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Art. 814 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 814 Codice di Procedura Civile

Prescrizione appalti pubblici: decorrenza e collaudo
La Corte di Cassazione chiarisce un punto cruciale sulla prescrizione negli appalti pubblici. Con l'ordinanza in esame, ha stabilito che il termine di prescrizione decennale per il diritto al saldo dell'appaltatore decorre dallo scadere dell'ottavo mese successivo alla data di ultimazione dei lavori, termine fissato per legge per il collaudo. Secondo la Corte, il mancato rispetto di questo termine da parte della stazione appaltante equivale a un rifiuto legale, rendendo il diritto esigibile. Un collaudo effettuato tardivamente è irrilevante ai fini dell'interruzione della prescrizione, poiché il potere della P.A. di effettuarlo si è consumato. Di conseguenza, il ricorso della società appaltatrice è stato respinto in quanto le sue pretese erano ormai prescritte.
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Compenso arbitri: quando è dovuto anche con lodo nullo
Un'azienda sanitaria negava il compenso a un collegio arbitrale sostenendo la nullità del lodo per un vizio di nomina. La Corte di Cassazione chiarisce che il diritto al compenso arbitri sussiste anche in caso di lodo nullo, rigettando quasi integralmente il ricorso. Tuttavia, la Corte cassa la sentenza d'appello per omessa pronuncia su un punto specifico: la liquidazione delle spese per la segreteria del collegio, rinviando la causa per una nuova valutazione su tale aspetto.
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Cessazione materia del contendere: serve il consenso
La Corte di Cassazione ha stabilito che un giudice non può dichiarare la cessazione della materia del contendere se una delle parti in causa, in questo caso un'Amministrazione Pubblica, non ha firmato la transazione raggiunta dagli altri soggetti. La Corte ha chiarito che l'adesione di tutte le parti è un presupposto indispensabile e che la volontà della Pubblica Amministrazione deve essere espressa per iscritto, non potendosi desumere da un comportamento passivo. Di conseguenza, il processo deve proseguire per la parte non transigente.
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Compenso arbitri: quando la liquidazione è vincolante?
Una società ha citato in giudizio un collegio arbitrale per recuperare onorari ritenuti eccessivi. La Corte di Cassazione ha confermato che l'autoliquidazione del compenso arbitri è una mera proposta contrattuale. Se non viene accettata da tutte le parti coinvolte nell'arbitrato, non è vincolante, e il giudice può determinare l'importo corretto, ordinando la restituzione delle somme pagate in eccesso. La Corte ha inoltre chiarito che tra gli arbitri non sussiste un litisconsorzio necessario in merito ai loro onorari.
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Compenso arbitro: come chiederlo in giudizio?
Un avvocato, nominato arbitro in una controversia di lavoro, ha agito in giudizio per ottenere il pagamento del suo compenso. Le corti di merito avevano respinto la domanda ritenendo che l'arbitro avrebbe dovuto utilizzare una procedura speciale. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, affermando che per richiedere il compenso arbitro è possibile avvalersi di un ordinario giudizio civile, non essendo la procedura speciale un obbligo. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Incarico professionale PA: la forma scritta è essenziale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22158/2025, affronta il caso di un professionista contro un Comune per il mancato pagamento di prestazioni. La Corte ribadisce che un incarico professionale PA (Pubblica Amministrazione) richiede inderogabilmente la forma scritta del contratto, a pena di nullità. Sebbene il ricorso del professionista contro la nullità dell'incarico venga respinto, la Cassazione accoglie il motivo relativo all'omessa pronuncia sulla domanda di arricchimento senza causa, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione su questo specifico punto.
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