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Art. 67 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 67 Codice Civile

Responsabilità Falsus Procurator: Delega Verbale, Danno Certo
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di presunta responsabilità del falsus procurator in ambito condominiale. I proprietari di un lastrico solare avevano demolito la canna fumaria di un vicino, fidandosi della parola di un altro condomino che, in assemblea, si era dichiarato delegato dal proprietario della canna fumaria. La Corte ha negato il risarcimento. La rimozione della canna fumaria equivale a una rinuncia a un diritto reale (servitù) e richiede una procura scritta. L'assenza di tale documento e la negligenza dei proprietari del lastrico, che non hanno verificato i poteri, escludono la responsabilità del falsus procurator. I proprietari del lastrico hanno perso la causa e sono stati condannati a pagare le spese legali.
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Conflitto di interessi in condominio: il voto vale lo stesso?
Un condomino impugna una delibera per lavori straordinari, sostenendo un conflitto di interessi in assemblea condominiale. Il voto contestato era di una delegata, socia della società amministratrice che avrebbe ricevuto un compenso per i lavori. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: a differenza delle società, nel condominio il quorum si calcola sempre su tutti i partecipanti, inclusi quelli in potenziale conflitto. Il voto del condomino in conflitto non va escluso a priori dal calcolo. La delibera può essere annullata solo se il suo voto è stato determinante per l'approvazione e se la decisione finale è potenzialmente dannosa per il condominio. In questo caso, il ricorso del condomino è stato respinto.
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Supercondominio: chi paga le spese comuni?
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della riscossione dei contributi in un supercondominio, chiarendo chi sia il reale soggetto debitore. Un condominio di autorimesse aveva contestato un decreto ingiuntivo emesso da un condominio limitrofo per la manutenzione di aree comuni condivise. La Suprema Corte ha stabilito che l'amministratore del supercondominio non può agire contro l'amministratore del singolo condominio per l'importo globale delle spese. L'azione di recupero crediti deve essere rivolta esclusivamente ai singoli proprietari delle unità immobiliari, in proporzione ai millesimi di ciascuno.
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Ordine del giorno: validità delibere condominiali
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di una delibera condominiale relativa alla creazione di un fondo spese straordinario poiché tale punto non era chiaramente indicato nell'ordine del giorno. La Corte ha stabilito che ogni comproprietario di un'unità immobiliare ha il diritto individuale di impugnare le decisioni assembleari, anche se l'altro comproprietario ha partecipato alla riunione. La mancanza di una specifica indicazione nell'avviso di convocazione impedisce al condomino di valutare consapevolmente la propria posizione, rendendo la delibera annullabile per violazione del diritto all'informazione preventiva.
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Pignoramento immobiliare: chi vota in assemblea?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di pignoramento immobiliare, il debitore esecutato conserva il diritto di partecipare e votare nelle assemblee condominiali. Tale legittimazione permane fino all'emissione del decreto di trasferimento della proprietà. Il custode giudiziario non subentra automaticamente nel diritto di voto, a meno che non riceva una specifica autorizzazione dal Giudice dell'Esecuzione. Nel caso di specie, la delibera di nomina dell'amministratore è stata ritenuta valida poiché il voto del condomino soggetto a pignoramento immobiliare era legittimo, non essendo stato conferito al custode alcun potere sostitutivo in merito alle assemblee.
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Supercondominio: la proprietà delle parti comuni future
Una società immobiliare rivendicava la proprietà esclusiva di una strada al servizio di un complesso di edifici, sostenendo che tale bene non esistesse al momento della prima vendita. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la natura comune di un bene futuro in un supercondominio può essere validamente costituita già nel primo atto di vendita, attraverso un'obbligazione contrattuale a realizzarlo come parte comune, rendendo irrilevanti le successive riserve di proprietà.
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Indumenti da lavoro: quando sono DPI e chi paga?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10378/2023, ha stabilito che gli indumenti da lavoro forniti a un operatore ecologico devono essere considerati Dispositivi di Protezione Individuale (DPI), anche se privi di specifica certificazione. Ciò che conta è la loro funzione protettiva concreta contro i rischi per la salute. Di conseguenza, il datore di lavoro è obbligato a farsi carico della loro manutenzione e lavaggio, non potendo trasferire tale onere sul lavoratore.
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