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Art. 587 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 587 Codice Civile

Divisione ereditaria: perde il ricorso chi chiude la scala
Nel corso di una complessa divisione ereditaria, una delle eredi ha richiesto la riduzione delle donazioni lesive della sua quota di legittima e il ripristino della scala di accesso al proprio appartamento, soppressa dal fratello durante alcuni lavori edilizi. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, ordinando al fratello il ripristino del passaggio. Quest'ultimo ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che la volontà della madre defunta prevedesse un accesso diverso e che il ripristino avrebbe svalutato il suo locale commerciale. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che l'interpretazione del testamento spetta esclusivamente ai giudici di merito e non può essere ridiscussa in sede di legittimità se logicamente motivata. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese.
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Testamento: ‘liquidi in banca’ include i titoli? La Cassazione
Una controversia ereditaria nasce a seguito di due testamenti successivi. Il secondo, pubblico, lasciava ai nipoti della moglie defunta i 'liquidi in banca', revocando parzialmente il primo testamento olografo. I nipoti del defunto sostenevano che 'liquidi' si riferisse solo al denaro sul conto corrente, escludendo i titoli investiti. La Corte di Cassazione ha stabilito che la corretta interpretazione del testamento, basata sulla volontà del defunto e sul suo linguaggio comune, non tecnico, deve includere negli 'liquidi' anche tutti gli investimenti finanziari facilmente convertibili in denaro. La vittoria è andata quindi ai nipoti della moglie, che hanno ottenuto l'intero patrimonio mobiliare.
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Opposizione di terzo: regole del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un ricorso relativo a una procedura di opposizione di terzo nell'ambito di un'espropriazione mobiliare. Alcuni familiari del debitore avevano rivendicato la proprietà dei beni pignorati basandosi su una scrittura privata qualificata come testamento, dotata di data certa anteriore al pignoramento. Il creditore ha impugnato la decisione, ma la Suprema Corte ha rilevato gravi carenze nel ricorso, tra cui il mancato rispetto del principio di autosufficienza e l'omessa trascrizione dei documenti contestati, impedendo così l'esame nel merito delle doglianze.
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Comodato immobiliare: prova e durata vitalizia
La Corte di Cassazione ha confermato l'ordine di rilascio di un immobile occupato da un soggetto che rivendicava un comodato immobiliare vitalizio. La ricorrente sosteneva l'esistenza di un accordo verbale con il defunto proprietario, ma i giudici hanno rilevato che il testamento prevedeva solo un lascito in denaro e non menzionava alcun diritto di godimento sull'abitazione. La Suprema Corte ha ribadito che, sebbene il comodato non richieda la forma scritta, la prova della sua esistenza e della durata vitalizia deve essere rigorosa, specialmente se in contrasto con le ultime volontà espresse per iscritto dal proprietario nel testamento.
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