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Art. 669-octies Codice di Procedura Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 669-octies Codice di Procedura Civile

Occupazione senza titolo: la prova del danno
Un'azienda condannata per occupazione senza titolo di un immobile ricorre in Cassazione, sostenendo la mancata prova del danno. La Corte suprema rigetta il ricorso, chiarendo che il danno, pur non essendo 'in re ipsa', può essere provato in via presuntiva. La perdita della concreta possibilità di godimento del bene è sufficiente per il risarcimento, liquidabile in via equitativa.
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Eccezione di incompetenza: onere della contestazione
Una figlia, esclusa dall'eredità materna, intenta un'azione revocatoria a Firenze contro gli eredi e una società acquirente di beni ereditari. I convenuti sollevano un'eccezione di incompetenza, sostenendo la competenza del tribunale del luogo di apertura della successione. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione di merito, dichiara competente il Tribunale di Firenze. La ragione risiede in un vizio procedurale: l'eccezione di incompetenza era incompleta, poiché i convenuti non avevano contestato la sussistenza di tutti i fori alternativi previsti dalla legge per la società convenuta (art. 19 c.p.c.), rendendo così l'eccezione inefficace e radicando la competenza del giudice adito.
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Liquidazione Giudiziale: no atto notarile per la domanda
Un socio di maggioranza ha impugnato la sentenza che apriva la liquidazione giudiziale della sua società, sostenendo che la domanda dell'amministratore fosse formalmente invalida e costituisse un abuso del processo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un importante principio: la domanda di liquidazione giudiziale, a differenza di altri strumenti di regolazione della crisi, non necessita di verbale notarile. È sufficiente che sia sottoscritta dal legale rappresentante. Inoltre, ha chiarito che il socio non può eccepire l'abuso del processo per bloccare la procedura se lo stato di insolvenza è accertato.
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Procedimento cautelare: nullità senza atto di merito
La Corte di Cassazione ha dichiarato la nullità di un intero processo, comprese le sentenze di primo e secondo grado, perché la parte che aveva ottenuto un provvedimento cautelare di sospensione lavori non aveva poi instaurato il giudizio di merito con un autonomo atto di citazione. La Corte ha chiarito che la semplice fissazione di un'udienza da parte del giudice non può sostituire l'atto di impulso della parte, essenziale per avviare correttamente la fase di merito del procedimento cautelare.
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Prescrizione azione: ricorso cautelare la interrompe
In una disputa condominiale per la costruzione di verande abusive lesive del decoro architettonico, la Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione azione condominiale ventennale per la rimozione delle opere è interrotta dal deposito di un ricorso cautelare. La Corte d'Appello aveva erroneamente considerato prescritta l'azione per alcune delle opere, non tenendo conto dell'efficacia interruttiva del procedimento d'urgenza. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Termine impugnazione: conta l’inizio del merito
Un'azienda sanitaria ha visto il suo appello dichiarato inammissibile per tardività. L'azienda sosteneva dovesse applicarsi il vecchio termine di un anno perché un procedimento di accertamento tecnico preventivo (ATP) era iniziato prima della riforma che ha introdotto il termine impugnazione semestrale (L. 69/2009). La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la data rilevante è quella di instaurazione del giudizio di merito, non quella del precedente procedimento istruttorio preventivo.
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Opposizione all’esecuzione: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in un caso di opposizione all'esecuzione. La parte ricorrente lamentava l'inefficacia di un provvedimento cautelare di sospensione, sostenendo che il successivo giudizio di merito non fosse stato correttamente introdotto. Il ricorso è stato respinto per violazione del principio di specificità, in quanto la parte non ha trascritto gli atti essenziali (ricorso cautelare e atto di citazione) per permettere alla Corte di valutare la presunta diversità di oggetto tra le due fasi processuali.
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Restituzione somme conto cointestato: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13213/2025, ha confermato la condanna di una ex coniuge alla restituzione del 50% delle somme prelevate da un conto corrente cointestato e investite a proprio nome. La Corte ha chiarito che la domanda di restituzione somme conto cointestato è autonoma rispetto al giudizio di separazione e che la prova dell'autorizzazione al prelievo o della proprietà esclusiva dei fondi spetta a chi ha effettuato l'operazione. Il provvedimento ha inoltre affrontato importanti questioni procedurali, come la litispendenza e la gestione delle spese legali in caso di patrocinio a spese dello Stato per entrambe le parti.
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Compensazione atecnica: TFR e stipendi non pagati
Un lavoratore, licenziato e poi reintegrato con provvedimento d'urgenza, ha chiesto il pagamento di alcune mensilità. L'azienda ha eccepito la compensazione atecnica con il TFR già versato, divenuto indebito a seguito della reintegra. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di tale compensazione, in quanto i rispettivi crediti e debiti derivano dall'unico rapporto di lavoro, respingendo il ricorso del lavoratore.
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Ricorso per cassazione inammissibile: l’ordinanza
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso per cassazione inammissibile, proposto da un nipote contro un'ordinanza che lo obbligava a restituire un immobile al nonno. La Corte ribadisce il principio consolidato secondo cui i provvedimenti cautelari, come le ordinanze possessorie, non hanno carattere decisorio e definitivo, pertanto non sono impugnabili dinanzi alla Suprema Corte. La via corretta per la risoluzione della controversia è il giudizio di merito.
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Mancanza titolo abilitante: contratto nullo
Una docente, assunta a tempo indeterminato a seguito di un provvedimento cautelare, subisce la risoluzione del contratto per la successiva scoperta della mancanza del titolo abilitante all'insegnamento. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della risoluzione, affermando che il contratto è nullo per la mancanza di un requisito essenziale previsto dalla legge. La Corte ha precisato che né il provvedimento cautelare iniziale, né la successiva assoluzione penale dal reato di falso ideologico, possono sanare la nullità derivante dalla oggettiva mancanza del titolo abilitante.
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Provvedimento cautelare anticipatorio: la Cassazione dubita
La Corte di Cassazione esamina il caso di un provvedimento cautelare anticipatorio emesso per violazione di un marchio. La questione centrale è se tale misura perda efficacia se non viene avviato il giudizio di merito, alla luce del contrasto tra la legge italiana (che lo consente) e una direttiva europea (che sembra imporlo). Rilevando un dubbio interpretativo insanabile, la Corte ha sospeso il giudizio e ha rimesso la questione alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea per chiarire la compatibilità della norma nazionale con quella comunitaria.
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Donazione con usufrutto a terzi: la Cassazione decide
Una donna rivendica il diritto di usufrutto su un immobile donato dal fratello a un Comune. I tribunali di merito hanno negato tale diritto. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ritiene la questione sulla validità della donazione con usufrutto a favore di un terzo, tramite schemi alternativi alla riserva ex art. 796 c.c., di particolare rilevanza e rinvia la causa a pubblica udienza per una decisione approfondita.
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