LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 390 Codice di Procedura Civile — Sezione Terza Civile

Pagina 2 di 16

Altri anni per Art. 390 Codice di Procedura Civile

Debito Energetico: Ricorso in Cassazione si Estingue per Rinuncia
Un Lavoratore è stato condannato a pagare a un'Azienda una somma per bollette energetiche non saldate, tramite un decreto d'ingiunzione. Dopo aver contestato senza successo in appello, il Lavoratore ha presentato un ricorso per cassazione. Tuttavia, prima della decisione finale, il Lavoratore ha rinunciato al ricorso, e l'Azienda ha accettato questa rinuncia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, senza disporre sulle spese processuali e senza applicare l'ulteriore contributo unificato, poiché la pronuncia riguardava l'estinzione e non il rigetto o l'inammissibilità del ricorso.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: fine della lite sul fondo
Una controversia agraria tra un affittuario e una società proprietaria ha riguardato la cessazione di un contratto di affitto di un terreno e l'obbligo di rilascio del fondo. L'affittuario ha proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione per contestare la sentenza d'appello. Nelle more della decisione, le parti hanno raggiunto un accordo stragiudiziale. I rispettivi avvocati, muniti di procura speciale, hanno depositato la Rinuncia al ricorso in Cassazione e la relativa accettazione. La Suprema Corte ha preso atto dell'accordo e ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza provvedere sulle spese processuali, chiudendo definitivamente la vertenza.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: stangata spese sul condomino
Un condomino contestava l'ingiunzione di pagamento di oltre milleduecento euro per il servizio di teleriscaldamento erogato al suo immobile. Il proprietario sosteneva che l'amministratore non avesse il potere di stipulare il contratto per un supercondominio composto da due fabbricati distinti. I primi giudici avevano rigettato l'opposizione poiché le assemblee di entrambi i condomini avevano regolarmente approvato la fornitura. Il proprietario proponeva appello finale ma, nel corso del procedimento, depositava la rinuncia al ricorso in Cassazione, accettata dalla società fornitrice. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia e ha condannato il condomino al pagamento di 1.200 euro per le spese legali in favore della controparte.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop a spese e doppio costo
Un garante contesta la validità di alcune fideiussioni bancarie per violazione della normativa antitrust e impugna la decisione sfavorevole davanti alla Corte di Cassazione. Prima della discussione, il garante deposita formale atto di rinuncia e la società di recupero crediti accetta tale scelta. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del giudizio. L'accettazione reciproca azzera le spese processuali tra le parti. I giudici chiariscono inoltre che la rinuncia al ricorso in Cassazione non comporta il raddoppio del contributo unificato, misura sanzionatoria riservata ai soli casi di rigetto o inammissibilità.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione senza assenso di controparte
Un creditore ha avviato una procedura esecutiva tramite pignoramento contro una grande società debitrice. Il creditore ha poi contestato l'ordinanza di assegnazione dei crediti, ma il giudice di merito ha dichiarato inammissibile l'opposizione per difetto di competenza. Il creditore ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione. Prima dell'adunanza camerale, il ricorrente ha notificato e depositato formale atto di rinuncia all'impugnazione. La società debitrice non ha rilasciato una formale accettazione. I Supremi Giudici hanno confermato che la rinuncia al ricorso per cassazione estingue il processo in via automatica senza bisogno del consenso dell'avversario. La Corte ha quindi dichiarato estinto il processo, disponendo la compensazione delle spese di lite in base alla dinamica complessiva del contenzioso.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite da milioni
Il Consorzio Locatore ha intimato lo sfratto per morosità alla Società Conduttrice per il mancato pagamento dei canoni di un immobile industriale. Dopo le sentenze di merito che hanno dichiarato la risoluzione del contratto e condannato la conduttrice al pagamento dei canoni arretrati, quest'ultima ha proposto ricorso in Cassazione. Prima della decisione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. Di conseguenza, la Società Conduttrice ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dal Consorzio. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del processo, escludendo l'obbligo di versare l'ulteriore contributo unificato e disponendo la compensazione delle spese legali come concordato tra le parti.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: si estingue ma costa caro
Nel corso di un giudizio di legittimità tra due società, la parte ricorrente ha inizialmente rifiutato una proposta di definizione accelerata, insistendo per la decisione e depositando una memoria difensiva. Tuttavia, nell'imminenza dell'udienza in camera di consiglio, la stessa società ha depositato una formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Nonostante la rinuncia, la mancata accettazione della controparte ha spinto i giudici a liquidare le spese di lite. Valutando il comportamento altalenante della ricorrente, la Corte l'ha condannata a pagare le spese processuali in favore del difensore della controparte.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: salve le polizze vita
Un'associazione creditrice ha pignorato le somme di una polizza assicurativa contratta dalla debitrice. Il Tribunale ha dichiarato tali somme impignorabili ai sensi dell'articolo 1923 del codice civile, ordinando la restituzione di quanto già incassato. Il creditore ha proposto ricorso in Cassazione ma ha successivamente depositato una formale rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza pronunciare condanna alle spese, non avendo le altre parti svolto attività difensiva.
