LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 391 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

Pagina 12 di 33

Altri anni per Art. 391 Codice di Procedura Civile

Estinzione del giudizio per rottamazione quater
Una società estera, dopo aver impugnato un avviso di accertamento fiscale, ha aderito alla "rottamazione quater". Di conseguenza, ha rinunciato al ricorso pendente in Cassazione. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali e chiarendo che in questi casi non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso: guida all’estinzione del giudizio
Una società in liquidazione, dopo aver presentato ricorso in Cassazione, vi ha formalmente rinunciato. A seguito della rinuncia al ricorso e dell'accettazione di una delle controparti, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La Corte ha stabilito che non vi fosse luogo a provvedere sulle spese tra le parti che hanno definito il loro rapporto processuale e ha escluso l'obbligo per la ricorrente di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso: chi paga le spese legali?
Un imprenditore, dopo aver impugnato una sentenza sfavorevole per un debito commerciale, effettua una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, pur dichiarando estinto il giudizio, lo condanna a pagare le spese legali alla controparte, poiché la rinuncia non era stata accettata. Si chiarisce inoltre che la rinuncia al ricorso esclude l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato.
Continua »
Estinzione del giudizio per rottamazione-quater
Una società contribuente, dopo aver impugnato una sentenza tributaria sfavorevole in Cassazione, ha aderito alla rottamazione-quater per il debito oggetto della controversia. Di conseguenza, ha rinunciato al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti, in quanto la rinuncia era giustificata dall'adesione alla sanatoria fiscale.
Continua »
Estinzione processo tributario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un processo tributario tra l'Agenzia delle Entrate e una associazione sportiva. La decisione non entra nel merito della lite fiscale, ma si basa sull'adesione dell'Agenzia a una definizione agevolata prevista da una legge del 2022, che ha permesso di chiudere la controversia in modo definitivo. Le spese del procedimento restano a carico di chi le ha sostenute.
Continua »
Estinzione giudizio tributario: la pace fiscale
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario tra un'associazione sportiva e l'Amministrazione Finanziaria. La causa, relativa alla revoca di un regime fiscale agevolato, è stata conclusa anticipatamente perché le parti hanno aderito alla definizione agevolata, nota come 'pace fiscale'. Di conseguenza, il processo è stato interrotto e le spese legali sono rimaste a carico di chi le ha sostenute.
Continua »
Correzione errore materiale: limiti e conseguenze
Un'ordinanza della Cassazione affronta il tema della correzione errore materiale di una sentenza. Il caso riguarda un accertamento fiscale in cui un giudice di secondo grado aveva corretto la propria decisione, riducendo drasticamente l'importo dei movimenti bancari giustificati dal contribuente. La Suprema Corte, pur dichiarando l'estinzione del giudizio per rinuncia del ricorrente, ha compensato le spese legali riconoscendo che la procedura di correzione era stata utilizzata in modo improprio, poiché l'errore non era evidente dalla sola lettura della sentenza ma richiedeva il confronto con altri atti processuali.
Continua »
Rinuncia al ricorso: inammissibilità e spese legali
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di alcuni dipendenti pubblici a seguito di una rinuncia al ricorso non notificata alla controparte. Sebbene l'atto non fosse idoneo a estinguere il processo, è stato ritenuto sufficiente a dimostrare la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione. La Corte ha inoltre disposto la compensazione integrale delle spese legali, data la mancata accettazione della rinuncia e il diverso esito dei gradi di merito precedenti.
Continua »
Istanza di decisione: ricorso improcedibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso in parte estinto e in parte improcedibile per vizi procedurali. L'estinzione è derivata da una Istanza di decisione presentata da un solo ricorrente senza una nuova procura speciale dagli altri. L'improcedibilità, invece, è stata causata dal deposito del ricorso oltre il termine perentorio di venti giorni dalla notifica.
Continua »
Contratto scritto sanità: obbligatorio per il rimborso
Una struttura sanitaria privata ha citato in giudizio un'Azienda Sanitaria Locale per il pagamento di alcune prestazioni. L'ASL si è opposta sostenendo la mancanza di un accordo formale. La Corte di Cassazione, pur dichiarando estinto il processo per rinuncia, ha condannato la struttura alle spese, ribadendo che un contratto scritto in sanità è un requisito indispensabile (ad substantiam) per la nascita dell'obbligo di pagamento da parte dell'ente pubblico, non essendo sufficiente il solo accreditamento.
