Un Lavoratore è stato condannato per detenzione di una piccola quantità di marijuana a fini di spaccio. Il Tribunale lo ha condannato a un anno di reclusione e 2.000 euro di multa. La Corte d'Appello ha ridotto la pena a otto mesi e 1.200 euro. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il fatto fosse di particolare tenuità e che la Corte d'Appello avesse violato il divieto di reformatio in pejus. La Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che la presenza di precedenti penali, anche se risalenti, impedisce l'applicazione della particolare tenuità del fatto. Inoltre, ha escluso la violazione del divieto di reformatio in pejus, poiché la pena finale era stata comunque ridotta.
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