La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di quattro familiari condannati per spaccio di stupefacenti. La richiesta di qualificare il reato come 'piccolo spaccio' (ipotesi lieve) è stata respinta a causa della natura organizzata e continuativa dell'attività, assimilabile a un vero e proprio 'market della droga', nonostante fosse a gestione familiare. La Corte ha sottolineato che l'elevato numero di cessioni e le modalità operative strutturate sono decisive per escludere la lieve entità del fatto.
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