LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990 — Sezione Settima Penale

Pagina 11 di 27

Altri anni per Art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990

Uso di gruppo stupefacenti: quando è reato? Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per spaccio. La difesa sosteneva l'ipotesi di uso di gruppo stupefacenti, ma i giudici hanno confermato la condanna, sottolineando la mancanza dei requisiti specifici richiesti dalla legge per escludere il reato.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando l’appello è ripetitivo
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per spaccio di stupefacenti. La decisione si fonda sul principio secondo cui un ricorso non può limitarsi a riproporre le stesse argomentazioni già respinte nei gradi di merito, ma deve contenere una critica specifica e argomentata della sentenza impugnata. La Corte ha confermato la validità delle prove, in particolare la testimonianza dell'acquirente, ritenendo infondata la tesi difensiva.
Continua »
Uso personale di stupefacenti: quando è reato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di droga. La Corte ha stabilito che la destinazione allo spaccio, e non all'uso personale di stupefacenti, era correttamente desunta da vari indizi: la quantità superiore alla dose media, il confezionamento frazionato, i precedenti specifici e l'assenza di prove di una dipendenza. La decisione sottolinea come i giudici di merito debbano valutare l'insieme delle circostanze oggettive e soggettive per distinguere le due ipotesi.
Continua »
Lieve entità: quando lo spaccio non è piccolo reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. La richiesta di riconoscere l'ipotesi di lieve entità è stata respinta perché la valutazione complessiva della condotta (quantità e diversità delle sostanze, modalità di occultamento e gestione) indicava una notevole potenzialità diffusiva e una capacità criminale incompatibili con la minima offensività richiesta dalla norma.
Continua »
Efficacia drogante e recidiva: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. Si è confermato che l'efficacia drogante di una sostanza sussiste anche per quantità inferiori alla dose singola, se il principio attivo è elevato. Inoltre, è stata ritenuta legittima l'applicazione dell'aumento per la recidiva, data la perseveranza dell'imputato nell'attività criminale nonostante i precedenti specifici e lo stato di detenzione domiciliare.
Continua »
Revoca sospensione condizionale: quando si consuma?
Un imputato, dopo aver ricevuto una sospensione condizionale della pena, è stato condannato per bancarotta. L'appello si concentrava su quando il reato di bancarotta dovesse considerarsi commesso. La Corte di Cassazione ha confermato che il reato si consuma con la dichiarazione di fallimento. Di conseguenza, la revoca sospensione condizionale è stata ritenuta corretta, poiché la dichiarazione di fallimento è avvenuta entro il quinquennio previsto dalla legge.
Continua »
Astensione avvocato rito camerale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio. I motivi includono l'irrilevanza dell'astensione avvocato rito camerale, poiché il termine per le conclusioni scritte era già scaduto, e la genericità delle censure sulla destinazione della droga.
Continua »
Inammissibilità ricorso penale: i motivi del rigetto
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale presentato da un individuo condannato in appello per spaccio di hashish. I motivi del ricorso, relativi alla data del fatto, al diniego della particolare tenuità del fatto e all'esclusione di sanzioni sostitutive, sono stati giudicati manifestamente infondati e generici. La Corte ha confermato la logicità della sentenza impugnata, basata sulla recidività specifica e sul profilo criminale del ricorrente, condannandolo al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso inammissibile: genericità dei motivi e condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per spaccio di stupefacenti. La causa dell'inammissibilità è stata l'assoluta genericità del motivo di ricorso, enunciato senza alcuna spiegazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro.
Continua »
Ricorso inammissibile: genericità dei motivi e condanna
Un soggetto condannato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa dell'assoluta genericità dei motivi, che erano stati semplicemente elencati senza alcuna spiegazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti. La decisione si fonda sulla assoluta genericità dei motivi, che erano stati solo enunciati senza alcuna argomentazione a supporto. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende. Questo caso evidenzia l'importanza di un ricorso inammissibile ben strutturato.
Continua »
Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi generici
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso avverso una condanna per spaccio di stupefacenti. La Corte ha stabilito che i motivi presentati, relativi alla richiesta di applicazione dell'ipotesi lieve e alla quantificazione della pena, erano generici. Si trattava di un mero dissenso rispetto alle valutazioni dei giudici di merito, senza un confronto critico con le prove. La decisione ribadisce che la commisurazione della pena è insindacabile in sede di legittimità se la motivazione è logica e non arbitraria, confermando così l'importanza della specificità dei motivi per l'inammissibilità ricorso Cassazione.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per spaccio di lieve entità. I motivi sono stati giudicati generici, in quanto mere ripetizioni di argomentazioni già respinte, e non consentiti, poiché la determinazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito e, nel caso specifico, era giustificata dai precedenti dell'imputato.
Continua »
Spaccio di lieve entità: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 43043/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di droghe sintetiche. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, che avevano escluso l'ipotesi di spaccio di lieve entità, valorizzando non solo la quantità ma anche la varietà, qualità e lesività delle sostanze. Il ricorso è stato ritenuto generico e l'imputato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Ricorso inammissibile spaccio: la decisione Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. I motivi del ricorso sono stati giudicati generici e ripetitivi di questioni già valutate in appello, senza un confronto critico con la sentenza impugnata. La Corte ha inoltre ribadito che la determinazione della pena è una prerogativa del giudice di merito, non sindacabile in sede di legittimità se non per manifesta illogicità, non riscontrata nel caso di specie. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
Continua »
Uso personale stupefacenti: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per detenzione di hashish ai fini di spaccio. La Corte ha stabilito che la distinzione con l'uso personale stupefacenti si basa su indizi concreti (come la presenza di cellophane e un coltello) e che il ricorso non può chiedere una nuova valutazione dei fatti, ma solo contestare l'applicazione della legge.
Continua »
Fatto di lieve entità: Cassazione su spaccio droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti. La richiesta di riqualificare il reato come fatto di lieve entità è stata respinta sulla base di una valutazione complessiva degli indici, quali l'ingente quantitativo di hashish (oltre 2 kg), l'elevato principio attivo, le modalità di detenzione e il possesso di un bilancino. Questi elementi, secondo la Corte, dimostrano una notevole potenzialità diffusiva e una sistematicità dell'attività, incompatibili con l'ipotesi del fatto di lieve entità.
Continua »
Attenuanti generiche: quando il giudice può negarle
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per reati legati agli stupefacenti, che lamentava la mancata concessione delle attenuanti generiche. La Corte ha ribadito che il diniego è un giudizio di fatto insindacabile in sede di legittimità se la motivazione è logica. In questo caso, la valutazione negativa si è basata correttamente sui precedenti penali specifici e sul comportamento processuale dell'imputato, confermando che l'assenza di elementi positivi è sufficiente a giustificare l'esclusione di tale beneficio.
Continua »
Ricorso inammissibile: la Cassazione e i motivi
Un uomo condannato per spaccio ha presentato appello in Cassazione, ma il suo è stato dichiarato un ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che la mera ripetizione dei motivi d'appello, senza una critica specifica alla sentenza impugnata, rende il ricorso non valido. La condanna basata su prove indiziarie, come il comportamento sospetto e la tecnica dell' 'imbosco', è stata confermata.
Continua »
Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di tre soggetti per spaccio di droga. Due ricorrenti avevano siglato un concordato in appello, precludendosi la possibilità di contestare la responsabilità. Per il terzo, viene esclusa la lieve entità del fatto a causa del suo ruolo centrale nell'organizzazione criminale.
Continua »