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Art. 670 Codice di Procedura Penale — Anno 2022

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Altri anni per Art. 670 Codice di Procedura Penale

Consenso al Trasferimento Pena: Irrevocabile la Scelta del Detenuto
Un detenuto, cittadino rumeno, aveva acconsentito al suo trasferimento in Italia per scontare una condanna, dopo essere stato arrestato in Romania con un Mandato di Arresto Europeo. Successivamente, ha chiesto di essere trasferito nuovamente in Romania per l'espiazione della pena residua. La Corte d'Appello ha dichiarato la sua richiesta inammissibile, sostenendo che il consenso al trasferimento in Italia era irrevocabile. Il detenuto ha presentato ricorso in Cassazione, affermando di aver acconsentito al trasferimento in Italia solo per poter esercitare specifici rimedi legali. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso, ribadendo il principio dell'**irrevocabilità del consenso al trasferimento della pena** una volta espresso. Il detenuto ha perso e dovrà pagare le spese processuali.
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Applicazione dell’indulto: no alla modifica delle date
Il Condannato ha richiesto l'applicazione dell'indulto per condanne legate alla ricettazione di assegni bancari. Il beneficio copre i reati commessi entro il 2 maggio 2006. Il richiedente sosteneva che l'incertezza sulla data di sottrazione degli assegni permettesse di retrodatare il reato al 2005. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno stabilito che l'applicazione dell'indulto in fase esecutiva incontra il limite immodificabile del giudicato. Se la sentenza definitiva fissa la commissione del reato dopo la data limite, il giudice dell'esecuzione non può alterare tale accertamento. Il Condannato deve pagare le spese processuali.
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Restituzione in termini estradizione: la Cassazione rigetta il ricorso
Il Ricorrente ha chiesto la restituzione in termini per impugnare una sentenza di condanna, sostenendo di non averne avuto conoscenza effettiva e invocando il principio di specialità legato alla sua estradizione per altri reati. La Corte d'Appello aveva rigettato l'istanza. La Cassazione ha confermato il rigetto. Ha chiarito che il principio di specialità dell'estradizione non impedisce l'esercizio delle facoltà difensive per reati diversi da quelli per cui è avvenuta l'estradizione. La richiesta di restituzione in termini deve essere tempestiva e non può essere concessa se l'imputato aveva già conoscenza della condanna, rendendo la sentenza irrevocabile.
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Ricorso Penale Inammissibile: Quando la Cassazione non esamina il merito
Un Lavoratore ha chiesto la rescissione di un giudicato penale, ma la Corte d'Appello ha dichiarato la sua istanza inammissibile per mancanza dei presupposti. Il Lavoratore ha proposto ricorso per Cassazione contro questa decisione. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità ricorso penale, ritenendo i motivi addotti manifestamente infondati e le violazioni procedurali palesemente smentite dagli atti. La Corte ha quindi dichiarato inammissibile il ricorso e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Inammissibilità istanza esecuzione pena: quando il ricorso è vano
Il Condannato ha presentato ricorso contro l'ordinanza che dichiarava l'inammissibilità della sua istanza di sospensione dell'esecuzione di una pena cumulata. Egli sosteneva l'invalidità del Mandato d'Arresto Europeo (MAE) e l'assenza di un titolo detentivo valido. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso. Ha ritenuto l'istanza una mera reiterazione di una precedente, già rigettata, e ha rilevato la carenza di interesse, dato che il termine finale della pena era già scaduto. La Corte ha anche chiarito che il MAE non si applica a paesi non UE e che la sospensione dell'esecuzione non è concessa a chi era latitante. La decisione conferma l'inammissibilità istanza esecuzione pena.
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Processo in Assenza: Quando la Rescissione del giudicato Salva la Difesa
Un cittadino è stato condannato in un processo dove non ha partecipato per mancata notifica degli atti. Ha chiesto al giudice dell'esecuzione di poter impugnare la sentenza, sostenendo una nullità assoluta. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che le questioni di nullità per omessa notifica, in un processo celebrato in assenza, non si possono risolvere con un incidente di esecuzione dopo il passaggio in giudicato della sentenza. Il rimedio corretto è la Rescissione del giudicato, una procedura diversa e specifica per chi non ha potuto partecipare al processo senza sua colpa.
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Revoca Sospensione Condizionale Pena: Cassazione, limiti al Giudice
Un condannato ha presentato ricorso per ottenere la revoca parziale della revoca della sospensione condizionale della pena, originariamente concessa per reati commessi in tempi diversi. Il Giudice per le Indagini Preliminari di Torino ha dichiarato la richiesta inammissibile. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione. Ha stabilito che la questione della legittimità della revoca della sospensione condizionale pena doveva essere sollevata in fase di impugnazione della sentenza che l'aveva disposta e non poteva essere riesaminata dal giudice dell'esecuzione. Il ricorso è stato quindi respinto, con condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende.
