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Art. 702-bis Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

Altri anni per Art. 702-bis Codice di Procedura Civile

Imposta di registro: 1% non 3% su ordine di deposito esproprio
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio chiave sull'imposta di registro su atti giudiziari. Un'ordinanza che obbliga un Comune a depositare l'indennità di espropriazione presso la Cassa Depositi e Prestiti non è un atto di condanna, ma di accertamento. Di conseguenza, l'aliquota corretta è quella dell'1% e non del 3% come sostenuto dall'Agenzia delle Entrate. La Corte ha quindi dato ragione al contribuente, chiarendo che l'ordine di deposito è solo una fase del procedimento espropriativo e non un pagamento diretto. Questa decisione annulla l'avviso di liquidazione dell'Agenzia e segna un punto a favore del cittadino.
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Riscossione spese di giustizia: addio invito al pagamento
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33798/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di riscossione spese di giustizia. A seguito delle riforme legislative, non è più necessario notificare al contribuente un invito al pagamento prima di emettere la cartella esattoriale per l'imposta di registro prenotata a debito. La Corte ha inoltre ribadito che la competenza per tale recupero spetta all'ufficio giudiziario e non all'Agenzia delle Entrate, accogliendo così il ricorso del Ministero della Giustizia e cassando la sentenza di merito.
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Registrazione a debito: onorari e spese legali
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16937/2024, ha stabilito che l'ordinanza che liquida i compensi a un difensore d'ufficio a seguito di un'opposizione vinta contro l'Amministrazione statale deve essere soggetta a registrazione a debito. Il procedimento di opposizione è stato qualificato come un giudizio contenzioso e non di volontaria giurisdizione, rendendo applicabile l'art. 59 del d.P.R. 131/1986. Di conseguenza, l'imposta di registro non è dovuta dal professionista, ma è a carico dello Stato.
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