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Art. 560 Codice Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 560 Codice Civile

Azione di riduzione donazioni: quote societarie e limiti
Un genitore ha donato con lo stesso atto quote societarie a due figli, lasciando gli altri privi della quota minima garantita. I fratelli esclusi hanno avviato una azione di riduzione donazioni per recuperare la propria quota di riserva, convenendo però in giudizio soltanto uno dei beneficiari. La Corte d'Appello ha ridotto la donazione contestata in misura proporzionale e ha assegnato quote societarie reali invece di somme di denaro. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente la decisione. I giudici hanno chiarito che le donazioni coeve si riducono in proporzione al rispettivo valore e che la scelta di non citare tutti i donatari impedisce di recuperare l'intera lesione dall'unico convenuto. Inoltre, la reintegrazione avviene normalmente in natura, gravando l'erede dell'eventuale perdita di valore del bene successiva alla morte del donante.
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Azione di riduzione: legittima in natura e non in denaro
Un padre nomina la figlia erede universale e lascia al figlio alcuni immobili come legato. Il figlio rinuncia al legato e promuove un'azione di riduzione per ottenere la sua quota di legittima. Il Tribunale e la Corte d'Appello accolgono la domanda, condannando la sorella a pagare una somma in denaro. La Corte di Cassazione, tuttavia, accoglie il ricorso della sorella: la reintegrazione della quota di legittima deve avvenire, in linea di principio, in natura (cioè mediante la comproprietà dei beni ereditari) e non in denaro, a meno che non vi sia l'accordo di entrambe le parti. Chi subisce l'azione di riduzione non può essere costretto a pagare in contanti se preferisce restituire una quota dei beni fisici. La sentenza viene quindi cassata con rinvio.
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Riunione fittizia: guida al calcolo dell’eredità
Una complessa controversia ereditaria tra fratelli ha portato la Corte di Cassazione a chiarire l'applicazione della riunione fittizia e i termini processuali per l'appello incidentale. La ricorrente lamentava un errore di calcolo nella determinazione del conguaglio dovuto ai coeredi, mentre il fratello contestava l'inammissibilità del proprio appello incidentale. La Suprema Corte ha accolto entrambi i ricorsi, rilevando un errore materiale nei conteggi della quota di riserva e stabilendo che la partecipazione alla fase di inibitoria non anticipa i termini per la costituzione nel merito.
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Simulazione donazione: prova e azione di riduzione
La Corte di Cassazione chiarisce che l'erede legittimario, per tutelare la propria quota di riserva, può dimostrare una simulazione donazione con testimoni e presunzioni, agendo come terzo rispetto all'atto. Questa agevolazione probatoria sussiste anche se l'azione di riduzione non è diretta contro la donazione dissimulata, purché l'accertamento sia funzionale alla reintegrazione della legittima. La Corte ha cassato la sentenza di merito per aver omesso di pronunciarsi su una domanda che avrebbe potuto modificare l'asse ereditario.
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