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Art. 390 Codice di Procedura Civile — Sezione Sezioni Unite Civile

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Altri anni per Art. 390 Codice di Procedura Civile

Rinuncia al ricorso: estinzione e spese in Cassazione
Una società di somministrazione lavoro ha impugnato una sentenza del Consiglio di Stato riguardante la suddivisione in lotti di un appalto sanitario. Durante il giudizio di legittimità, la ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso, richiamando un recente orientamento delle Sezioni Unite. La Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, confermando che la rinuncia, se non accettata dalle controparti, comporta la condanna alle spese legali per chi desiste dall'azione.
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Regolamento di giurisdizione: le novità sulla rinuncia
Una società concessionaria autostradale ha proposto un regolamento di giurisdizione per chiarire la competenza in merito a una controversia sugli adeguamenti tariffari del 2018. Nelle more del giudizio, il Tribunale Amministrativo Regionale ha emesso una sentenza favorevole alla società, portando quest'ultima a rinunciare al ricorso preventivo. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha dichiarato l'estinzione del giudizio applicando le novità introdotte dalla Riforma Cartabia, che consentono la rinuncia fino all'udienza di trattazione, escludendo inoltre il pagamento del doppio contributo unificato.
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Estinzione del giudizio: rinuncia e spese legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso riguardante un'elezione forense. La decisione è seguita alla rinuncia al ricorso da parte dell'appellante e all'accettazione da parte dei resistenti. L'ordinanza chiarisce che l'estinzione del giudizio per rinuncia non comporta l'applicazione della sanzione del raddoppio del contributo unificato, poiché questa è prevista solo per i casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Anzianità avvocato stabilito: no al cumulo per i cassazionisti
Un avvocato, prima iscritto come 'avvocato stabilito' e poi integrato nell'albo ordinario, si è visto negare l'accesso all'albo dei cassazionisti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19976/2024, ha chiarito che l'anzianità maturata come avvocato stabilito non è cumulabile con quella successiva, poiché le due iscrizioni corrispondono a forme diverse di esercizio della professione basate su titoli differenti. Sebbene il ricorso sia stato dichiarato inammissibile per ragioni procedurali, la Corte ha stabilito un importante principio di diritto sull'anzianità professionale.
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Clausola di competenza esclusiva: estinto il giudizio
Un passeggero ha citato in giudizio una compagnia aerea per un ritardo su un volo nazionale. Il Tribunale ha negato la giurisdizione italiana in favore di quella estera, in base a una clausola di competenza esclusiva accettata con l'acquisto online del biglietto. Il passeggero ha fatto ricorso in Cassazione, ma prima della decisione le parti hanno raggiunto un accordo, portando la Corte a dichiarare l'estinzione del giudizio.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione e le spese legali
Un raggruppamento d'imprese impugna la sua esclusione da una gara d'appalto. In Cassazione, rinuncia al ricorso. La Corte dichiara l'estinzione del giudizio e condanna il ricorrente al pagamento delle spese legali a favore del Ministero e del consorzio controinteressato, chiarendo che la richiesta di condanna alle spese non necessita di mandato speciale.
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Incompatibilità del giudice: la decisione della Cassazione
Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno stabilito che non sussiste l'incompatibilità del giudice che, dopo aver redatto la proposta di definizione accelerata di un ricorso ai sensi del nuovo art. 380-bis c.p.c., partecipa poi al collegio giudicante chiamato a decidere nel merito. La Corte ha chiarito che la proposta non costituisce un giudizio anticipato, ma uno strumento processuale che non crea una fase autonoma di giudizio, salvaguardando così i principi di efficienza e del giusto processo.
