Il Tribunale ha condannato un uomo alla pena di 200 euro di ammenda per il reato di getto pericoloso di cose. L'imputato aveva installato una canna fumaria troppo bassa e priva di sistemi di convogliamento, provocando fumi molesti che investivano direttamente l'abitazione del vicino di casa. L'uomo ha proposto ricorso in Cassazione chiedendo l'assoluzione e lamentando difetti di motivazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la Cassazione non può rivalutare i fatti già accertati nei precedenti gradi. Inoltre, per configurare il reato, il superamento della normale tollerabilità delle emissioni può essere dimostrato anche tramite semplici testimonianze dei vicini. Di conseguenza, la condanna è diventata definitiva e il ricorrente deve pagare anche 3.000 euro alla Cassa delle ammende.
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