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Inammissibilità de plano: quando la procedura penale non ammette scorciatoie
Un condannato ha chiesto al giudice dell'esecuzione di rideterminare la sua pena. Il Presidente della Corte d'Appello ha dichiarato l'istanza "inammissibile de plano", ovvero senza un'udienza e senza acquisire il parere del Pubblico Ministero. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione. Ha stabilito che l'inammissibilità de plano è valida solo in casi specifici e che l'omissione del parere del PM e dell'udienza viola il diritto al contraddittorio, rendendo il provvedimento affetto da nullità assoluta. La Cassazione ha rinviato il caso per un nuovo giudizio.
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Notifica estratto contumaciale: assenza imputato non invalida consegna al difensore
Un imputato ha contestato la validità della notifica dell'estratto contumaciale della sentenza di appello, sostenendo che le ricerche per trovarlo al domicilio eletto fossero insufficienti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che la notifica al difensore è valida quando il tentativo di notifica al domicilio eletto fallisce per irreperibilità, anche temporanea, del destinatario. Non servono ulteriori indagini per attestare l'irreperibilità definitiva. La notifica dell'estratto contumaciale al difensore, in questi casi, è pienamente efficace.
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Decreto di latitanza: latitanza valida o ricerche carenti?
Un uomo condannato in via definitiva ha contestato l'esecutività della sentenza tramite incidente di esecuzione. La difesa ha sostenuto la nullità del giudizio di primo grado a causa dell'illegittimità del decreto di latitanza, lamentando l'omessa estensione delle ricerche nel suo Paese di origine nonostante l'aggancio di celle telefoniche estere. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso: chi contesta la completezza delle ricerche deve indicare luoghi precisi e documentati non verificati dalla polizia. La semplice attivazione di ripetitori esteri non prova una dimora nota.
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Notifica Sentenza Penale: Demolizione Valida Senza Prova Contraria
Un Condannato ha contestato un ordine di demolizione per una costruzione abusiva, sostenendo di non aver ricevuto una corretta notifica sentenza penale che stava alla base dell'ordine. Ha chiesto l'invalidità del titolo esecutivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che l'annotazione del cancelliere sulla sentenza, che attestava la notifica e l'irrevocabilità, fosse sufficiente. La richiesta di sanatoria pendente è stata considerata irrilevante. Il Condannato deve pagare le spese processuali.
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Liberazione anticipata: sconti negati sulla pena già scontata
Il Condannato ha richiesto il beneficio della liberazione anticipata per un periodo di detenzione già interamente scontato in passato. Egli sosteneva che tale pena pregressa dovesse rientrare nel conteggio poiché i reati erano stati uniti dal vincolo della continuazione rispetto alla condanna attualmente in corso. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che la liberazione anticipata non può essere concessa dalla magistratura di sorveglianza per periodi di pena già esauriti ed estranei al provvedimento di esecuzione in corso. Per rideterminare il cumulo o far valere la fungibilità della pena, il detenuto deve infatti rivolgersi al pubblico ministero o al giudice dell'esecuzione, non potendo scavalcare l'ordine esecutivo vigente.
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Incompatibilità del giudice dell’esecuzione: sentenza valida
Un condannato ha promosso un incidente di esecuzione per bloccare l'efficacia della propria sentenza penale, lamentando la violazione dei diritti di difesa durante il processo. Il magistrato ha dichiarato inammissibile l'istanza. Il condannato ha impugnato il provvedimento dinanzi alla Corte di Cassazione, contestando l'incompatibilità del giudice dell'esecuzione perché coincidente con la stessa persona fisica che aveva già emesso la condanna nel giudizio di merito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dichiarandolo inammissibile. I giudici hanno chiarito che la precedente pronuncia di merito non genera alcuna incompatibilità del giudice dell'esecuzione né determina la nullità del provvedimento. L'eventuale mancata astensione per ragioni di convenienza rileva solo sul piano disciplinare interno e non invalida la decisione esecutiva. Il condannato ha subito la condanna alle spese e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Rescissione del giudicato: la notifica non basta senza data certa
Un cittadino ha subito una condanna penale definitiva celebrata in sua assenza. L'uomo ha presentato ricorso lamentando la mancata notifica degli atti processuali, causata dalla rinuncia del difensore di fiducia e dalla successiva nomina di un avvocato d'ufficio mai comunicata. I giudici di merito hanno dichiarato inammissibile l'istanza perché il richiedente non ha specificato la data esatta in cui è venuto a conoscenza del procedimento. La Corte di Cassazione ha confermato tale decisione. La rescissione del giudicato richiede la prova rigorosa della tempestività dell'istanza entro trenta giorni dalla scoperta del processo. L'omissione di questa indicazione impedisce l'attivazione del rimedio straordinario e comporta la condanna al pagamento delle spese.
