LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 390 Codice di Procedura Civile — Sezione Quinta Civile

Pagina 22 di 32

Altri anni per Art. 390 Codice di Procedura Civile

Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
In una controversia tributaria relativa all'ICI/IMU su un'area edificabile, la società ricorrente ha effettuato una rinuncia al ricorso in Cassazione a seguito di un accordo conciliativo con il Comune. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese e chiarendo che in tal caso non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Un Comune aveva presentato ricorso in Cassazione contro una società energetica per una questione relativa all'accertamento ICI su un impianto idroelettrico. A seguito di un accordo transattivo, il Comune ha effettuato la rinuncia al ricorso, a cui la società ha aderito. La Corte di Cassazione, preso atto dell'accordo, ha dichiarato l'estinzione del giudizio e compensato integralmente le spese legali tra le parti.
Continua »
Estinzione del giudizio: la rinuncia dopo la sanatoria
Una società e i suoi soci impugnano accertamenti fiscali. In Cassazione, aderiscono a una sanatoria e rinunciano al ricorso. La Corte dichiara l'estinzione del giudizio, ma non la cessazione della materia del contendere, compensando le spese.
Continua »
Esenzione Tares rifiuti speciali: il caso risolto
Una società commerciale aveva ottenuto nei primi due gradi di giudizio l'esenzione dalla Tares (tassa sui rifiuti) per le aree destinate alla vendita, in quanto produttrice di rifiuti speciali smaltiti autonomamente. Il Comune e il Consorzio di gestione avevano impugnato la decisione in Cassazione. Tuttavia, prima della pronuncia, le parti hanno raggiunto una transazione, portando alla rinuncia ai ricorsi. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese. La questione di merito sulla esenzione Tares rifiuti speciali non è stata quindi decisa dalla Suprema Corte in questo caso.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio fiscale
Un contribuente, dopo aver impugnato in Cassazione un accertamento fiscale per IRPEF, ha presentato una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, sottolineando che la rinuncia, se inequivocabile, è sufficiente a chiudere il contenzioso, indipendentemente dalla chiara riconducibilità dei documenti di una definizione agevolata alla causa specifica. Le spese sono state compensate.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Un ente religioso, in lite con un Comune per il pagamento dell'IMU, aveva impugnato una sentenza sfavorevole in Cassazione. Successivamente, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. Di conseguenza, l'ente ha effettuato una rinuncia al ricorso, accettata dal Comune. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali e chiarendo che in questi casi non si applica il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Estinzione del giudizio: la guida completa al caso
Un Comune impugna una sentenza che riconosceva l'esenzione IMU a un ente religioso. In Cassazione, le parti raggiungono un accordo e il Comune rinuncia al ricorso. La Corte dichiara l'estinzione del giudizio e compensa le spese, specificando che non si applica il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso: come estingue il giudizio
Un contribuente, a cui era stata contestata una plusvalenza immobiliare, aveva impugnato l'avviso di accertamento fino in Cassazione. Durante il processo, ha aderito a una definizione agevolata dei carichi fiscali, presentando di conseguenza una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese processuali tra le parti.
Continua »
Carenza di interesse: appello inammissibile se paghi
Una società impugna un'intimazione di pagamento per tasse non pagate. Durante il ricorso in Cassazione, paga l'intero importo. La Corte dichiara l'appello inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché il pagamento ha eliminato l'oggetto della controversia.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio tributario
Una società ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Commissione Tributaria Regionale relativa a un avviso di accertamento ICI. Durante il processo, le parti hanno raggiunto un accordo bonario, a seguito del quale la società ha effettuato una rinuncia al ricorso, accettata dal Comune. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali e chiarendo che in questi casi non si applica il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Rinuncia al ricorso: quando il processo si estingue
Un'ordinanza della Corte di Cassazione analizza gli effetti della rinuncia al ricorso presentata da un Comune in una controversia tributaria. A seguito di un accordo stragiudiziale, il Comune ha rinunciato all'appello. La Corte ha dichiarato l'estinzione del procedimento, chiarendo che in questi casi non si applica il raddoppio del contributo unificato e non vi è pronuncia sulle spese se la controparte non si è costituita nel giudizio di legittimità.
