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Art. 45 Costituzione — Anno 2026

Altri anni per Art. 45 Costituzione

Premi speciali INAIL: illegittimo il calcolo su paga reale
L'ente assicuratore ha intimato a una cooperativa di facchinaggio il versamento di oltre 500.000 euro per differenze tariffarie tra il 2006 e il 2011. L'istituto pretendeva di calcolare i premi assicurativi sulla base delle retribuzioni effettive dei soci lavoratori anziché applicare i premi speciali unitari. I giudici di merito hanno inizialmente confermato la pretesa contributiva statale. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato l'esito della controversia e ha accolto il ricorso della società cooperativa. I giudici supremi hanno chiarito che i premi speciali INAIL per i facchini mantengono natura speciale e forfettaria. La disciplina ordinaria basata sulle paghe reali non abroga il regime speciale. Una modifica tariffaria può avvenire solo tramite un apposito decreto ministeriale. La corte territoriale riesaminerà ora la questione applicando tale orientamento favorevole all'impresa.
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Esenzione IRPEF indennità di mobilità: fondatori vs sovventori
Un lavoratore, licenziato e posto in mobilità, ha richiesto l'esenzione IRPEF indennità di mobilità percepita in un'unica soluzione, avendola investita in una cooperativa. L'Agenzia delle Entrate ha riconosciuto l'agevolazione solo per la quota versata al momento della costituzione della società come socio fondatore, negandola per i versamenti successivi effettuati come socio sovventore per aumenti di capitale. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Fisco. I giudici hanno chiarito che le norme sulle agevolazioni fiscali sono di stretta interpretazione. Lo sgravio spetta esclusivamente per le somme utilizzate per costituire ex novo una cooperativa, non per successivi apporti di capitale in realtà già esistenti. L'obiettivo della legge è incentivare la creazione di nuove imprese da parte di disoccupati, non agevolare il mero investimento finanziario successivo.
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Esenzione IRPEF indennità di mobilità: fondazione vs aumento
Un lavoratore licenziato ha percepito un sussidio in un'unica soluzione, investendolo in una cooperativa per diventarne socio. Ha quindi richiesto l'Esenzione IRPEF indennità di mobilità sull'intero importo. L'Amministrazione Finanziaria ha riconosciuto l'agevolazione solo per la quota versata al momento della costituzione della società in qualità di socio fondatore, negandola per i versamenti successivi effettuati come socio sovventore. La Suprema Corte ha confermato la legittimità del parziale diniego. I giudici hanno chiarito che le norme sulle agevolazioni fiscali sono di stretta interpretazione. Il beneficio spetta esclusivamente per le somme utilizzate per la costituzione ex novo di una cooperativa, non per successivi aumenti di capitale in enti già operativi. Il ricorso del contribuente è stato definitivamente rigettato.
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Minimale contributivo: regolamento interno vs obblighi INPS
Una società cooperativa operante nel settore dei trasporti ha contestato la richiesta dell'INPS di versare contributi previdenziali per ore non lavorate dai soci a causa della mancanza di commesse. La società sosteneva che, non essendoci stata prestazione lavorativa né retribuzione, non dovesse operare il **minimale contributivo**. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'obbligo contributivo è autonomo rispetto alla retribuzione effettiva. Tale obbligo può essere ridotto solo nelle ipotesi tassativamente previste dalla legge o dai contratti collettivi nazionali stipulati dai sindacati più rappresentativi. I regolamenti interni delle cooperative non possono derogare a queste soglie minime, poiché la tutela del sistema previdenziale e la parità di concorrenza tra imprese prevalgono sull'autonomia privata della società.
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Indennità di mobilità: guida all’esenzione IRPEF
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti dell'esenzione IRPEF sull'**indennità di mobilità** reinvestita in società cooperative. Il caso riguarda un lavoratore che, dopo aver ricevuto l'indennità in un'unica soluzione, l'aveva in parte versata per la nascita di una cooperativa e in parte come socio sovventore in un momento successivo. La Suprema Corte ha confermato che il beneficio fiscale spetta esclusivamente per le somme destinate alla costituzione di una nuova realtà e non per i successivi aumenti di capitale o per l'ingresso in società già esistenti. La decisione si fonda sul principio di stretta interpretazione delle norme agevolative.
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Cooperativa agricola sovraindebitamento: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che una cooperativa agricola non può accedere alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento (ex L. 3/2012). Tale esclusione deriva dal fatto che le cooperative sono già soggette, in caso di insolvenza, alla procedura speciale di liquidazione coatta amministrativa. La Corte ha ritenuto che la normativa sul sovraindebitamento sia riservata a soggetti non sottoposti ad altre procedure concorsuali, e che questa differenziazione di trattamento per le cooperative non sia incostituzionale, data la loro peculiare funzione sociale.
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