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Rinuncia al ricorso e spese: la Cassazione decide
Un comune ha impugnato una sentenza sfavorevole in materia di tassa sui rifiuti. Durante il processo in Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, portando il comune a presentare una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, compensando le spese legali e chiarendo che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: le conseguenze sulle spese
Un Ente Provinciale, dopo aver impugnato una decisione del Consiglio di Stato relativa a un canone patrimoniale imposto a società energetiche, decide di ritirare il proprio appello. La Corte di Cassazione, pur dichiarando estinto il giudizio a seguito della rinuncia al ricorso, ha condannato l'ente al pagamento delle spese legali. La decisione si fonda sulla valutazione di inammissibilità originaria del ricorso, affermando che la rinuncia non esonera automaticamente dal pagamento delle spese in assenza di circostanze eccezionali.
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Danno erariale: la Cassazione sulla giurisdizione
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha confermato la giurisdizione della Corte dei conti in un caso di danno erariale derivante dalla percezione illecita di contributi agricoli europei. Un'impresa agricola aveva ottenuto fondi sulla base di false dichiarazioni riguardo la disponibilità di terreni. La Suprema Corte ha stabilito che la distrazione di risorse pubbliche dal fine per cui sono state erogate configura un rapporto di servizio tra il privato percettore e la P.A., radicando la competenza del giudice contabile a prescindere dal fatto che l'illegittimità fosse presente sin dall'origine della richiesta.
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Reclamo elettorale avvocati: la sede di deposito
Un gruppo di avvocati impugna la proclamazione degli eletti al Consiglio dell'Ordine locale. Il Consiglio Nazionale Forense dichiara il reclamo inammissibile perché depositato direttamente presso la sua sede anziché presso il Consiglio dell'Ordine locale, come previsto da una vecchia norma. I legali ricorrono in Cassazione, sostenendo la prevalenza di una legge più recente. Tuttavia, prima della decisione, i ricorrenti rinunciano al ricorso, avendo ottenuto sentenze favorevoli in altre cause connesse. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia, dichiara l'estinzione del processo.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio di cassazione
Un avvocato, precedentemente sanzionato con la sospensione, presenta una rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio, chiarendo che in caso di rinuncia non è dovuto il pagamento del cosiddetto 'doppio contributo'. La decisione si basa sulla distinzione tra rinuncia e rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Estinzione giudizio: il caso della rinuncia in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia agli atti da parte dei ricorrenti e della conseguente accettazione delle controparti. La decisione si fonda sugli articoli 390 e 391 del Codice di procedura civile. Essendoci stato un accordo tra le parti anche sulle spese legali, la Corte non ha dovuto pronunciarsi in merito, chiudendo definitivamente la controversia.
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Estinzione per rinuncia: analisi del decreto di Cassazione
La Corte di Cassazione, con decreto delle Sezioni Unite Civili, ha dichiarato l'estinzione per rinuncia di un ricorso presentato da una società di servizi energetici contro un ente comunale. La decisione si fonda sulla rinuncia esplicita al ricorso da parte della società ricorrente, accettata dalla controparte, con conseguente compensazione integrale delle spese legali. Il caso verteva sull'impugnazione di una sentenza del Consiglio di Stato.
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Regolamento di giurisdizione: quando è inammissibile?
Un'azienda agricola proponeva ricorso per regolamento di giurisdizione contestando la competenza del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sia per la rinuncia manifestata dalla parte, sia perché il regolamento era stato proposto tardivamente, ovvero dopo che il tribunale di primo grado si era già pronunciato sulla questione di giurisdizione con una sentenza.
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Rinuncia al ricorso: estinzione anche senza accettazione
La Corte di Cassazione chiarisce che la rinuncia al ricorso determina l'estinzione del giudizio senza necessità di accettazione della controparte. Nel caso di specie, alcune Amministrazioni Statali avevano impugnato una decisione del Consiglio di Stato su una questione di giurisdizione relativa a contributi energetici. Successivamente, hanno rinunciato al ricorso. La Suprema Corte, applicando un principio consolidato, ha dichiarato estinto il processo, specificando che la rinuncia rende definitiva la sentenza impugnata, eliminando l'interesse della controparte a proseguire.
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