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Art. 814 Codice di Procedura Civile — Sezione Seconda Civile

Altri anni per Art. 814 Codice di Procedura Civile

Compenso degli arbitri: niente regresso senza accordo
Una società avviava un giudizio arbitrale contro un professionista. Gli arbitri emettevano una decisione, successivamente dichiarata nulla, e quantificavano in modo autonomo il proprio onorario. La società pagava l'intero importo e agiva per recuperare la quota della controparte tramite decreto ingiuntivo. Il professionista si opponeva, contestando di non avere mai approvato la quantificazione decisa dal collegio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del professionista e ha respinto la richiesta economica della società. La Corte ha stabilito che la quantificazione del compenso degli arbitri effettuata dagli arbitri stessi costituisce una semplice proposta. Senza l'accettazione di tutte le parti o un formale decreto del tribunale, il pagamento volontario dell'intera somma impedisce di agire in regresso verso la controparte.
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Prescrizione presuntiva: l’arbitro vince e ottiene il compenso
Un arbitro ha richiesto il pagamento del proprio compenso professionale per aver presieduto un collegio arbitrale. Il debitore si è opposto, eccependo la prescrizione presuntiva di tre anni prevista per i professionisti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del debitore, stabilendo che la prescrizione presuntiva non si applica ai compensi degli arbitri. Questo perché l'incarico arbitrale e la liquidazione del relativo compenso richiedono formalità scritte e procedure complesse, mentre la presunzione di avvenuto pagamento si applica solo ai rapporti informali che di solito si saldano subito e senza rilascio di quietanza. Di conseguenza, l'arbitro ha diritto a ricevere il proprio compenso anche dopo il decorso dei tre anni.
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Compenso CTU arbitrato: calcolo e contestazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28227/2023, ha stabilito che il compenso CTU in arbitrato deve essere calcolato analizzando la natura dei quesiti. Se le indagini sono autonome e distinte, va liquidato un compenso per ciascuna. La Corte ha inoltre chiarito che l'ordinanza di liquidazione degli arbitri, pur essendo titolo esecutivo, può sempre essere contestata in un successivo giudizio, non essendo vincolante per le parti l'autoliquidazione decisa dagli stessi arbitri.
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Incompatibilità arbitro: la Cassazione chiarisce la legge
La Corte di Cassazione ha stabilito che la norma sull'incompatibilità arbitro per magistrati e giudici tributari, introdotta dalla legge 190/2012, si applica immediatamente anche ai procedimenti arbitrali già in corso al momento della sua entrata in vigore. La sentenza chiarisce che il divieto riguarda la 'partecipazione' all'attività arbitrale, non solo l'assunzione dell'incarico, determinando una causa di nullità degli atti compiuti dopo l'entrata in vigore della legge.
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Compenso professionale avvocato: errore di calcolo
Un avvocato ha contestato la liquidazione del suo compenso professionale da parte di un ente pubblico. La Corte di Cassazione, dopo un'iniziale svista, ha ammesso un proprio errore percettivo attraverso l'istituto della revocazione. La Corte ha riconosciuto che il compenso era stato calcolato in modo contraddittorio e inferiore ai parametri di legge. Di conseguenza, ha cassato la decisione e rinviato il caso al Tribunale per una corretta rideterminazione del compenso professionale dell'avvocato, in linea con le tariffe vigenti.
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Impugnazione lodo arbitrale: limiti e motivi
Una società committente impugnava un lodo arbitrale che la condannava a pagare lavori extracontrattuali a una ditta costruttrice, sostenendo che tali costi avrebbero dovuto essere compensati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo i limiti dell'impugnazione lodo arbitrale, specialmente con la normativa antecedente alla riforma del 2006. La sentenza ha stabilito che non è possibile contestare la valutazione dei fatti compiuta dagli arbitri né denunciare mere violazioni di norme procedurali, se non espressamente previsto dalla clausola compromissoria.
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Compenso arbitro: come chiederlo in giudizio?
Un avvocato, nominato arbitro in una controversia di lavoro, ha agito in giudizio per ottenere il pagamento del suo compenso. Le corti di merito avevano respinto la domanda ritenendo che l'arbitro avrebbe dovuto utilizzare una procedura speciale. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, affermando che per richiedere il compenso arbitro è possibile avvalersi di un ordinario giudizio civile, non essendo la procedura speciale un obbligo. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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