LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 669-ter Codice di Procedura Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 669-ter Codice di Procedura Civile

Opposizione all’esecuzione: contestare le spese costa caro
Il Creditore ha notificato un precetto di pagamento a due Debitori basandosi su un provvedimento cautelare che li condannava alle spese e al risarcimento per lite temeraria. I Debitori hanno proposto un'opposizione all'esecuzione contestando l'importo delle spese e la condanna stessa. I giudici di merito hanno rigettato l'opposizione, ritenendo che il titolo esecutivo giudiziale non potesse essere ridiscusso in quella sede. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. La Corte ha chiarito che la contestazione sull'esistenza del diritto alla condanna va sollevata nel giudizio di merito e non tramite opposizione all'esecuzione. Inoltre, la contestazione sulle cifre non era specifica. Di conseguenza, i Debitori hanno perso la causa e sono stati condannati a pagare le spese processuali.
Continua »
Sequestro giudiziario: quando il ricorso in Cassazione è inutile
Un socio fittizio ha impugnato la cessione simulata di quote societarie, ottenendo un sequestro giudiziario sulle azioni. Successivamente, ha richiesto l'attuazione della misura cautelare per ottenere la consegna dei titoli dal terzo detentore. La Corte d'appello ha respinto la richiesta poiché il capitale sociale era stato azzerato e ricostituito senza che il socio sottoscrivesse nuove azioni, facendo così venir meno l'oggetto della misura. Il socio ha proposto ricorso straordinario in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso: i provvedimenti che regolano l'attuazione del sequestro giudiziario non hanno carattere decisorio o definitivo, essendo puramente strumentali. Contro di essi è ammesso solo il reclamo cautelare. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Regolamento di competenza inammissibile nella lite per l’acqua
Una società agricola lamentava lo spoglio del possesso d'acqua per l'irrigazione dei propri terreni a causa dell'installazione di una paratoia da parte di due consorzi di bonifica. Il Tribunale di Cremona, in sede di reclamo possessorio, dichiarava la propria incompetenza a favore del Tribunale delle Acque Pubbliche. La società proponeva quindi regolamento di competenza dinanzi alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che i provvedimenti emessi nella fase cautelare del giudizio possessorio non sono definitivi né decisori. Di conseguenza, tali ordinanze non possono essere impugnate con il regolamento di competenza, potendo la questione essere riproposta solo nel successivo giudizio di merito.
Continua »
Vendita immobiliare fallimentare: scontro tra coniuge e debiti
Nell'ambito di una procedura di fallimento, il curatore avviava la vendita immobiliare fallimentare di un intero immobile appartenente in comunione legale al fallito e alla moglie. Quest'ultima proponeva reclamo contestando la vendita dell'intero bene. Il Tribunale respingeva il successivo reclamo ritenendolo tardivo secondo i termini fallimentari. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso della moglie: il verbale di aggiudicazione non ha natura decisoria e definitiva, in quanto solo il decreto di trasferimento incide sul diritto di proprietà. Tuttavia, nell'interesse della legge, la Corte chiarisce che se la liquidazione segue le regole del codice di procedura civile, si applica l'intera disciplina della delega di vendita, con reclamabilità del provvedimento del giudice delegato e inammissibilità del ricorso in Cassazione contro la decisione collegiale.
Continua »
Giudizio possessorio: l’appello sbagliato costa caro
I Ricorrenti hanno chiesto la reintegrazione nel possesso di una servitù di passaggio su una strada. Il Tribunale ha respinto la richiesta con un'ordinanza. I Ricorrenti hanno proposto appello direttamente contro questo provvedimento. La Corte di Appello ha dichiarato inammissibile l'appello. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione. Nel moderno giudizio possessorio, l'ordinanza che chiude la fase sommaria non è una sentenza. Contro di essa si può proporre solo il reclamo, a meno che il giudice non abbia deciso anche sul merito. Poiché il Tribunale si era limitato alla fase urgente, l'appello era del tutto errato. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha condannato i Ricorrenti al pagamento delle spese e di una sanzione per lite temeraria.
Continua »
Asta giudiziaria: no alla Cassazione se salta l’aggiudicazione
Durante un'asta giudiziaria per la vendita di un immobile, il professionista delegato esclude un offerente per vizi di firma e aggiudica il bene a un altro soggetto. L'escluso propone reclamo e il giudice dell'esecuzione revoca l'aggiudicazione, ordinando una nuova gara. L'aggiudicatario originario impugna la decisione prima davanti al Tribunale e poi in Cassazione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che il provvedimento emesso sul reclamo non è definitivo né decisorio. Di conseguenza, non può essere impugnato direttamente in Cassazione. Per contestare le irregolarità della fase di vendita, l'interessato deve attendere il decreto di trasferimento e proporre una formale opposizione agli atti esecutivi.
