LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 680 Codice di Procedura Penale — Anno 2023

Altri anni per Art. 680 Codice di Procedura Penale

Proroga della libertà vigilata: violare le regole costa caro
Il Ricorrente ha impugnato la decisione del Tribunale di Sorveglianza che confermava la proroga della libertà vigilata a causa della sua persistente pericolosità sociale. I giudici di merito hanno basato la decisione sulle ripetute violazioni delle prescrizioni e sul curriculum criminale del soggetto, che in passato aveva subito un aggravamento della misura con il collocamento in una colonia agricola per irreperibilità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché generico e mirato a ottenere una nuova valutazione dei fatti, preclusa in sede di legittimità. Di conseguenza, il Ricorrente perde il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Aggravamento misura di sicurezza: da liberi a detenuti
Il Tribunale di Sorveglianza ha confermato l'aggravamento misura di sicurezza nei confronti del Ricorrente, sostituendo la libertà vigilata con l'assegnazione a una casa di lavoro per un anno. La decisione è scaturita dalle ripetute violazioni delle prescrizioni sul domicilio, dall'irreperibilità del soggetto e dalla commissione di nuovi reati durante la misura. Il Ricorrente ha impugnato il provvedimento in Cassazione con censure generiche. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando l'aggravamento e condannando il Ricorrente al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Espulsione dello straniero: no se la pena è sotto i due anni
Il Tribunale di sorveglianza applicava la misura di sicurezza dell'espulsione dello straniero nei confronti di un cittadino extracomunitario, calcolando la pena complessiva di tre anni di reclusione per furto. Tuttavia, l'appello del Pubblico Ministero era ammissibile solo per il reato-satellite (tentato furto), la cui pena era di soli sei mesi di reclusione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del condannato, stabilendo che la misura dell'espulsione richiede una condanna superiore a due anni. Poiché la frazione di pena contestabile era inferiore a tale soglia, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio il provvedimento di espulsione dello straniero.
Continua »
Appello sbagliato? La Cassazione lo salva con la conversione
Un soggetto in libertà vigilata si è visto negare la revoca della misura dal Magistrato di Sorveglianza. Ha quindi presentato ricorso direttamente alla Corte di Cassazione, commettendo un errore procedurale. La Cassazione, invece di dichiarare inammissibile il ricorso, ha applicato il principio della conversione dell'impugnazione. Ha riqualificato l'atto come un appello e lo ha trasmesso al giudice competente, il Tribunale di Sorveglianza. La decisione, quindi, non entra nel merito della pericolosità sociale, ma si limita a correggere il percorso del ricorso, garantendo al soggetto il diritto a un secondo grado di giudizio.
Continua »
Assolto per vizio di mente ma pericoloso: le misure di sicurezza
Un uomo viene assolto dall'accusa di tentato omicidio contro il padre e il fratello perché ritenuto totalmente incapace di intendere e di volere (vizio di mente). Nonostante una perizia ne accerti la pericolosità sociale, il Tribunale non applica alcuna misura di sicurezza. La Procura ricorre in Cassazione, che annulla la sentenza. La Corte Suprema stabilisce un principio fondamentale: quando un soggetto viene prosciolto per vizio di mente ma è giudicato socialmente pericoloso, l'applicazione di adeguate misure di sicurezza per non imputabili è obbligatoria. La mancanza di motivazione su questo punto costituisce una grave violazione di legge.
Continua »
Proroga Misura di Sicurezza: Violazioni e Finta Redenzione
Un uomo, già dichiarato delinquente abituale e sottoposto a libertà vigilata, si vede estendere la misura a causa della sua persistente pericolosità sociale. Le sue violazioni includono il mancato rispetto degli obblighi di presentazione, controlli insufficienti per la dipendenza da alcol e l'indebita percezione del reddito di cittadinanza. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, confermando che la **proroga della misura di sicurezza** è legittima. La decisione si basa su una valutazione concreta della condotta del soggetto, che ha dimostrato totale disinteresse per il percorso rieducativo. La Corte ha stabilito che la pericolosità sociale non era cessata, rendendo inevitabile la proroga.
Continua »
Pena di un anno: no all’applicazione libertà vigilata. Annullata
La Corte di Cassazione ha annullato una misura di sicurezza, stabilendo un principio chiaro sull'applicazione libertà vigilata. Un soggetto, condannato per associazione mafiosa con un aumento di pena di esattamente un anno in continuazione con altri reati, si era visto applicare la libertà vigilata. La Suprema Corte ha chiarito che tale misura è illegittima. La legge richiede una condanna a una pena 'superiore' a un anno. Nel caso di reato continuato, si deve guardare solo all'aumento di pena e non al totale. Poiché la pena aggiuntiva era pari a un anno, e non superiore, la condizione di legge non era soddisfatta. Di conseguenza, la misura è stata cancellata.
Continua »
Appello al Tribunale di Sorveglianza: ricorso errato ma salvo
Una persona ha impugnato una misura di sicurezza decisa dal Magistrato di Sorveglianza, presentando ricorso direttamente alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'errore procedurale, specificando che il rimedio corretto è l'appello al Tribunale di Sorveglianza. Invece di respingere il ricorso, i giudici lo hanno 'convertito' nell'atto corretto e hanno trasmesso il fascicolo al Tribunale competente. La sentenza chiarisce che un errore nella scelta dell'impugnazione non comporta necessariamente la perdita del diritto, ma viene corretto per garantire una decisione nel merito.
Continua »
Pericolosità Sociale: Amici Sbagliati, Libertà Vigilata Certa
Un uomo, terminata una lunga condanna, si vede applicare la misura della libertà vigilata. Il Tribunale di Sorveglianza ritiene che la sua frequentazione di pregiudicati e il suo reinserimento in ambienti criminali dimostrino una persistente pericolosità sociale post-pena. L'uomo ricorre in Cassazione, sostenendo che la valutazione sia errata. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo un principio fondamentale: non può riesaminare i fatti, ma solo verificare la corretta applicazione della legge. La decisione del Tribunale, basata su elementi concreti come le frequentazioni del soggetto, è stata ritenuta logica e ben motivata, confermando così la misura di sicurezza.
Continua »
Misura di sicurezza: quando il ricorso è tardivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro l'esecuzione di una misura di sicurezza consistente nell'espulsione dal territorio dello Stato. Il ricorrente sosteneva di non aver mai ricevuto la notifica del provvedimento originario, ma i giudici hanno accertato che la notifica era stata regolarmente perfezionata nel 2018 sia nei confronti dell'interessato che del difensore d'ufficio. La tardività dell'impugnazione ha precluso l'esame di ogni altra doglianza, inclusa quella relativa alla pericolosità sociale.
Continua »
Appello sentenza di assoluzione: limiti e poteri
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45286/2023, ha chiarito i limiti dell'appello sentenza di assoluzione da parte dell'imputato e i poteri del giudice d'appello. Nel caso di specie, un imputato, assolto in primo grado dall'accusa di truffa per la presunta distrazione di un ingente finanziamento, ha visto il suo appello dichiarato inammissibile. La Corte ha confermato che l'imputato non ha interesse ad appellare una sentenza di proscioglimento con formula piena. Al contrario, l'appello delle parti civili è stato accolto, con condanna dell'imputato al risarcimento del danno, previa rinnovazione dell'istruzione dibattimentale in secondo grado, ritenuta obbligatoria anche ai soli fini civili.
Continua »