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Art. 560 Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 560 Codice Civile

Eredità: Diritto all’Azione di Riduzione in Natura, non solo denaro
Una Figlia, erede legittimaria, ha contestato le disposizioni testamentarie della Madre defunta, chiedendo l'azione di riduzione per reintegrare la sua quota di eredità. Il Tribunale aveva riconosciuto la lesione della quota paterna (di cui la Figlia era erede), ma aveva liquidato il risarcimento solo in denaro. La Figlia ha insistito per l'azione di riduzione in natura, ovvero per ottenere una parte dei beni stessi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della Figlia, stabilendo che il legittimario ha diritto a ottenere la propria quota di eredità in natura, salvo eccezioni specifiche. La sentenza è stata cassata per un nuovo esame, ribadendo il diritto del legittimario ai beni.
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Legato in Conto di Legittima: Quando l’Erede può Chiedere di Più
Un defunto aveva disposto per testamento l'assegnazione di immobili ai figli. Alcuni eredi hanno contestato la lesione della loro quota di legittima, sostenendo che le disposizioni fossero legati in conto di legittima e non in sostituzione. La Corte d'Appello ha confermato che si trattava di legati in conto di legittima, permettendo agli eredi di chiedere la reintegrazione della loro quota. La Cassazione ha ribadito che, in assenza di una chiara volontà del testatore di escludere il legittimario dall'eredità, il lascito si considera un legato in conto di legittima. La Suprema Corte ha però accolto il ricorso sulla liquidazione delle spese legali, stabilendo che il valore della causa per l'azione di riduzione si calcola sulla quota contestata, non sull'intera massa ereditaria.
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Azione di riduzione: scontro tra erede unico e terzo
L'Erede, unico successore legittimo, ha avviato un'azione di riduzione contro Il Terzo per ottenere la restituzione di donazioni lesive della sua quota di riserva e di somme prelevate abusivamente dal conto corrente del defunto. Il Tribunale di Roma si era dichiarato incompetente, ritenendo che si trattasse di una causa ereditaria da radicare nel luogo dell'aperta successione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Erede, stabilendo che le regole speciali sulle cause ereditarie non si applicano quando l'azione è proposta dall'unico erede contro un soggetto estraneo alla successione. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato la competenza del Tribunale di Roma, ordinando la riassunzione della causa.
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Azione di riduzione: restituzione in natura o risarcimento?
Le Sorelle Coeredi hanno promosso un'azione di riduzione contro Il Fratello Acquirente, contestando la vendita della nuda proprietà di due immobili da parte della madre come donazione indiretta lesiva della loro quota di legittima. I giudici di merito hanno accolto la domanda, condannando il fratello a versare una somma in denaro alla comunione ereditaria e disponendo la vendita degli immobili. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del fratello, stabilendo che la reintegrazione della legittima deve avvenire preferibilmente in natura e non in denaro, per evitare una doppia e ingiusta quantificazione del danno. Inoltre, la Corte ha chiarito che la riduzione giova solo ai coeredi che hanno effettivamente agito in giudizio, escludendo i fratelli rimasti contumaci. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Riduzione della donazione in natura: confini certi, non calcoli
Un erede ha agito in giudizio per ottenere la riduzione della donazione in natura di un terreno, effettuata dal defunto padre in favore del fratello e della cognata, per lesione della propria quota di legittima. La Corte d'Appello ha accolto la domanda disponendo la riduzione in natura, ma ha omesso di individuare materialmente la porzione di terreno da distaccare, rinviando genericamente a un successivo frazionamento catastale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'erede, stabilendo che il giudice non può limitarsi a un calcolo matematico astratto. La sentenza deve identificare con precisione la porzione fisica del bene da attribuire al legittimario, poiché il frazionamento ha solo un ruolo esecutivo e non può integrare una decisione incompleta.
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