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Art. 391 Codice di Procedura Civile

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Definizione agevolata: l’azienda rinuncia e azzera le spese
Un'azienda attiva nel commercio di tartufi ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'IVA e alle sanzioni per l'anno 2011. La contestazione riguardava l'indetraibilità dell'imposta sugli acquisti da raccoglitori occasionali. Nelle more del giudizio di Cassazione, la società ha scelto di aderire alla definizione agevolata prevista dalla legge, presentando formale rinuncia al ricorso prima dell'udienza. La Suprema Corte ha preso atto della rinuncia rituale, dichiarando l'estinzione del giudizio e disponendo la compensazione delle spese tra le parti, escludendo inoltre il pagamento del raddoppio del contributo unificato.
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Definizione agevolata: stop alla lite fiscale sui tartufi
Un'azienda attiva nel settore del commercio di tartufi riceveva un avviso di accertamento IVA relativo ad acquisti da raccoglitori occasionali. Dopo aver impugnato l'atto nei vari gradi di giudizio, la società decideva di aderire alla definizione agevolata delle liti fiscali. Di conseguenza, presentava formale rinuncia al ricorso prima dell'udienza in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio e la compensazione delle spese di lite, escludendo l'obbligo di versare l'ulteriore contributo unificato. Il processo si chiude così senza una decisione sul merito della contestazione originaria, grazie alla definizione agevolata che estingue la controversia pendente con l'amministrazione finanziaria.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: si evita il doppio contributo
Nel corso di una controversia civile tra un privato e una società, la parte ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. I giudici hanno chiarito che, in caso di rinuncia al ricorso per cassazione, non si applica il raddoppio del contributo unificato. Questa sanzione fiscale si applica infatti solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione. Trattandosi di una norma eccezionale e punitiva, non può essere estesa per analogia alla rinuncia, che invece estingue il processo in modo consensuale senza una decisione di merito. Di conseguenza, il giudizio si è concluso senza ulteriori spese fiscali per le parti.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: si estingue la lite sul debito
Una banca ha notificato un precetto di pagamento a due debitori sulla base di un vecchio decreto ingiuntivo. I debitori hanno proposto opposizione e la Corte d'appello ha dato loro ragione, dichiarando l'inesistenza del diritto della banca di procedere con l'esecuzione forzata. La banca ha quindi proposto ricorso in Cassazione. Nel corso del giudizio, il credito è stato ceduto a una nuova società finanziaria. Quest'ultima ha deciso di depositare una formale rinuncia al ricorso in Cassazione, accettata dai debitori che hanno rinunciato al loro controricorso. La Corte di Cassazione ha preso atto dell'accordo tra le parti e ha dichiarato l'estinzione del processo, senza alcuna condanna alle spese giudiziarie.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: si chiude la lite societaria
Un ex amministratore delegato impugna la revoca del suo mandato e chiede il risarcimento dei danni e la risoluzione del patto di non concorrenza. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, l'ex amministratore propone ricorso in Cassazione. Prima della decisione della Suprema Corte, il ricorrente presenta formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dalla società controricorrente. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo senza alcuna condanna alle spese, poiché l'accordo tra le parti esclude la necessità di regolare le spese di lite.
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Rinuncia al ricorso: niente raddoppio del contributo unificato
Una società di noleggio imbarcazioni ha proposto ricorso in Cassazione contro un'ordinanza ingiunzione della Capitaneria di Porto. Successivamente, la società ha presentato formale rinuncia al ricorso, firmata dal difensore e dal legale rappresentante. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, condannando la ricorrente al pagamento delle spese processuali. Tuttavia, la Corte ha chiarito che non si applica il raddoppio del contributo unificato. Questa misura eccezionale e sanzionatoria si applica infatti solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità, e non può essere estesa per analogia all'ipotesi di rinuncia.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite doganale
L'Agenzia delle Dogane emetteva un avviso di accertamento contro L'Azienda importatrice per presunta sottofatturazione di calzature dalla Cina. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, L'Azienda proponeva ricorso per cassazione contro la decisione di rigetto della revocazione. Successivamente, L'Azienda presentava formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dall'Agenzia delle Dogane. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, compensando interamente le spese di lite tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: stop alla lite fiscale senza tasse doppie
Il Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per imposte dirette e IVA. Successivamente, ha presentato una formale rinuncia al ricorso per cassazione dopo aver aderito alla definizione agevolata. L'Amministrazione Finanziaria ha accettato la rinuncia, concordando sulla compensazione delle spese di lite. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per intervenuta rinuncia al ricorso. I giudici hanno inoltre chiarito che, in caso di estinzione del processo per rinuncia, non si applica il raddoppio del contributo unificato, normalmente previsto per la parte che perde il ricorso. Il giudizio si chiude così senza vincitori né vinti, con spese compensate.
