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Art. 560 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 560 Codice Civile

Azione di riduzione: se l’eredità è diseguale pagano tutti i figli
Due fratelli, rimasti esclusi dall'eredità materna a causa di donazioni e testamenti in favore degli altri fratelli, hanno promosso un'azione di riduzione per ottenere la propria quota di legittima. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, riducendo la quota di un terreno ereditario spettante a un solo fratello e condannando quest'ultimo a pagare un conguaglio in denaro. La Corte di Cassazione ha però accolto il ricorso di quest'ultimo, stabilendo che la riduzione delle quote ereditarie per integrare la legittima deve colpire proporzionalmente tutti i coeredi, comprese le sorelle che avevano ricevuto donazioni inferiori alla loro quota di riserva. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo calcolo delle quote.
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Divisione ereditaria: valore beni alla data di divisione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31125/2023, ha stabilito un principio cruciale in materia di successioni. Quando un erede legittimo, inizialmente escluso dal testamento, ottiene la sua quota attraverso un'azione di riduzione, si crea una comunione ereditaria con gli altri eredi. In questo scenario, la successiva divisione ereditaria dei beni deve basarsi sul loro valore al momento della divisione stessa, e non sul valore che avevano all'apertura della successione. Questa decisione garantisce che l'erede reintegrato partecipi equamente all'eventuale aumento di valore dei beni ereditari nel tempo.
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Azione di riduzione: reintegra in natura del bene
In un caso di successione, un fratello avviava un'azione di riduzione contro la sorella per una donazione lesiva della sua quota di legittima. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione d'appello che disponeva la reintegrazione in natura, ossia tramite la cessione di una porzione fisica dell'immobile, anziché per equivalente monetario. La Corte ha chiarito che la facoltà del donatario di trattenere l'intero bene, prevista dall'art. 560 c.c., non può pregiudicare il diritto del legittimario leso a ottenere la sua quota in natura, specialmente quando le donazioni hanno esaurito l'intero patrimonio del defunto.
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