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Art. 391 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

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Altri anni per Art. 391 Codice di Procedura Civile

Estinzione del giudizio per definizione agevolata
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 13062/2024, ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario a seguito dell'adesione del contribuente alla definizione agevolata prevista dalla L. 197/2022. La Corte ha stabilito che la richiesta di definizione agevolata rende superfluo il proseguimento del processo, in quanto introduce una nuova regolamentazione del rapporto debitorio che sostituisce quella originaria, anche senza una formale rinuncia agli atti.
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Rinuncia al ricorso: come estingue il processo
Una curatela fallimentare agiva in giudizio per far dichiarare la simulazione assoluta di una vendita immobiliare. Dopo aver perso in primo e secondo grado, la società acquirente proponeva ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, la stessa società presentava una rinuncia al ricorso, che veniva accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione, di conseguenza, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza pronunciarsi nel merito e senza regolare le spese, rendendo definitiva la sentenza d'appello.
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Estinzione del giudizio: rinuncia e accettazione
Un complesso caso relativo a un contratto di locazione per un immobile non a norma si conclude in Cassazione con l'estinzione del giudizio. A seguito di un lungo iter giudiziario, gli eredi del locatore hanno rinunciato al ricorso per revocazione, e la controparte ha accettato. La Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del procedimento e compensato le spese, ponendo fine alla controversia.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una società appaltante, dopo aver perso in appello in una causa relativa a un contratto di subappalto, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha effettuato una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, condannando la parte rinunciante al pagamento delle spese legali a favore della controparte, anche in assenza di un'accettazione formale della rinuncia.
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Estinzione del giudizio: la guida alla rinuncia
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso in cui le parti, un privato cittadino e un istituto di credito, hanno depositato un atto congiunto di rinuncia al ricorso e relativa accettazione. La Corte ha chiarito che, in caso di estinzione per rinuncia, non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura sanzionatoria è prevista solo per il rigetto, l'inammissibilità o l'improcedibilità dell'impugnazione.
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Definizione Agevolata: estinzione del processo
Un contribuente, dopo aver ricevuto un avviso di accertamento per redditi non dichiarati detenuti all'estero, ha impugnato l'atto. Mentre il ricorso era pendente in Cassazione, il contribuente ha aderito con successo a una definizione agevolata, pagando quanto dovuto. La Corte di Cassazione, preso atto del perfezionamento della procedura di condono e della mancanza di istanze di prosecuzione, ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, senza pronunciarsi sul merito della controversia fiscale.
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Rinuncia al ricorso: quando il processo si estingue
Gli eredi di un ex collaboratore linguistico universitario hanno fatto ricorso in Cassazione per ottenere differenze retributive. Durante il giudizio, hanno presentato una rinuncia al ricorso, accettata dall'università. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, ponendo fine alla controversia senza una decisione nel merito e chiarendo quando non è dovuto il doppio contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese compensate
Un contribuente, dopo aver impugnato un avviso di accertamento per redditi non dichiarati, ha presentato una rinuncia al ricorso pendente in Cassazione. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, sottolineando che la rinuncia produce i suoi effetti senza necessità di accettazione dalla controparte. In virtù della particolarità del caso, le spese legali sono state interamente compensate tra le parti.
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Rottamazione cartelle: estinzione del giudizio fiscale
Una società, coinvolta in un lungo contenzioso con l'Agenzia delle Entrate per un avviso di accertamento, ha aderito alla definizione agevolata, la cosiddetta "Rottamazione cartelle". Avendo presentato rinuncia al giudizio pendente in Cassazione, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo. La decisione chiarisce che tale esito, pur non facendo passare in giudicato la sentenza impugnata, sostituisce la controversia con la nuova disciplina derivante dall'adesione alla sanatoria.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia chiude il caso
Una società e i suoi soci, dopo aver impugnato avvisi di accertamento per operazioni ritenute inesistenti fino alla Corte di Cassazione, hanno presentato una rinuncia al ricorso. Tale rinuncia è stata formalizzata a seguito dell'adesione a una procedura di definizione agevolata delle controversie. L'Agenzia delle Entrate ha accettato la rinuncia. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza esaminare il merito dei motivi di ricorso, stabilendo che non vi è luogo a provvedere sulle spese e non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una società di servizi idrici propone ricorso per cassazione contro una sentenza. Successivamente, deposita un atto di rinuncia al ricorso, dichiarando di non avere più interesse. La Corte Suprema, pur in assenza di accettazione della controparte, dichiara l'estinzione del giudizio e condanna la società rinunciante al pagamento delle spese legali sostenute dalla parte avversa.