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Sgravio e pagamento: la cessazione della materia del contendere
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro la decisione che annullava una cartella esattoriale per sanzioni pecuniarie emessa nei confronti di un Ente Pubblico Territoriale. Durante il giudizio di legittimità, l'amministrazione finanziaria ha disposto uno sgravio parziale del debito e l'Ente Pubblico ha provveduto al pagamento spontaneo della somma rimanente. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, poiché l'accordo e l'adempimento sopravvenuti hanno azzerato l'interesse delle parti a proseguire la controversia. Le spese di giudizio sono state interamente compensate tra le parti.
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Definizione agevolata: stop alla causa e processo estinto
Una società estera e il suo rappresentante fiscale impugnano un avviso di accertamento per presunte violazioni IVA su triangolazioni commerciali. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la controversia giunge in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società aderisce alla definizione agevolata prevista dalla legge, pagando integralmente le somme dovute a titolo di capitale e interessi. Di conseguenza, i ricorrenti rinunciano formalmente al ricorso. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio per cessata materia del contendere, stabilendo che le spese del processo rimangono a carico di chi le ha anticipate e che non è dovuto il versamento del doppio contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop al doppio contributo
Un istituto bancario ha proposto ricorso contro un ente pubblico locale per contestare la condanna al pagamento di somme legate a contratti finanziari derivati (swap). Successivamente, la banca ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dall'ente pubblico. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. I giudici hanno chiarito che, in caso di rinuncia accettata, non si applica il raddoppio del contributo unificato. Questa misura sanzionatoria si applica infatti solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso, e non può essere estesa per analogia alla rinuncia volontaria.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: si chiude la lite tra soci
Alcune aziende agricole socie impugnavano la loro esclusione da una cooperativa agricola, deliberata per violazione dell'obbligo statutario di produrre e conferire pomodori. Dopo che il lodo arbitrale e la Corte d'Appello avevano confermato la legittimità dell'esclusione, i soci proponevano ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima dell'udienza, i soci hanno presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dalla cooperativa, con contestuale accordo sulle spese di lite. La Suprema Corte ha preso atto di tale accordo e ha dichiarato l'estinzione del giudizio.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’azienda vince sull’IVA
Una concessionaria pubblica ha notificato a un'autocarrozzeria diversi avvisi di accertamento per la tariffa di igiene ambientale. Dopo alterne vicende nei gradi precedenti, la Commissione Tributaria Regionale ha escluso l'applicazione dell'IVA sulle somme pretese. La concessionaria ha proposto ricorso in Cassazione ma, prima dell'udienza, ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dalla controparte. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, confermando la definitività della sentenza d'appello favorevole al contribuente e disponendo la compensazione delle spese di lite.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla tassa rifiuti
Una società di gestione dei rifiuti ha richiesto a un'autocarrozzeria il pagamento della tariffa di igiene ambientale per gli anni dal 2006 al 2009. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la controversia è giunta davanti alla Corte di Cassazione. Tuttavia, prima dell'udienza, la società di gestione ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dall'autocarrozzeria. I giudici di legittimità hanno dichiarato l'estinzione del processo. Di conseguenza, la sentenza d'appello, favorevole all'autocarrozzeria per l'esclusione della tassa sulle aree di produzione di rifiuti speciali, è passata in giudicato diventando definitiva. Le spese di giudizio sono state compensate tra le parti.