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Restituzione nel termine: Competenza errata annulla decisione
Un condannato per furto aggravato ha presentato una richiesta di restituzione nel termine per impugnare la sentenza, contestando anche la sua esecutività. Il Giudice dell'esecuzione ha erroneamente trasmesso la richiesta alla Corte d'Appello, che l'ha dichiarata inammissibile basandosi su una data di notifica errata di un ordine di carcerazione. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione della Corte d'Appello. Ha stabilito che il Giudice dell'esecuzione deve prima valutare la non esecutività della sentenza e poi, solo se la rigetta, la richiesta di restituzione nel termine. Il caso tornerà al Tribunale di Bari per la corretta valutazione della restituzione nel termine.
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Disturbo delle occupazioni e del riposo: stop al ricorso tardivo
La Corte d'Appello condanna il gestore di uno stabilimento balneare per il reato di disturbo delle occupazioni e del riposo a causa della musica ad alto volume diffusa fino a notte fonda. La cancelleria appone sulla decisione l'attestazione di irrevocabilità per decorso dei termini. Il gestore propone comunque ricorso per Cassazione, lamentando di non aver mai ricevuto la comunicazione del deposito della sentenza d'appello e sostenendo la piena regolarità della propria attività balneare autorizzata. La Suprema Corte dichiara inammissibile il ricorso. I giudici di legittimità stabiliscono che la Cassazione non può rimuovere direttamente l'attestazione di definitività. L'imputato deve promuovere un apposito incidente di esecuzione per far valere l'omessa notifica e contestare il passaggio in giudicato della sentenza.
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Condanna senza notifica: Cassazione annulla sulla restituzione nel termine
Un individuo è stato condannato a una multa nel 2018 per un reato commesso nel 2011. Il condannato ha contestato la validità della sentenza per mancata notifica dell'estratto contumaciale, chiedendo la restituzione nel termine per impugnare. Il Giudice di Pace ha respinto la richiesta, sostenendo che il condannato aveva comunque avuto conoscenza della condanna. La Cassazione ha annullato l'ordinanza, stabilendo che la questione non riguardava la restituzione nel termine ma la corretta formazione del titolo esecutivo. Il caso torna al Giudice di Pace per un nuovo esame.
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Restituzione nel termine: l’inerzia rende valida la condanna
Un condannato ha contestato l'ordine di carcerazione sostenendo di avere diritto a un nuovo processo. L'uomo aveva ottenuto dal giudice la restituzione nel termine per impugnare una condanna d'appello, a causa di una notifica nulla. Tuttavia, dopo la concessione della nuova scadenza, l'interessato non ha presentato il ricorso per cassazione nei tempi previsti. La Corte di Cassazione ha chiarito che il rimedio concesso riapre soltanto la facoltà di proporre impugnazione. L'inerzia del condannato ha reso la sentenza definitiva e legittimo l'ordine di arresto.
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Nullità assoluta processo penale: difensore assente, sentenza valida?
Un Condannato ha contestato la validità della sua condanna, sostenendo una nullità assoluta del processo penale. Ha affermato che il suo difensore di fiducia non era stato informato, portando alla sua assistenza da parte di un difensore d'ufficio non scelto. Il Tribunale di primo grado ha respinto la richiesta, indicando la rescissione del giudicato come unica via. La Corte di Cassazione ha confermato che le nullità assolute per omessa citazione del difensore di fiducia non possono essere fatte valere con l'incidente di esecuzione dopo il giudicato. Tuttavia, ha accolto il ricorso per l'omessa pronuncia sull'istanza di restituzione nel termine, rinviando la questione al Tribunale.
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Ergastolo confermato: inammissibile il ricorso per errore di fatto
Un uomo condannato all'ergastolo per omicidio ha rinunciato all'appello dal carcere, rendendo definitiva la condanna. In seguito, la difesa ha sostenuto che la rinuncia fosse invalida a causa di un grave disturbo psichico, chiedendo la sospensione della pena. I giudici hanno respinto la richiesta ritenendo la questione già superata. Il condannato ha quindi presentato un ricorso straordinario per errore di fatto, affermando che la Suprema Corte avesse travisato i documenti processuali e ignorato la perizia medica. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'impugnazione: la scelta dei giudici precedenti non derivava da una svista materiale, ma da una precisa e consapevole valutazione giuridica non più modificabile, confermando l'ergastolo e condannando il ricorrente al pagamento delle spese.
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