, affermando che la norma invocata dalla Corte d'Appello non era mai entrata in vigore. La sentenza viene cassata e rinviata per un nuovo esame.
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Clausola compromissoria: quando il contratto supera lo statuto
La Corte di Cassazione ha confermato la validità del lodo arbitrale che condannava la Società di Produzione a restituire al Consorzio di Tutela oltre 128.000 euro per acconti ricevuti in eccedenza. La Suprema Corte ha chiarito che la controversia rientrava pienamente nella clausola compromissoria prevista dal contratto di mandato, respingendo la tesi secondo cui si applicasse lo Statuto consortile. Inoltre, i giudici hanno stabilito che l'eccezione di incompetenza degli arbitri deve essere sollevata obbligatoriamente durante il procedimento arbitrale e non può essere proposta per la prima volta in sede di impugnazione. Infine, l'azione di restituzione degli acconti contrattuali in eccesso mantiene natura contrattuale e non di semplice indebito oggettivo. Il ricorso della Società di Produzione è stato rigettato con condanna alle spese.
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Contratto di concessione: lo Stato risponde dei danni come un privato
Un'agenzia ippica ha ottenuto un risarcimento danni tramite lodo arbitrale contro i Ministeri concedenti per la perdita dell'esclusiva territoriale e ritardi nei sistemi di scommesse. La Corte d'Appello ha annullato il lodo, ritenendo che la controversia spettasse al giudice amministrativo. La Cassazione ha invece stabilito che, trattandosi della fase di esecuzione di un contratto di concessione, la disputa riguarda inadempimenti contrattuali paritetici e non poteri autoritativi della Pubblica Amministrazione. Di conseguenza, la giurisdizione spetta al giudice ordinario e la causa può essere decisa tramite arbitrato. La sentenza d'appello è stata cassata con rinvio.
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Clausola compromissoria e Comuni: scontro sulla giurisdizione
Un Ente Pubblico e un Comune stipulano un accordo di collaborazione per gestire i parcheggi e installare autovelox, inserendo una clausola compromissoria. In seguito a disaccordi, un collegio arbitrale dichiara risolto il contratto e condanna il Comune a un risarcimento. Il Comune impugna il lodo davanti alla Corte d'Appello, che lo dichiara nullo ritenendo vietata la clausola per le pubbliche amministrazioni. L'Ente ricorre in Cassazione. La Suprema Corte, rilevando che la possibilità di affidare ad arbitri controversie devolute al giudice amministrativo tocca il tema della giurisdizione, sospende la decisione e trasmette gli atti al Primo Presidente per l'eventuale assegnazione alle Sezioni Unite.
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Clausola compromissoria: quando il silenzio costa 450mila euro
Una società conduttrice ha impugnato il lodo arbitrale che ha dichiarato la risoluzione del contratto di locazione commerciale per mancato pagamento dei canoni, condannandola al pagamento di ingenti somme. La conduttrice sosteneva che la clausola compromissoria originaria fosse inesistente o superata da un successivo accordo del 2004. La Corte d'Appello ha rigettato l'impugnazione. La Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la contestazione sulla natura dell'arbitrato (rituale o irrituale) deve essere sollevata tempestivamente durante il procedimento arbitrale e non può essere proposta per la prima volta in sede di impugnazione. Inoltre, i giudici hanno confermato che il successivo accordo non ha sostituito il contratto originario. Il ricorso è stato rigettato, confermando la condanna della società conduttrice.
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Convenzione di arbitrato: il pagamento tardivo annulla il lodo
Una società committente e una società fornitrice si scontrano sulla validità di un lodo arbitrale. Gli arbitri avevano richiesto un versamento anticipato per le spese, ma la società fornitrice ha pagato oltre il termine stabilito, dopo che la controparte aveva già eccepito l'estinzione del procedimento. La Corte d'Appello aveva ritenuto valido il pagamento tardivo, ipotizzando una proroga implicita. La Cassazione accoglie il ricorso della società committente, stabilendo che il mancato rispetto del termine per il fondo spese scioglie automaticamente le parti dalla convenzione di arbitrato. Di conseguenza, gli arbitri perdono il potere di decidere e il caso deve essere trattato dal giudice ordinario.
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