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Art. 68 Codice Penale — Sezione Settima Penale

Altri anni per Art. 68 Codice Penale

Rapina aggravata da più persone: complice in fuga, condanna certa
Un uomo viene condannato per ricettazione di un'auto, resistenza a pubblico ufficiale e per una rapina impropria. Quest'ultima è una rapina aggravata da più persone, commessa con un complice poi fuggito. L'imputato presenta ricorso in Cassazione, contestando proprio l'esistenza dell'aggravante. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile e conferma la condanna. I giudici stabiliscono che per l'aggravante è sufficiente la presenza simultanea di due o più persone sul luogo del reato al momento della violenza, anche se solo una la compie materialmente. La presenza del complice, infatti, rafforza l'azione criminale. La condanna diventa così definitiva.
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Vincolo della continuazione: ricorso generico, condanna a pagare
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione del **vincolo della continuazione** per unificare diverse pene. L'uomo aveva presentato un'istanza per modificare il cumulo delle sue condanne, sostenendo che i reati derivassero da un unico disegno criminoso. Tuttavia, la sua richiesta è stata respinta a ogni livello perché ritenuta troppo generica e non supportata da alcun elemento concreto o prova documentale. La Suprema Corte ha confermato la decisione, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro. La sentenza sottolinea che per ottenere benefici di legge non basta una semplice affermazione, ma servono argomentazioni specifiche e fondate.
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Particolare tenuità del fatto: la condotta post-reato
Un imprenditore, accusato di violazioni in materia di sicurezza sul lavoro, era stato dichiarato non punibile per la particolare tenuità del fatto. Il Pubblico Ministero ha presentato ricorso, sostenendo che la condotta riparatrice successiva al reato non dovesse essere considerata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che, ai sensi della nuova formulazione dell'art. 131-bis c.p., la valutazione deve includere anche la condotta susseguente al reato, come l'adempimento tardivo ma giustificato delle prescrizioni.
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Aggravante età vittima rapina: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una condanna per rapina, chiarendo la natura dell'aggravante età vittima. La Corte ha stabilito che l'aggravante speciale prevista dall'art. 628 c.p. si applica oggettivamente se la vittima ha più di 65 anni, escludendo l'applicazione della diversa aggravante comune basata sulla vulnerabilità.
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