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Art. 390 Codice di Procedura Civile — Sezione Seconda Civile

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Altri anni per Art. 390 Codice di Procedura Civile

Rinuncia al ricorso in Cassazione: effetti su spese e giudizio
Due amministratori di un istituto bancario hanno subito sanzioni pecuniarie dall'Autorità di Vigilanza per presunte irregolarità nella gestione del credito e nei controlli interni. Dopo la conferma dei provvedimenti in secondo grado, gli amministratori hanno proposto impugnazione davanti alla Suprema Corte. Nel corso del giudizio, i ricorrenti hanno notificato un atto formale di Rinuncia al ricorso in Cassazione, regolarmente accettato dalla controparte. La Corte ha constatato il rispetto dei requisiti di legge e ha dichiarato l'estinzione del processo. Contestualmente, i giudici hanno liquidato le spese di lite secondo gli accordi intervenuti tra le parti ed hanno escluso il raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una misura applicabile solo nei casi di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Multa per eccesso di velocità: l’accordo ferma il processo
Un automobilista ha impugnato cinque verbali per una multa per eccesso di velocità rilevata tramite un dispositivo elettronico. Il Giudice di Pace ha inizialmente accolto l'opposizione, ma il Tribunale ha ribaltato la decisione, ritenendo legittimo il posizionamento dell'apparecchio poiché l'incrocio segnalato era in realtà una strada privata. L'automobilista ha proposto ricorso in Cassazione contestando la visibilità del dispositivo e la qualificazione della strada. Tuttavia, prima della decisione finale, il ricorrente ha depositato formale rinuncia al ricorso, accettata dal Comune resistente. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti.
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Multa per eccesso di velocità: la rinuncia estingue il giudizio
Un'automobilista ha impugnato sei verbali per una multa per eccesso di velocità rilevata tramite autovelox su una strada provinciale. L'automobilista contestava la distanza del dispositivo dal segnale di limite di velocità e la presenza di un'intersezione con una via privata. Dopo alterne decisioni nei primi due gradi di giudizio, la controversia è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione. Tuttavia, prima della decisione di merito, l'automobilista ha presentato formale rinuncia al ricorso, accettata dal Comune con accordo per la compensazione delle spese. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio di legittimità, senza alcuna condanna alle spese o al versamento del raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: stop alle feste in piscina
Un condomino impugna la delibera condominiale che autorizza eventi musicali in piscina. La Corte d'Appello dichiara nulla la delibera. Il Condominio propone ricorso in Cassazione, ma prima dell'udienza deposita formale rinuncia al ricorso in Cassazione, accettata dal condomino con accordo sulle spese. La Suprema Corte dichiara estinto il giudizio per intervenuta rinuncia. Di conseguenza, non si applica il raddoppio del contributo unificato, previsto solo per i casi di rigetto o inammissibilità. Vince il condomino, in quanto la sentenza d'appello che dichiarava nulla la delibera diventa definitiva.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: lite chiusa senza spese
Il Ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione contro la Provincia e il Comune, impugnando una precedente sentenza d'appello. La Suprema Corte ha rilevato che la rinuncia, firmata dalla parte e dal difensore, è un atto unilaterale recettizio che estingue il processo senza necessità di accettazione delle controparti. Poiché i difensori delle controparti hanno apposto il visto di adesione alla rinuncia, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza alcuna condanna alle spese processuali. La decisione conferma che la rinuncia al ricorso per cassazione determina il passaggio in giudicato della sentenza impugnata e la fine del contenzioso.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite senza spese
I Venditori hanno citato in giudizio l'Acquirente per l'inadempimento di un contratto preliminare di vendita immobiliare. Il Tribunale ha accolto la domanda, ma la Corte d'appello ha dichiarato nulla la notifica iniziale, rimettendo la causa al primo grado e condannando i Venditori alle spese. Questi ultimi hanno proposto ricorso in Cassazione contestando la condanna alle spese. Successivamente, i Venditori hanno presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dall'Acquirente. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, escludendo la condanna alle spese di legittimità e il raddoppio del contributo unificato.
