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Art. 605 Codice di Procedura Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 605 Codice di Procedura Civile

Esecuzione per rilascio: ostacoli e recinzioni non fermano l’asta
A seguito della vendita all'asta di un immobile, l'aggiudicatario ha avviato un'esecuzione per rilascio per ottenere il possesso del bene. Il precedente proprietario si è opposto, sostenendo che la presenza di una recinzione abusiva richiedesse la diversa procedura per obblighi di fare. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il decreto di trasferimento costituisce titolo idoneo per l'esecuzione per rilascio. Eventuali ostacoli materiali, come una recinzione, non mutano la natura della procedura, ma rappresentano semplici difficoltà pratiche che il giudice dell'esecuzione può risolvere con provvedimenti temporanei. Di conseguenza, il precedente proprietario perde la causa e deve pagare le spese di giudizio.
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Improseguibilità Esecuzione: Ristorante Storico Vince, Sfratto Bloccato
Una società immobiliare avvia uno sfratto contro un ristorante storico. Il ristoratore si oppone perché il Ministero dei Beni Culturali ha posto un vincolo su arredi e archivio, vietandone lo spostamento. Il giudice dichiara l'improseguibilità dell'esecuzione, bloccando di fatto lo sfratto. La società immobiliare impugna questa decisione con un appello. La Corte di Cassazione, però, stabilisce un principio fondamentale: quel tipo di provvedimento del giudice non è appellabile. L'appello era quindi inammissibile fin dall'inizio. Il ristoratore vince la causa per un vizio procedurale della controparte, e lo sfratto resta bloccato.
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Inammissibilità ricorso cassazione: i vizi formali
Una società proprietaria di beni mobili si oppone alla loro vendita richiesta dal locatore di un immobile, dove i beni erano custoditi a seguito di uno sfratto. La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso cassazione presentato dalla società proprietaria, non per ragioni di merito, ma a causa di gravi vizi formali nell'atto di appello. La sentenza sottolinea l'importanza di rispettare i requisiti procedurali, come l'esposizione chiara dei fatti e la corretta indicazione degli atti, a pena di inammissibilità, lasciando impregiudicata la questione di fondo.
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Successore titolo particolare: la sentenza è vincolante
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29923/2023, ha chiarito che il successore a titolo particolare nel diritto controverso è vincolato dalla sentenza emessa nei confronti del suo dante causa. Nel caso specifico, gli acquirenti di unità immobiliari da una cooperativa hanno tentato di opporsi a una sentenza di regolamento di confini sfavorevole alla cooperativa stessa. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che gli acquirenti, in qualità di successori, non possono essere considerati terzi e sono soggetti agli effetti del giudicato, a prescindere dalla trascrizione della domanda giudiziale.
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