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Art. 670 Codice di Procedura Penale — Anno 2019

Altri anni per Art. 670 Codice di Procedura Penale

Giudizio de plano: quando è nullo secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza emessa dal giudice dell'esecuzione, il quale aveva respinto un'istanza di nullità di un decreto penale con un giudizio de plano, ovvero senza udienza. La Suprema Corte ha stabilito che le questioni sulla validità del titolo esecutivo richiedono obbligatoriamente un'udienza in contraddittorio tra le parti, pena la nullità assoluta del procedimento per violazione del diritto di difesa.
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Notifica al condannato: annullata revoca pena
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale che revocava la sospensione condizionale della pena a un uomo. La revoca era stata disposta per il mancato pagamento di una somma alle parti civili. Tuttavia, il procedimento è stato ritenuto nullo perché la notifica al condannato per l'udienza di esecuzione non era mai stata regolarmente effettuata. La Corte ha ribadito che l'omessa comunicazione all'interessato costituisce una nullità assoluta, in quanto viola il fondamentale principio del contraddittorio.
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Restituzione nel termine: la conoscenza effettiva
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Roma, stabilendo un principio fondamentale in tema di restituzione nel termine per impugnare una sentenza emessa in assenza. Il caso riguardava un imputato condannato in contumacia che aveva chiesto di poter appellare la sentenza fuori termine. Il Tribunale aveva respinto la richiesta, ritenendo sufficiente la notifica dell'estratto della sentenza al difensore d'ufficio per far decorrere i termini. La Cassazione ha corretto questa interpretazione, chiarendo che la 'conoscenza legale' derivante dalla notifica formale è diversa dalla 'conoscenza effettiva'. Per negare la restituzione nel termine, il giudice deve provare che l'imputato era effettivamente e personalmente a conoscenza del provvedimento, superando la presunzione di non conoscenza. In mancanza di tale prova, la richiesta deve essere accolta.
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Notifica all’imputato: quando i vizi sono sanati?
La Corte di Cassazione chiarisce che i vizi procedurali avvenuti durante il processo, come la presunta nullità della dichiarazione di contumacia, devono essere contestati tramite i normali mezzi di impugnazione e non in fase di esecuzione della sentenza. In questo caso, il ricorso di un imputato condannato in assenza, che lamentava una scorretta notifica all'imputato, è stato respinto. La Corte ha stabilito che la notifica al difensore d'ufficio era corretta e che le doglianze sulla mancata traduzione degli atti non potevano essere sollevate per la prima volta in Cassazione.
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Notifica al difensore d’ufficio: quando è valida?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata che contestava l'esecutività di una sentenza di condanna. La ricorrente sosteneva la nullità della notifica dell'estratto contumaciale, effettuata presso il difensore d'ufficio dopo un tentativo fallito al suo domicilio. La Corte chiarisce che la notifica al difensore d'ufficio, ai sensi dell'art. 161 c.p.p., è una procedura valida e non richiede la prova della conoscenza effettiva dell'atto da parte dell'interessata. Viene inoltre respinta la richiesta di restituzione nel termine, poiché proposta per la prima volta in sede di legittimità.
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