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Estinzione del processo per rinuncia: l’accordo che cancella la lite
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per rinuncia in una controversia civile riguardante un pagamento di somme. Il Creditore e gli Eredi della controparte hanno depositato atti formali di rinuncia al ricorso principale e al ricorso incidentale, regolarmente sottoscritti e accettati da tutti i difensori. Di conseguenza, i giudici hanno preso atto dell'accordo tra le parti, disponendo la compensazione delle spese di lite e l'insussistenza dei presupposti per il versamento del doppio contributo unificato. Nessuna delle parti ha quindi ottenuto una vittoria giudiziale di merito, preferendo risolvere la lite in via transattiva.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo che estingue la lite
Nel caso in esame, Il Ricorrente ha proposto ricorso in Cassazione contro una sentenza d'appello. Successivamente, lo stesso Ricorrente ha deciso di presentare formale rinuncia al ricorso per cassazione, notificandola ai Controricorrenti. Questi ultimi hanno accettato espressamente la rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Poiché l'accordo tra le parti era totale e la rinuncia è stata accettata, la Corte non ha dovuto decidere sulle spese di giudizio, che sono rimaste compensate di fatto. La decisione segna la fine del contenzioso senza alcuna condanna economica per le parti coinvolte.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: estinzione senza spese
Il Ricorrente ha proposto ricorso in Cassazione contro l'ordinanza del Tribunale che aveva respinto l'opposizione alla liquidazione dei compensi a favore del Consulente Tecnico d'Ufficio. Prima dell'udienza, il Ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso in Cassazione, e il Professionista ha accettato tale rinuncia. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Poiché vi è stata l'accettazione della controparte, la Corte non ha pronunciato alcuna condanna alle spese di giudizio, confermando che la rinuncia al ricorso in Cassazione è un atto unilaterale che estingue il processo a prescindere dall'accettazione, ma l'adesione della controparte evita la condanna alle spese.
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Rinuncia al ricorso: l’Ente pubblico si arrende e i cittadini vincono
Una Pubblica Amministrazione ha proposto ricorso per cassazione contro alcuni Cittadini e una Società Cooperativa in merito a una controversia di pagamento. Successivamente, l'ente pubblico ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso. I controricorrenti hanno accettato tale rinuncia. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio per intervenuta rinuncia al ricorso, stabilendo che non vi è luogo a provvedere sulle spese di lite, come previsto dalla legge in caso di accettazione della controparte. Di conseguenza, il processo si conclude senza una decisione sul merito della vicenda e senza condanna alle spese.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alla lite sull’usucapione
Due privati hanno proposto ricorso in Cassazione contro il fallimento di un imprenditore per ottenere l'usucapione di un terreno, dopo il rigetto della domanda nei precedenti gradi di giudizio. A seguito della proposta di definizione agevolata per manifesta infondatezza, le parti hanno deciso di trovare un accordo transattivo. Entrambe le parti hanno depositato formale atto di rinuncia ai rispettivi atti difensivi con compensazione delle spese. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. La rinuncia al ricorso per cassazione ha evitato l'applicazione della sanzione del raddoppio del contributo unificato, poiché l'estinzione non ha natura sanzionatoria.
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Patrocinio a spese dello Stato: la rinuncia estingue il processo
Una cittadina ha presentato ricorso in Cassazione contro il Ministero della Giustizia in materia di patrocinio a spese dello Stato. Successivamente, la ricorrente ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha preso atto di questa volontà e ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Poiché il Ministero non ha svolto alcuna attività difensiva, i giudici hanno stabilito che non occorreva decidere sulle spese di giudizio, lasciando le parti senza obblighi reciproci di rimborso.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: si evita il doppio contributo
Nel corso di una controversia civile tra un privato e una società, la parte ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. I giudici hanno chiarito che, in caso di rinuncia al ricorso per cassazione, non si applica il raddoppio del contributo unificato. Questa sanzione fiscale si applica infatti solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione. Trattandosi di una norma eccezionale e punitiva, non può essere estesa per analogia alla rinuncia, che invece estingue il processo in modo consensuale senza una decisione di merito. Di conseguenza, il giudizio si è concluso senza ulteriori spese fiscali per le parti.