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Rinuncia al ricorso: chi paga le spese legali?
Una società, dopo aver presentato ricorso in Cassazione, decideva di rinunciarvi. La controparte, tuttavia, non accettava la rinuncia. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato estinto il giudizio a seguito della rinuncia al ricorso, ma ha condannato la società rinunciante al pagamento delle spese legali proprio a causa della mancata accettazione da parte degli avversari processuali.
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Rinuncia al ricorso: no al doppio contributo unificato
In una causa per il rimborso dell'IVA su una tariffa ambientale, la società ricorrente ha presentato una rinuncia al ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo un punto fondamentale: la rinuncia al ricorso non fa scattare l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato, poiché tale sanzione è prevista solo per casi specifici come il rigetto o l'inammissibilità dell'impugnazione e non può essere estesa per analogia.
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Estinzione del giudizio: quando si rinuncia al ricorso
Una lavoratrice ha rinunciato al proprio ricorso per Cassazione contro una Provincia Autonoma. La Corte, verificata la regolarità dell'atto e l'assenza della controparte, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Il caso evidenzia le conseguenze procedurali della rinuncia all'impugnazione, che porta alla conclusione definitiva del processo senza una decisione nel merito.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop al processo
Una società di servizi ambientali, dopo aver perso in due gradi di giudizio una causa sulla restituzione dell'IVA sulla tariffa rifiuti, fa ricorso in Cassazione. Tuttavia, raggiunto un accordo con la controparte, presenta una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema dichiara l'estinzione del processo, chiarendo che in caso di rinuncia non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: quando il processo si estingue
Una lavoratrice, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza della Corte d'Appello sfavorevole in materia di contratti a termine con un ente pubblico, ha presentato una rinuncia al ricorso. L'ente ha accettato la rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione, verificati i requisiti di legge, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiudendo definitivamente la controversia a quel livello.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo unificato
Una società di servizi ambientali, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza sfavorevole in materia di rimborso IVA sulla tariffa ambientale, ha depositato un atto di rinuncia al ricorso a seguito di un accordo con la controparte. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiarendo un principio fondamentale: in caso di rinuncia al ricorso, non si applica l'obbligo del versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato (il cosiddetto 'doppio contributo').
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo
Una società di servizi ambientali aveva presentato ricorso in Cassazione in una controversia relativa alla restituzione dell'IVA su una tariffa. Successivamente, le parti hanno raggiunto un accordo, portando la società a presentare una formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, chiarendo un punto fondamentale: in caso di rinuncia al ricorso, non si applica il raddoppio del contributo unificato, sanzione prevista invece per i ricorsi respinti o inammissibili.
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Estinzione del giudizio: rinuncia e spese legali
Un consorzio agricolo ha richiesto il rimborso di un premio assicurativo anticipato a un associato, il quale ha negato l'esistenza del rapporto. Dopo due sentenze sfavorevoli, l'associato ha presentato ricorso in Cassazione, per poi rinunciarvi. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti in accoglimento della proposta contenuta nell'atto di rinuncia.
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Rinuncia al ricorso: come estinguere il giudizio
Una società finanziaria aveva presentato ricorso in Cassazione contro una decisione della Corte d'Appello in materia di opposizione all'esecuzione. A seguito di un accordo tra le parti, è stata presentata una rinuncia al ricorso principale e a quello incidentale. La Corte di Cassazione, verificati i requisiti di legge, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando integralmente le spese legali tra le parti come da loro richiesta.
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