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Art. 587 Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 587 Codice Civile

Probatio Diabolica: Il Proprietario Perde il Terreno Conteso
Il Proprietario Rivendicante ha citato in giudizio gli Occupanti per ottenere la restituzione di un terreno, sostenendo di esserne proprietario per successione ereditaria. Gli Occupanti hanno eccepito di aver usucapito il terreno prima dell'acquisto del dante causa del Proprietario Rivendicante. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Proprietario Rivendicante. Ha ribadito che in un'azione di rivendicazione, l'onere della probatio diabolica (prova rigorosa della proprietà) non si attenua se il convenuto eccepisce l'usucapione per un periodo antecedente ai titoli del rivendicante. Il Proprietario Rivendicante non ha fornito tale prova, quindi la sua domanda è stata respinta.
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Donazione Dissimulata: Il Testamento Svela la Falsa Vendita al Figlio
Un Padre Defunto aveva "venduto" un immobile al Figlio Acquirente. Nel suo testamento pubblico, il Padre Defunto dichiarò di aver in realtà donato il bene al figlio, senza ricevere alcun corrispettivo. Gli Altri Eredi hanno contestato questa vendita, sostenendo fosse una donazione dissimulata per ledere la loro quota di legittima. La Corte di Cassazione ha confermato che la dichiarazione nel testamento costituisce una valida confessione stragiudiziale. Questa confessione prova la simulazione della compravendita e la natura gratuita della donazione, anche se il Figlio Acquirente aveva estinto un'ipoteca sul bene. Il ricorso del Figlio Acquirente è stato rigettato.
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Testamento falso e ricorso per saltum: sconfitta per l’erede
Alcuni parenti hanno citato in giudizio il presunto erede universale per far dichiarare nullo un testamento olografo. Il Tribunale ha accertato la falsità del documento e ha disposto ulteriori verifiche sulla quota di riserva. L'erede nominato ha impugnato la sentenza di primo grado saltando l'appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per saltum. L'ordinamento processuale consente il passaggio diretto dal Tribunale alla Cassazione esclusivamente se esiste un patto scritto e concorde tra tutti i litiganti. In assenza di accordo, la parte soccombente deve rivolgersi alla Corte d'Appello. Il ricorrente ha subito la condanna alle spese e il raddoppio del contributo unificato.
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