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Rinuncia al ricorso: niente raddoppio del contributo unificato
Una società di noleggio imbarcazioni ha proposto ricorso in Cassazione contro un'ordinanza ingiunzione della Capitaneria di Porto. Successivamente, la società ha presentato formale rinuncia al ricorso, firmata dal difensore e dal legale rappresentante. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, condannando la ricorrente al pagamento delle spese processuali. Tuttavia, la Corte ha chiarito che non si applica il raddoppio del contributo unificato. Questa misura eccezionale e sanzionatoria si applica infatti solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità, e non può essere estesa per analogia all'ipotesi di rinuncia.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: come evitare le spese legali
I Ricorrenti hanno proposto ricorso in Cassazione contro la decisione della Corte d'Appello, che li vedeva contrapposti alla Banca e alla Società Cessionaria del credito. Successivamente, I Ricorrenti hanno depositato un atto di rinuncia al ricorso per cassazione. La Società Cessionaria ha accettato tale rinuncia apponendo il proprio visto senza riserve. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo. Poiché la controparte ha sottoscritto la rinuncia senza sollevare obiezioni, la Corte ha stabilito che non vi è luogo a provvedere sulle spese di giudizio, confermando che l'accettazione senza riserve equivale a una rinuncia implicita alla condanna alle spese.
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Rinuncia al ricorso: stop alla causa tra Professionista e Società
Il Professionista ha proposto ricorso in Cassazione contro La Società per una controversia sui compensi professionali. Successivamente, lo stesso Professionista ha depositato un formale atto di rinuncia al ricorso. La Società ha accettato tale rinuncia. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per intervenuta rinuncia al ricorso, stabilendo che non vi è necessità di provvedere sulle spese processuali.
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Rinuncia al ricorso: l’accordo che cancella la lite sui crediti
Una società di agenzia e il suo garante si opponevano al decreto ingiuntivo ottenuto da una compagnia di assicurazioni per crediti derivanti dalla fine del rapporto di agenzia. Dopo la conferma della condanna in appello, i ricorrenti proponevano ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo amichevole. Di conseguenza, i ricorrenti hanno depositato la formale rinuncia al ricorso, accettata dalla compagnia assicurativa. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia senza alcuna condanna alle spese processuali.
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Rinuncia al ricorso: l’accordo sulle distanze che ferma la lite
Una proprietaria confinante ha citato in giudizio un'impresa edile per la violazione delle distanze legali di alcune opere. Dopo alterne decisioni nei primi gradi, con la Corte d'Appello che ordinava demolizioni e arretramenti, l'impresa ha proposto ricorso in Cassazione. Prima dell'udienza, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo amichevole. Di conseguenza, l'impresa ha presentato una formale rinuncia al ricorso, firmata dai difensori di entrambe le parti. La Corte di Cassazione ha preso atto dell'accordo e ha dichiarato l'estinzione del giudizio per intervenuta rinuncia al ricorso, disponendo la compensazione delle spese legali tra le parti ed escludendo l'obbligo di versare il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: l’accordo spegne la lite
Un consorzio sportivo e un'impresa edile si sono scontrati in tribunale per il pagamento del corrispettivo di un contratto di appalto. Durante il giudizio davanti alla Suprema Corte, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo amichevole per porre fine alla controversia. Di conseguenza, il consorzio ha presentato formale rinuncia al ricorso in Cassazione e l'impresa ha accettato l'accordo, concordando la compensazione delle spese legali. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per intervenuta rinuncia, confermando la compensazione delle spese e stabilendo che non sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo spegne la lite
Nel corso di un giudizio davanti alla Suprema Corte, i ricorrenti principali e i ricorrenti incidentali hanno depositato un atto di reciproca rinuncia al ricorso per cassazione. Le parti hanno dichiarato di aver raggiunto un accordo transattivo amichevole, risolvendo definitivamente la controversia che le vedeva contrapposte e accettando reciprocamente la rinuncia agli atti del giudizio, con l'accordo di compensare interamente le spese legali sostenute. La Suprema Corte, verificata la conformità dell'atto alle norme di legge, ha dichiarato l'estinzione del giudizio di cassazione senza assumere alcun provvedimento sulle spese, ponendo fine alla vicenda giudiziaria.
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