Continua »
Natura ordinanza possessoria: non è sentenza, ricorso negato
Un'azienda ha avviato un'azione possessoria contro un Comune che aveva sbarrato l'accesso a un capannone abusivo. L'azienda ha poi presentato ricorso alla Corte di Cassazione, sostenendo che il provvedimento del Tribunale fosse una sentenza definitiva. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo un principio chiave sulla natura dell'ordinanza possessoria. Dopo la riforma del 2005, questo provvedimento non è una sentenza e, pertanto, non può essere impugnato direttamente in Cassazione. La Corte ha così confermato la decisione a favore del Comune, condannando l'azienda al pagamento delle spese legali.
Continua »
Regolamento competenza cautelare: ricorso respinto e sanzione
Un utente, dopo la disattivazione del suo account, ha contestato la decisione di un giudice che, in un procedimento d'urgenza, aveva dichiarato la propria incompetenza. L'utente ha proposto ricorso alla Corte di Cassazione. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: il 'Regolamento di competenza cautelare' è inammissibile. Le decisioni sulla competenza prese in sede di procedimento urgente non sono definitive e quindi non possono essere impugnate con questo strumento. Di conseguenza, il ricorso dell'utente è stato respinto e lo stesso è stato condannato a pagare non solo le spese legali ma anche una sanzione per aver intentato un'azione legale temeraria.
Continua »
Reclamo Acque Pubbliche: Tribunale Ordinario vince su Giudice Speciale
Un'azienda balneare ottiene un provvedimento d'urgenza dal Tribunale ordinario per fermare lo sversamento di acque industriali in mare. La società responsabile dello sversamento impugna l'ordine davanti al Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche (TRAP), che si dichiara incompetente. La Corte di Cassazione, pur dichiarando inammissibile il ricorso, stabilisce un principio fondamentale sulla competenza reclamo cautelare acque pubbliche: il reclamo contro un'ordinanza cautelare va proposto al collegio dello stesso Tribunale ordinario che l'ha emessa, e non al giudice specializzato (TRAP). La competenza del TRAP riguarda l'appello contro la sentenza di merito, non il reclamo contro i provvedimenti provvisori.
Continua »
Reclamo respinto: la Cassazione blocca l’appello del debitore
Un debitore ha tentato di annullare l'aggiudicazione provvisoria del suo immobile pignorato, presentando un reclamo contro l'operato del professionista incaricato della vendita. Il Tribunale ha respinto la sua istanza. Il debitore ha quindi impugnato questa decisione con un ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il principio sancito è che l'ordinanza che decide su un reclamo avverso atti del professionista delegato non è un provvedimento definitivo e decisorio. Di conseguenza, non può essere impugnata in Cassazione. Il debitore ha perso la causa e dovrà pagare le spese legali e una sanzione.
Continua »
Sospensione Esecuzione Negata: Inutile il Ricorso in Cassazione
Una parte debitrice ha richiesto la sospensione del processo esecutivo avviato nei suoi confronti da una società creditrice. Il giudice dell'esecuzione ha respinto la richiesta. La parte debitrice ha allora impugnato questa decisione, ma anche il suo reclamo è stato giudicato inammissibile. Portando il caso fino alla Corte di Cassazione, ha ricevuto un'ulteriore sconfitta. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo un principio chiaro: i provvedimenti che decidono sulla sospensione del processo esecutivo non sono ricorribili in Cassazione. Questo perché tali decisioni non sono definitive e lasciano al debitore altre vie legali per contestare l'esecuzione nel merito.
Continua »
Assegnazione casa coniugale: l’ex moglie perde contro i nuovi proprietari
Una ex moglie, a cui era stata assegnata la casa coniugale, si oppone alla richiesta di rilascio da parte dei nuovi proprietari che avevano acquistato l'immobile all'asta. Il tribunale aveva dato ragione a questi ultimi, ritenendo che l'ipoteca, iscritta prima della trascrizione dell'assegnazione, prevalesse. La Corte di Cassazione, tuttavia, non entra nel merito della questione sulla assegnazione casa coniugale opponibilità. Dichiara invece il ricorso della donna inammissibile per ragioni procedurali, stabilendo che l'ordinanza impugnata non era una decisione finale e definitiva. La donna perde quindi il ricorso e viene condannata al pagamento delle spese legali.
