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Art. 635 Codice Penale — Anno 2026

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Altri anni per Art. 635 Codice Penale

Credibilità vittima reati sessuali: la Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la condanna per violenza sessuale, rigettando il ricorso dell'imputato. La sentenza ribadisce principi fondamentali sulla valutazione della credibilità vittima reati sessuali, affermando che la sua testimonianza costituisce 'prova piena' e che eventuali vuoti di memoria, come l'amnesia sulla data esatta, possono essere spiegati come meccanismi psicologici di difesa, senza inficiare l'attendibilità del narrato. La Corte ha inoltre respinto la richiesta di applicazione dell'attenuante del fatto di minore gravità, basando la decisione su una valutazione globale della condotta, che ha tenuto conto dell'invasività degli atti e della spiccata capacità a delinquere dell'imputato.
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Recidiva facoltativa: quando si applica? La Cassazione
Un uomo, condannato per furto aggravato, ha presentato ricorso in Cassazione contestando l'aggravante della minorata difesa e l'applicazione della recidiva facoltativa. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che le circostanze notturne possono concretamente integrare l'aggravante e che, ai fini della valutazione sulla pericolosità sociale per l'applicazione della recidiva facoltativa, il giudice può considerare anche precedenti giudiziari non definitivi, come un'archiviazione per particolare tenuità del fatto.
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Danneggiamento aggravato: prova e identificazione
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un uomo condannato per danneggiamento aggravato. L'identificazione, contestata dalla difesa, è stata confermata non solo sulla base della testimonianza della vittima, che lo ha visto dallo spioncino, ma anche sulle immagini della videosorveglianza. Il ricorso che mira a una nuova valutazione delle prove è inammissibile.
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Disegno criminoso: quando non si applica il reato continuato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto che chiedeva l'applicazione del reato continuato per una serie di delitti commessi in carcere. La Corte ha stabilito che per configurare un unico disegno criminoso non è sufficiente il comune contesto detentivo, ma è necessaria una programmazione originaria e unitaria, assente nel caso di specie dove i reati apparivano come reazioni estemporanee e non pianificate.
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Ricorso in Cassazione: Firma avvocato obbligatoria
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso presentato da un condannato avverso un'ordinanza del giudice dell'esecuzione. La decisione si fonda su un vizio di forma insanabile: il ricorso e i successivi motivi non erano stati sottoscritti da un difensore iscritto all'albo speciale della Corte, ma direttamente dal ricorrente. Questa pronuncia ribadisce la rigidità dei requisiti formali per il ricorso in Cassazione, la cui violazione comporta non solo il mancato esame nel merito ma anche la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Continuazione del reato: la tossicodipendenza non basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione della continuazione del reato per una serie di delitti contro il patrimonio. La Corte ha stabilito che la sola condizione di tossicodipendenza, unita a un lungo arco temporale e alla diversità dei luoghi dei reati, non è sufficiente a dimostrare l'esistenza di un unico disegno criminoso iniziale.
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Disegno criminoso: quando si applica la continuazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto che chiedeva l'applicazione della continuazione tra due sentenze. La Corte ha ribadito che, per riconoscere un unico disegno criminoso, non sono sufficienti l'omogeneità dei reati e la loro vicinanza temporale. È necessario dimostrare una programmazione unitaria e originaria, concepita prima della commissione del primo reato, elemento che nel caso di specie non è emerso.
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Misura Cautelare: quando si aggrava? La Cassazione
La Corte di Cassazione conferma l'aggravamento di una misura cautelare da obbligo di dimora ad arresti domiciliari per un giovane accusato di resistenza e lesioni. La decisione si fonda sulla personalità aggressiva dell'indagato e sulla inefficacia delle misure precedenti, ritenendo la misura più restrittiva proporzionata e necessaria.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per violenza a pubblico ufficiale e danneggiamento. La decisione si fonda sulla genericità e ripetitività dei motivi, che non contestavano specificamente la sentenza d'appello ma miravano a un riesame dei fatti. Questo caso evidenzia i requisiti di specificità per un ricorso inammissibile.
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