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Art. 703 Codice di Procedura Civile — Sezione Terza Civile

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Muri a Secco: La Cassazione e l’Esecuzione Provvedimenti Possessori
La Corte di Cassazione ha chiarito le modalità di esecuzione provvedimenti possessori. Il caso riguardava alcuni proprietari che si opponevano a un "preavviso di accesso" per la demolizione di muri a secco, richiesto da un'azienda in base a un ordine possessorio. La Cassazione ha stabilito che l'attuazione di un interdetto possessorio non segue le regole dell'esecuzione forzata ordinaria. Non è quindi possibile notificare un precetto o un "preavviso di accesso" per obblighi di fare. Ogni contestazione deve avvenire all'interno dello stesso giudizio possessorio. L'opposizione all'esecuzione è stata dichiarata inammissibile. La Cassazione ha rigettato il ricorso dei proprietari, compensando le spese legali data la novità della questione.
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Ordinanza possessoria: no all’esecuzione forzata comune
Un proprietario ottiene un provvedimento giudiziario per rimuovere opere abusive realizzate dal vicino sul proprio terreno. Ritenendo l'adempimento incompleto, il beneficiario notifica un precetto e avvia una procedura esecutiva standard. Il vicino si oppone sostenendo di aver eseguito le disposizioni. La Suprema Corte accerta che l'ordinanza possessoria non tollera l'ordinaria esecuzione forzata con precetto. La concreta attuazione del comando spetta in via esclusiva al medesimo magistrato che ha trattato la fase cautelare iniziale. La Corte dichiara quindi inammissibili sia l'azione esecutiva intrapresa sia la relativa opposizione all'esecuzione.
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Azione di manutenzione: proprietario perde se non prova il possesso
Una proprietaria avvia un'azione di manutenzione del possesso contro la vicina per un tubo di irrigazione installato troppo vicino al confine. Nonostante la violazione delle distanze, la Corte di Cassazione le dà torto. Il motivo? La proprietaria ha agito in giudizio basandosi sul suo titolo di proprietà, senza però fornire la prova cruciale richiesta dalla legge: il possesso del terreno da oltre un anno. La Corte ribadisce che proprietà e possesso sono concetti distinti e che, per questo tipo di azione, essere proprietari non è sufficiente. Di conseguenza, la domanda viene respinta e la proprietaria condannata a pagare tutte le spese legali.
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Responsabilità extracontrattuale: spoglio e locazione
La Cassazione chiarisce che la richiesta di risarcimento del nuovo conduttore, privato del possesso dell'immobile dal locatore, configura una responsabilità extracontrattuale se l'azione si fonda sullo spoglio e non sull'inadempimento del contratto di locazione. Di conseguenza, si applica la prescrizione quinquennale.
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Prova presuntiva: la valutazione globale degli indizi
Un cittadino cita in giudizio il vicino, accusandolo di avergli deliberatamente tagliato il tubo dell'acqua. I giudici di primo e secondo grado respingono la domanda per mancanza di prove certe. La Corte di Cassazione, però, ribalta la decisione, stabilendo che i giudici di merito hanno sbagliato a valutare gli indizi. La Corte afferma che la prova presuntiva richiede una valutazione complessiva e logica di tutti gli elementi (la presenza del vicino con una motosega, i dissapori pregressi), e non una loro analisi separata e 'atomistica'. Il caso è stato quindi rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
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