Continua »
Reclamo in Asta Immobiliare: No al Ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale nelle esecuzioni immobiliari. Dei debitori avevano contestato un'ordinanza del giudice dell'esecuzione tramite un reclamo, che è stato rigettato. Successivamente, hanno tentato di impugnare questa decisione con un ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato l'atto inammissibile, chiarendo che il **ricorso per cassazione avverso reclamo** non è possibile. La decisione sul reclamo, infatti, non è un provvedimento definitivo né decisorio, ma un atto interno alla procedura di vendita. Di conseguenza, i debitori hanno perso e sono stati condannati a pagare le spese legali.
Continua »
Accertamento Tecnico Preventivo negato: ricorso in Cassazione errato
La Cassazione si pronuncia su un caso di rigetto di un'istanza di Accertamento Tecnico Preventivo. Alcuni cittadini avevano richiesto una perizia urgente contro un'impresa edile, ma il Tribunale l'aveva negata per mancanza del requisito d'urgenza, condannandoli anche al pagamento delle spese legali. I cittadini hanno impugnato questa decisione direttamente in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo due punti fondamentali. Primo: il provvedimento che nega un ATP va contestato con un apposito strumento, il reclamo, non con il ricorso in Cassazione. Secondo: il giudice che rigetta la richiesta di ATP deve provvedere anche sulle spese legali, applicando il principio che chi perde paga. L'errore procedurale ha quindi reso impossibile l'esame del caso.
Continua »
Opposizione a precetto spese legali: quando è inutile e si perde
Un debitore riceve un precetto per il pagamento di spese legali stabilite in una fase provvisoria (cautelare) di un giudizio. Il debitore si oppone con un'azione di opposizione a precetto, contestando non solo l'importo ma anche il diritto stesso del creditore a ricevere quelle somme. La Corte di Cassazione stabilisce un principio chiaro: l'opposizione a precetto spese legali può essere usata solo per contestare il 'quantum' (l'ammontare), come errori di calcolo. Per contestare l' 'an' (il diritto a riceverle), il debitore avrebbe dovuto avviare il giudizio di merito, cioè la causa vera e propria. Avendo scelto lo strumento sbagliato, il debitore perde la causa e viene condannato a pagare.
Continua »
Revocazione: termini e inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per revocazione proposto da una professionista contro una precedente ordinanza della medesima Corte. La decisione si fonda sulla tardività dell'impugnazione, notificata oltre il termine semestrale previsto dall'art. 391-bis c.p.c. Inoltre, la Corte ha rilevato l'inammissibilità della memoria difensiva poiché il legale non risultava più iscritto all'Albo dei patrocinanti davanti alle giurisdizioni superiori, confermando la necessità di requisiti soggettivi rigorosi per il patrocinio in sede di legittimità.
Continua »
Sequestro conservativo: ricorso senza esecuzione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che dichiarava inammissibile il riesame contro un sequestro conservativo per mancanza di esecuzione della misura. La Suprema Corte ha stabilito che l'interesse a impugnare sorge immediatamente con l'emissione del titolo, poiché il destinatario si trova già in una condizione di soggezione giuridica. Non è necessario attendere l'apposizione materiale del vincolo sui beni per contestare la legittimità del provvedimento, garantendo così una tutela patrimoniale tempestiva ed effettiva.
Continua »
Sequestro conservativo: impugnazione immediata
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'interesse a impugnare un Sequestro conservativo sorge nel momento in cui il provvedimento viene emesso, senza dover attendere la sua materiale esecuzione. Il Tribunale aveva erroneamente dichiarato inammissibile il riesame proposto da un indagato, sostenendo che mancasse un pregiudizio attuale prima dell'apposizione del vincolo. Gli Ermellini hanno invece chiarito che la semplice esistenza del titolo cautelare pone il destinatario in una condizione di soggezione giuridica che giustifica l'impugnazione immediata per rimuovere il potenziale svantaggio patrimoniale.
Continua »
Reclamo ex art. 591 ter c.p.c. inammissibile in Cassazione
Una società agricola ha impugnato in Cassazione un'ordinanza che rigettava il suo reclamo ex art. 591 ter c.p.c. avverso l'aggiudicazione di un immobile. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che tali ordinanze non hanno carattere decisorio e definitivo e quindi non sono appellabili.
Continua »
Impugnabilità ordinanza sospensione: la Cassazione
Un debitore ha impugnato il rigetto della sua richiesta di sospendere una procedura di esecuzione forzata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: l'ordinanza che decide sulla sospensione non è un provvedimento definitivo e, pertanto, non può essere oggetto di ricorso per cassazione. La decisione chiarisce l'impugnabilità dell'ordinanza di sospensione, confermando che la sua natura provvisoria ne impedisce l'appello al massimo grado di giudizio.
Continua »