Continua »
Accordi SSN: la forma scritta è un requisito essenziale
Una struttura sanitaria privata ha richiesto il pagamento di prestazioni fornite a un'Azienda Sanitaria Locale. Le corti di merito hanno respinto la richiesta per l'assenza di un contratto scritto. Giunta in Cassazione, la struttura ha rinunciato al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il processo, condannando la rinunciante alle spese e confermando, implicitamente, la necessità della forma scritta per gli accordi SSN.
Continua »
Estinzione del processo: cosa succede con la rinuncia
Un fondo pensione aveva presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello che lo condannava alla riliquidazione della pensione complementare di alcuni ex dipendenti. Durante il giudizio, il fondo ha rinunciato al ricorso e le controparti hanno accettato. La Corte di Cassazione, di conseguenza, ha dichiarato l'estinzione del processo, rendendo definitiva la sentenza di secondo grado e compensando le spese legali tra le parti.
Continua »
Rinuncia al ricorso: quando si estingue il giudizio
Una lunga controversia su diritti di servitù e proprietà di un terrazzo, giunta fino in Cassazione dopo vari gradi di giudizio, si conclude con la rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti. La Corte Suprema, prendendo atto dell'accettazione della controparte, dichiara l'estinzione del giudizio senza pronunciarsi sulle spese, come previsto dal codice di procedura civile.
Continua »
Rinuncia ricorso Cassazione: estinzione e spese
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia ricorso Cassazione presentata dalla parte appellante. L'ordinanza chiarisce che, in presenza di un accordo tra le parti per la compensazione delle spese legali, la Corte non emette alcuna condanna al pagamento delle stesse. Il caso evidenzia come la rinuncia accettata dalla controparte ponga fine al processo, rendendo definitiva la sentenza impugnata.
Continua »
Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso di opposizione all'esecuzione. La decisione è seguita alla rinuncia al ricorso da parte del ricorrente, formalmente accettata dalla controparte. Di conseguenza, la Corte non ha provveduto sulle spese e ha escluso l'obbligo di versare l'ulteriore contributo unificato, poiché l'esito non è stato un rigetto o una dichiarazione di inammissibilità.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione e spese in Cassazione
Una società, dopo aver ottenuto in appello un risarcimento danni, aveva presentato ricorso in Cassazione. Prima dell'udienza, tuttavia, ha presentato una rinuncia al ricorso, che è stata accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione, di conseguenza, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che in questi casi non si provvede alla condanna alle spese e non si applica il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Compensazione spese processuali: la rinuncia al ricorso
Un ente che gestisce alloggi sociali aveva impugnato un diniego di esenzione IMU. Successivamente, ha rinunciato al ricorso poiché la giurisprudenza della Cassazione si era consolidata in senso sfavorevole. La Corte Suprema ha dichiarato estinto il processo e ha disposto la compensazione spese processuali tra le parti, riconoscendo che la rinuncia era un atto giustificato dal nuovo orientamento legale, costituendo un valido motivo per non addebitare i costi alla parte rinunciante.
Continua »
Estinzione giudizio tributario per rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei contribuenti, accettata dall'Agenzia delle Entrate. La decisione chiarisce un punto fondamentale: in caso di rinuncia, non è dovuto il versamento del doppio del contributo unificato, poiché questa è una misura sanzionatoria applicabile solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso. Le spese legali sono state interamente compensate tra le parti, come da loro espressa richiesta.
Continua »
Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo unificato
Un ente locale, dopo aver impugnato una sentenza tributaria sfavorevole, ha raggiunto un accordo con il contribuente. La conseguente rinuncia al ricorso ha portato la Cassazione a dichiarare l'estinzione del giudizio. La Corte ha stabilito che, in caso di estinzione, non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, prevista solo per i casi di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
Continua »
Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21007/2024, ha accolto il ricorso dell'Ente di Riscossione contro un contribuente. Applicando una nuova normativa (jus superveniens), la Corte ha stabilito che per l'impugnazione estratto di ruolo non basta affermare la mancata notifica della cartella di pagamento, ma è necessario dimostrare un concreto e attuale interesse ad agire, ovvero un pregiudizio effettivo. Poiché il contribuente non ha fornito tale prova, il suo ricorso originario è stato dichiarato inammissibile.
Continua »