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Estinzione del giudizio: rinuncia valida con rate insolute
Una società riceveva un avviso di accertamento per maggiore IVA su operazioni ritenute fittizie dall'Agenzia delle Entrate. Durante la causa in Cassazione, la società chiedeva l'estinzione del giudizio avendo aderito alla definizione agevolata delle cartelle esattoriali. Tuttavia, l'ufficio finanziario rilevava che solo una cartella era stata saldata, mentre l'altra era decaduta per mancato pagamento delle rate. Nonostante la mancata sanatoria totale del debito, la società manifestava comunque la volontà di rinunciare al giudizio. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, compensando le spese di lite tra le parti, escludendo però la cessazione della materia del contendere a causa del pagamento solo parziale del debito originario.
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Fisco contro imprese: la definizione agevolata estingue la lite
L'Amministrazione Finanziaria aveva emesso avvisi di accertamento per l'anno 2004 nei confronti di una Società Controllata e della sua Società Controllante, legate da un regime di tassazione di gruppo. Le società hanno impugnato gli atti, ottenendo ragione nei primi gradi di giudizio. Durante la pendenza del ricorso in Cassazione, le contribuenti hanno aderito alla definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del Decreto Legge 119/2018, pagando le somme dovute. La Corte di Cassazione ha preso atto del perfezionamento della sanatoria, rilevando che la definizione agevolata operata dalla controllata estende i suoi effetti benefici anche alla controllante coobbligata. Non essendo intervenuto alcun diniego dal Fisco né alcuna istanza di trattazione, la Corte ha dichiarato l'estinzione dei processi riuniti, lasciando le spese a carico di chi le ha anticipate.
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Rottamazione delle cartelle esattoriali: l’accordo estingue la lite
Un datore di lavoro agricolo si opponeva a un avviso di addebito dell'INPS relativo a differenze contributive per operai a tempo determinato. Durante il giudizio di Cassazione, il datore di lavoro ha aderito alla rottamazione delle cartelle esattoriali estinguendo il debito con il fisco. Di conseguenza, ha rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo senza condanna alle spese, poiché la definizione agevolata assorbe i costi del giudizio pendente.
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Rottamazione delle cartelle: stop alla causa contro l’INPS
Un'azienda agricola ha proposto ricorso contro l'INPS per contestare un avviso di addebito relativo a differenze contributive per operai a tempo determinato. Durante la pendenza del giudizio di Cassazione, il datore di lavoro ha deciso di aderire alla definizione agevolata dei debiti previdenziali, nota comunemente come rottamazione delle cartelle, pagando quanto dovuto all'agente della riscossione. Di conseguenza, l'azienda ha formalmente rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione ha preso atto di questa scelta e ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Trattandosi di una definizione agevolata, i giudici hanno stabilito che non vi è alcuna condanna alle spese processuali, poiché i costi del processo pendente vengono assorbiti dalla transazione stessa.
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Rottamazione cartelle esattoriali: il Fisco rinuncia al ricorso
L'Agenzia delle Entrate aveva impugnato una decisione favorevole al contribuente riguardante il recupero di oltre cinquecentomila euro per l'indebito utilizzo in compensazione di crediti IVA inesistenti. Durante il giudizio di Cassazione, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata, nota come rottamazione delle cartelle esattoriali, pagando l'importo dovuto. A seguito di questo pagamento, l'ente impositore ha depositato formale atto di rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha preso atto della cessazione della materia del contendere e ha dichiarato l'estinzione del giudizio per intervenuta rinuncia, senza alcuna condanna alle spese per la mancata costituzione del contribuente. Il contribuente ottiene così la chiusura definitiva della pendenza fiscale.
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Rinuncia al ricorso: stop alla causa tra Professionista e Società
Il Professionista ha proposto ricorso in Cassazione contro La Società per una controversia sui compensi professionali. Successivamente, lo stesso Professionista ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso. La Società ha accettato tale rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per intervenuta rinuncia al ricorso, stabilendo che non vi è necessità di provvedere sulle spese processuali.
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