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Art. 615-bis Codice Penale — Anno 2023

Altri anni per Art. 615-bis Codice Penale

Sequestro Informatico Annullato: No a Sequestri-Fotocopia
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro probatorio informatico a carico di alcuni investigatori privati, accusati di aver registrato illecitamente conversazioni in riunioni aziendali. Il sequestro riguardava smartphone e supporti digitali già sequestrati in precedenza in un altro procedimento e poi restituiti. La Corte ha stabilito che il nuovo sequestro violava il principio di proporzionalità. Un sequestro di dati digitali non può essere indiscriminato o una mera ripetizione di un atto precedente già annullato. L'autorità giudiziaria deve motivare in modo specifico la necessità della misura, selezionare solo i dati pertinenti e restituire il resto nel più breve tempo possibile, cosa che in questo caso non è avvenuta.
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Telecamera sul vicino: non è difesa, ma interferenze illecite vita privata
Un uomo installa una telecamera che riprende l'interno dell'abitazione dei vicini, compresa la cucina, e li perseguita con cartelli offensivi e a sfondo razziale. Sostiene di agire per legittima difesa, ma la Corte di Cassazione conferma le accuse. La condotta integra pienamente il reato di stalking e di **Interferenze illecite vita privata**, poiché la ripresa viola il domicilio altrui catturando scene di vita quotidiana non visibili dall'esterno. La Corte dichiara inammissibile il ricorso, confermando la misura del divieto di avvicinamento e condannando l'uomo al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Sequestro probatorio informatico: limiti e regole
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza relativa a un **Sequestro probatorio informatico** che coinvolgeva l'acquisizione integrale di dispositivi elettronici. Il ricorrente contestava la mancanza di selezione dei dati e il trattenimento indiscriminato di tutte le informazioni digitali, incluse quelle irrilevanti per l'indagine. La Suprema Corte ha ribadito che il Pubblico Ministero non può effettuare ricerche a strascico, ma deve limitare il vincolo ai soli file strettamente pertinenti ai reati ipotizzati, restituendo tempestivamente il resto all'avente diritto. La decisione sottolinea come la motivazione del tribunale fosse meramente apparente, non avendo valutato il rispetto dei principi di proporzionalità e adeguatezza nella gestione della copia forense.
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Registrazioni in casa privata: quando è reato?
Un uomo ha effettuato delle registrazioni video della sua ex coniuge all'interno dell'abitazione di quest'ultima, durante gli incontri con il figlio. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24848/2023, ha annullato la decisione di merito che riteneva il fatto un reato (seppur non punibile per tenuità). Il principio stabilito è che le registrazioni in casa privata non costituiscono il reato di interferenze illecite (art. 615-bis c.p.) se chi registra è legittimamente presente e partecipa alla scena di vita privata. Il reato, infatti, sanziona l'intrusione da parte di un soggetto estraneo, non la captazione da parte di un partecipante.
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