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Art. 615-bis Codice Penale — Anno 2024

Altri anni per Art. 615-bis Codice Penale

Diritto di transito: interpretazione e limiti del termine
La Corte di Cassazione interviene su una disputa riguardante un diritto di transito. Il caso verte sulla corretta interpretazione del termine "transito" in un atto di divisione immobiliare: se si riferisca solo al passaggio pedonale o anche a quello veicolare. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva escluso il passaggio di veicoli, stabilendo che il giudice di merito deve compiere un'analisi più approfondita della volontà delle parti espressa nell'atto. È stata invece confermata la decisione che ordinava la rimozione di una telecamera di sorveglianza privata perché inquadrava aree condominiali, violando la privacy.
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Sequestro probatorio informatico: limiti e garanzie
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Pubblico Ministero, confermando l'annullamento di un sequestro probatorio informatico. La Corte ha stabilito che il sequestro di copie forensi di dispositivi elettronici, già oggetto di un precedente sequestro poi annullato, era illegittimo perché violava i principi di proporzionalità e pertinenza. È stata criticata la mancanza di un'adeguata motivazione sulla necessità della misura e l'assenza di criteri di selezione dei dati e di una tempistica definita, configurando il sequestro come una misura esplorativa e un sacrificio eccessivo dei diritti dell'indagato.
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Violazione domicilio: chi sporge querela? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per violazione domicilio a carico di due persone entrate in un garage per spacciare. Il garage era sotto la gestione di un curatore fallimentare, che aveva sporto querela. La Corte ha stabilito che il reato di violazione domicilio protegge un diritto strettamente personale alla privacy e non il bene in sé. Pertanto, il curatore non è legittimato a sporgere querela a meno che non dimostri che quel luogo era il suo personale domicilio, cosa che i giudici di merito non avevano accertato.
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Videosorveglianza privata: quando è lecita?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7289/2024, ha stabilito che l'installazione di un impianto di videosorveglianza privata che riprende un'area soggetta a servitù di passaggio non richiede il consenso preventivo del titolare della servitù. La liceità del trattamento dei dati dipende dal bilanciamento tra il legittimo interesse alla sicurezza del proprietario e il diritto alla privacy altrui, valutando la necessità e la proporzionalità dell'installazione. La Corte ha cassato la decisione d'appello che si era basata unicamente sulla mancanza di consenso.
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Interferenze illecite: registrare in casa è reato?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 39550/2024, chiarisce i confini del reato di interferenze illecite nella vita privata. La Corte ha stabilito che registrare una conversazione tra terzi, a cui non si partecipa, costituisce reato anche se l'azione avviene all'interno della propria abitazione. Nel caso specifico, un uomo è stato assolto dall'accusa di maltrattamenti in famiglia, ma la sua assoluzione per aver registrato la moglie e il suocero è stata annullata con rinvio, poiché essere co-titolare del domicilio non autorizza a violare la privacy altrui.
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Intercettazioni in auto: non è reato per la Cassazione
Un uomo, accusato di aver installato un GPS con microfono nell'auto dell'ex moglie, è stato definitivamente assolto dalla Corte di Cassazione. La sentenza stabilisce che le intercettazioni in auto non costituiscono reato di interferenza illecita nella vita privata (art. 615-bis c.p.) perché il veicolo che si trova sulla pubblica via non è qualificabile come luogo di privata dimora. Questa decisione riforma la condanna iniziale del Tribunale, confermando l'assoluzione già pronunciata in Appello.
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