Continua »
Rinuncia al ricorso: quando diventa inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso dell'Agenzia delle Entrate a causa di una rinuncia al ricorso, sebbene non notificata alla controparte. La Corte ha ritenuto che tale atto, pur non estinguendo il processo, dimostra un sopravvenuto difetto di interesse a proseguire, condannando l'ente al pagamento delle spese legali data l'originaria infondatezza dell'appello.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce gli effetti della rinuncia al ricorso nel processo. L'Amministrazione Finanziaria, dopo aver impugnato una sentenza tributaria, ha rinunciato all'appello. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, spiegando che la rinuncia è un atto unilaterale che non richiede accettazione, portando alla chiusura del caso senza una decisione sul merito e con compensazione delle spese.
Continua »
Rinuncia al ricorso: quando si estingue il processo?
Una società ha impugnato un avviso di pagamento basato su una cartella esattoriale che sosteneva non fosse mai stata notificata. Dopo aver presentato ricorso in Cassazione, la stessa società ha formalizzato una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema, prendendo atto di tale volontà, ha dichiarato l'estinzione del processo senza esaminare le questioni di merito. La decisione chiarisce che la rinuncia è un atto unilaterale che conclude definitivamente la lite.
Continua »
Compensazione spese legali: quando è legittima?
Un comune ha rinunciato al proprio ricorso in Cassazione relativo a un accertamento catastale. Tuttavia, è stato esaminato il ricorso incidentale di una cittadina riguardante la compensazione delle spese legali disposta dal giudice di merito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso incidentale, stabilendo che la 'novità della questione' e la 'particolarità della vicenda' costituiscono motivazioni valide e sufficienti per la compensazione delle spese legali, rientrando nel potere discrezionale del giudice e non essendo soggette a un sindacato di legittimità se non per violazioni macroscopiche.
Continua »
Definizione agevolata: ricorso inammissibile
Una contribuente aveva impugnato un diniego di definizione agevolata per versamenti sospesi a seguito di eventi calamitosi. Durante il giudizio in Cassazione, ha aderito a una nuova definizione agevolata (c.d. rottamazione), impegnandosi a rinunciare ai giudizi pendenti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, equiparando l'adesione alla rottamazione a una rinuncia implicita al proseguimento della causa.
Continua »
Rinuncia al ricorso: inammissibilità e carenza
Una società e i suoi soci, dopo aver impugnato una cartella di pagamento, hanno presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, hanno depositato una rinuncia al ricorso, avendo aderito a una definizione agevolata della lite. La Corte di Cassazione, pur rilevando che la rinuncia non era stata notificata o accettata dalla controparte, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione si fonda sul principio della sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, che rende inutile la prosecuzione del giudizio.
Continua »
Estinzione del giudizio per rinuncia dopo rottamazione
Una società di spedizioni ha impugnato un avviso di accertamento basato sugli studi di settore. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha aderito alla "rottamazione-bis", pagando il dovuto e rinunciando al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, specificando che in questi casi non si applica la sanzione del doppio contributo unificato, data la natura non sanzionatoria della definizione agevolata della controversia.
Continua »
Difetto di interesse: ricorso inammissibile in Cassazione
Una società, dopo aver impugnato un avviso di accertamento basato su studi di settore fino alla Corte di Cassazione, ha aderito a una definizione agevolata dei carichi pendenti. La Suprema Corte, rilevando il sopravvenuto difetto di interesse della società a proseguire il giudizio, ha dichiarato il ricorso inammissibile, compensando le spese di lite e escludendo l'applicazione del raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Estinzione del processo: rinuncia al ricorso TARI
Una società ha impugnato in Cassazione una sentenza relativa al pagamento della TARI, sostenendo che i propri rifiuti da imballaggio fossero speciali e quindi esenti. Tuttavia, prima della decisione, le parti hanno raggiunto un accordo stragiudiziale. La società ha quindi rinunciato al ricorso, portando la Corte a dichiarare l'estinzione del processo. La sentenza chiarisce anche che in caso di rinuncia non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
Continua »