Continua »
Rinuncia al ricorso: stop alla lite tra debitore e banca
Una società debitrice ha impugnato l'aggiudicazione di un proprio immobile pignorato, contestando la stima del bene e lamentando la violazione di un accordo transattivo con la banca creditrice. Dopo il rigetto del Tribunale, la società ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, la ricorrente ha depositato una formale rinuncia al ricorso, regolarmente accettata dall'istituto di credito. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio senza esaminare il merito della controversia e senza disporre alcuna condanna al pagamento delle spese di lite.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo che spegne la lite
Una società di servizi pubblici ha proposto ricorso in Cassazione contro un cittadino. Prima che la Corte decidesse sulla controversia, l'azienda ha depositato un atto formale di rinuncia al ricorso per cassazione, regolarmente sottoscritto dal proprio difensore. Il cittadino ha accettato tale rinuncia tramite il proprio avvocato, concordando anche la compensazione delle spese legali. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accordo bilaterale e della volontà concorde delle parti, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Di conseguenza, il processo si è concluso senza una decisione sul merito della vicenda e ciascuna parte sosterrà le proprie spese di difesa, ponendo fine alla vertenza in modo consensuale.
Continua »
Caduta su buca stradale: la rinuncia al ricorso in Cassazione
Un pedone, caduto a causa di una buca stradale non segnalata nel centro urbano, ha richiesto il risarcimento dei danni al Comune. Dopo i primi due gradi di giudizio, il danneggiato ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, la difesa del ricorrente ha depositato una formale rinuncia al ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, senza pronunciarsi sulle spese poiché l'ente pubblico è rimasto intimato.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: si spegne la lite con la banca
Una risparmiatrice ha citato in giudizio la banca per ottenere la restituzione di somme trattenute su titoli in pegno, contestando la falsità delle proprie firme su alcuni contratti. Dopo il rigetto delle sue domande nei primi due gradi di giudizio, la cliente ha proposto ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione. Successivamente, la ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso in Cassazione, regolarmente sottoscritta dal proprio difensore munito di procura speciale. La banca ha aderito a tale rinuncia tramite firma digitale del proprio avvocato. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia, stabilendo che non vi è luogo a pronuncia sulle spese di giudizio, vista l'accettazione della controparte.
