LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 68 Codice Penale — Anno 2024

Altri anni per Art. 68 Codice Penale

Prescrizione e recidiva: la Cassazione chiarisce
Due imputati, condannati per ricettazione di un assegno, ricorrono in Cassazione sostenendo l'estinzione del reato. La questione centrale riguarda il rapporto tra prescrizione e recidiva, in particolare se la recidiva, pur considerata meno rilevante delle attenuanti in sede di condanna (subvalente), allunghi comunque i tempi della prescrizione. La Corte Suprema conferma questo principio, dichiarando i ricorsi inammissibili e stabilendo che la recidiva aumenta sempre la pena base per il calcolo della prescrizione, indipendentemente dal bilanciamento con le attenuanti.
Continua »
Esenzione Bolar: limiti per produttori di principi attivi
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18372 del 2024, ha stabilito i limiti di applicazione dell'esenzione Bolar per i produttori di principi attivi farmaceutici. Il caso riguardava due società che producevano e offrivano in vendita un principio attivo ancora coperto da brevetto, sostenendo che tale attività fosse lecita in quanto finalizzata a consentire a terzi di ottenere l'autorizzazione all'immissione in commercio per farmaci generici. La Corte ha rigettato questa tesi, chiarendo che l'esenzione Bolar per un produttore terzo presuppone una richiesta preventiva e specifica da parte del genericista. La produzione e l'offerta proattiva, slegate da una committenza, costituiscono contraffazione di brevetto.
Continua »
Inammissibilità del ricorso per carenza d’interesse
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso avverso un'ordinanza che rideterminava la durata di una misura cautelare. La decisione si fonda sulla carenza di interesse del ricorrente, poiché il termine della misura era già decorso al momento del giudizio di legittimità, rendendo la pronuncia priva di effetti concreti per l'indagato.
Continua »
Particolare tenuità del fatto: la condotta post-reato
Un imprenditore, accusato di violazioni in materia di sicurezza sul lavoro, era stato dichiarato non punibile per la particolare tenuità del fatto. Il Pubblico Ministero ha presentato ricorso, sostenendo che la condotta riparatrice successiva al reato non dovesse essere considerata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che, ai sensi della nuova formulazione dell'art. 131-bis c.p., la valutazione deve includere anche la condotta susseguente al reato, come l'adempimento tardivo ma giustificato delle prescrizioni.
Continua »
Abuso di posizione dominante: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una grande azienda farmaceutica per abuso di posizione dominante. La società aveva attuato una complessa strategia brevettuale per ritardare l'ingresso sul mercato di farmaci generici concorrenti, causando un danno economico al Servizio Sanitario Nazionale. La sentenza chiarisce che anche l'uso di strumenti legali legittimi, se finalizzato a escludere i concorrenti, integra un illecito antitrust. L'accertamento dell'Autorità Garante è stato ritenuto prova privilegiata della condotta, mentre il nesso causale e il danno sono stati provati tramite presunzioni.
Continua »