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Art. 517-ter Codice Penale — Sezione Prima Penale

Altri anni per Art. 517-ter Codice Penale

Contraffazione di marchi: guida al sequestro
La Corte di Cassazione ha confermato il sequestro preventivo e la perquisizione a carico di un indagato accusato di associazione a delinquere finalizzata alla contraffazione di marchi di alta moda. La difesa sosteneva che i beni sequestrati fossero 'overruns' (prodotti originali non autorizzati) e non falsi, contestando l'assenza di prove dirette sulla contraffazione. Tuttavia, la Suprema Corte ha ritenuto legittima la decisione del Tribunale del Riesame, basata su intercettazioni telefoniche inequivocabili e appostamenti della polizia giudiziaria che documentavano lo scarico di merce sospetta. La sentenza ribadisce che, in sede di legittimità, il controllo sulle misure cautelari reali è limitato alla verifica della tenuta logica della motivazione.
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Confisca replica auto: quando è legittima? Cassazione
Una nota casa automobilistica ha presentato ricorso contro la decisione di restituire al proprietario una replica di un'auto d'epoca, a seguito dell'archiviazione del procedimento penale per contraffazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la confisca replica auto non è obbligatoria se il procedimento penale è stato archiviato per insussistenza del fatto, in particolare per l'assenza del requisito della 'confondibilità' tra la replica e il prodotto originale. La Corte ha confermato che l'ordine di apporre etichette 'replica' sul veicolo è una misura precauzionale legittima che non contraddice la decisione di archiviazione.
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Confisca oro contrabbando: legittima anche senza condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la confisca oro contrabbando a carico di due soggetti, anche in assenza di una condanna. La Corte ha stabilito che la mancata dichiarazione doganale integra il reato, a prescindere che si tratti di oro industriale o da investimento, rendendo la confisca obbligatoria.
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Violazione brevetto: responsabilità civile resta?
La Corte di Cassazione conferma che la prescrizione del reato per violazione di brevetto non estingue l'obbligo di risarcire il danno alla parte civile. Nel caso di specie, un ex collaboratore aveva prodotto e venduto un macchinario simile a quello brevettato dalla sua precedente azienda. Anche se il reato è stato dichiarato prescritto, la Corte ha ritenuto provata la condotta illecita ai fini delle statuizioni civili, basandosi su un quadro indiziario complessivo che superava le mere differenze tecniche tra i due apparati.
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