Continua »
Rinuncia al ricorso: stop alla lite per la ristrutturazione
I Proprietari di un immobile avevano richiesto il risarcimento dei danni ai Vicini, accusandoli di aver presentato esposti calunniosi relativi ad alcuni lavori di ristrutturazione. Dopo il rigetto della domanda nei primi due gradi di giudizio, i Proprietari hanno proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, gli stessi ricorrenti hanno depositato una formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, verificata la regolarità della dichiarazione e la sua corretta notifica alle controparti, ha dichiarato l'estinzione del giudizio di legittimità. Considerata la natura della controversia, i giudici hanno deciso per l'integrale compensazione delle spese di lite tra le parti.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: stop al debito senza raddoppio tasse
Il caso nasce da una controversia bancaria in cui gli eredi di una garante venivano condannati a pagare oltre seicentomila euro a un istituto di credito. Uno degli eredi proponeva ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima dell'udienza in camera di consiglio, il ricorrente presentava formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dalla banca creditrice. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese legali tra le parti e chiarendo che, trattandosi di estinzione e non di rigetto, non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: accordo cancella la revocatoria
Una società di leasing ha promosso un'azione revocatoria contro una società debitrice per rendere inefficace la vendita di alcuni immobili. La domanda è stata accolta nei primi due gradi di giudizio. La società debitrice ha proposto ricorso in Cassazione. Prima della decisione, le parti hanno raggiunto un accordo e presentato un'istanza congiunta. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia al ricorso per cassazione, ordinando la cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale sui registri immobiliari e compensando le spese di lite.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop alla lite da un milione
Una società proprietaria di un complesso immobiliare ha concesso in affitto la propria azienda a un'altra società, poi fallita. A causa dell'inadempimento della proprietaria, il contratto è stato risolto e la stessa è stata condannata a restituire la cauzione e rimborsare i lavori di manutenzione. La proprietaria ha proposto ricorso in Cassazione ma, prima della decisione, ha presentato formale rinuncia al ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza applicare il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione non si applica in caso di rinuncia spontanea.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop senza raddoppio tasse
Una complessa controversia sull'affitto di un ramo d'azienda tra l'Affittuaria e l'Affittante giunge davanti alla Corte di Cassazione. Prima della decisione di merito, l'Affittuaria deposita telematicamente una formale dichiarazione di rinuncia. La Suprema Corte accoglie la richiesta e dichiara l'estinzione del processo. I giudici chiariscono inoltre che la rinuncia al ricorso in Cassazione non comporta il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione si applica solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione. Non essendoci stata attività difensiva da parte dell'Affittante, la Corte non provvede sulle spese di giudizio.
Continua »
Rottamazione-quater: la domanda non basta a fermare i giudici
Il Contribuente impugnava diverse cartelle esattoriali per difetto di notifica. Durante il giudizio in Cassazione, il Contribuente dichiarava di voler rinunciare agli atti avendo aderito alla Rottamazione-quater. La Corte di Cassazione ha stabilito che la sola presentazione della domanda di adesione non basta a estinguere il giudizio. È infatti necessario dimostrare l'effettivo pagamento della prima rata o dell'intero importo dovuto. Di conseguenza, la Corte ha rinviato la causa a nuovo ruolo per verificare l'avvenuto versamento entro i termini di legge.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: chi paga le spese di giudizio
Una Società Cooperativa ha proposto ricorso contro il Custode Giudiziario di un immobile pignorato nell'ambito di un'opposizione a decreto ingiuntivo. Prima dell'udienza di discussione, la società ha depositato una formale dichiarazione di rinuncia al ricorso per cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio e ha condannato la società rinunciante al pagamento delle spese legali in favore del Custode Giudiziario. I giudici hanno inoltre chiarito che l'estinzione per rinuncia esclude l'obbligo di versare il raddoppio del contributo unificato, sanzione prevista solo in caso di rigetto o inammissibilità del ricorso.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: stop al pignoramento
Una società, nel ruolo di terzo pignorato, proponeva opposizione contro l'ordinanza di assegnazione delle somme pignorate. Il Tribunale dichiarava inammissibile l'opposizione. La società proponeva quindi ricorso in Cassazione, mentre la creditrice resisteva con controricorso. Prima che la Suprema Corte decidesse, la società notificava una formale rinuncia al giudizio, prontamente accettata dalla controparte. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo per sopravvenuta rinuncia al ricorso per cassazione, disponendo l'integrale compensazione delle spese di lite tra le parti ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.
Continua »