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Art. 390 Codice di Procedura Civile — Anno 2026

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Altri anni per Art. 390 Codice di Procedura Civile

Rinuncia al ricorso per cassazione: guida a costi ed estinzione
Il caso analizza un giudizio di legittimità conclusosi con la rinuncia al ricorso per cassazione da parte della Società di Gestione Crediti Alfa. La controparte, l'Azienda di Servizi Pubblici Beta, ha formalmente accettato tale rinuncia, portando la Suprema Corte a dichiarare l'estinzione del processo. Secondo l'articolo 391 c.p.c., l'accettazione della rinuncia esclude la decisione sulle spese di lite, che restano a carico di chi le ha anticipate o seguono accordi privati. La Corte ha inoltre chiarito che l'estinzione non comporta il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione fiscale non è prevista per l'abbandono volontario del giudizio, ma solo per il rigetto o l'inammissibilità. La decisione conferma il rigore formale necessario per la validità della rinuncia e dell'accettazione.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: stop alle liti tributarie
Un contribuente ha impugnato alcune cartelle di pagamento di modesto valore economico. Dopo aver ottenuto ragione nel merito in primo grado, ha contestato in appello la liquidazione eccessivamente bassa delle spese legali e l'assurda condanna a pagare le spese in favore dell'ente regionale rimasto contumace. Durante il giudizio di legittimità, il ricorrente ha depositato un atto di rinuncia al ricorso per cassazione, motivato dal mutamento dell'orientamento giurisprudenziale in materia di giudicato implicito. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la rinuncia è un atto unilaterale non accettizio. Non sono state liquidate spese per il grado di legittimità data la mancata difesa della controparte e non è stato applicato il raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una misura sanzionatoria non estensibile ai casi di estinzione per rinuncia.
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Rinuncia al ricorso: quando il ritiro strategico chiude la lite
Un contribuente ha impugnato alcune cartelle esattoriali emesse da un ente pubblico. Dopo aver ottenuto ragione nel merito, ha contestato in Cassazione l'esiguità delle spese legali liquidate dal giudice d'appello, ritenendole inferiori ai minimi tariffari. Tuttavia, durante il giudizio di legittimità, il ricorrente ha presentato formale Rinuncia al ricorso, motivata dall'evoluzione della giurisprudenza delle Sezioni Unite sul tema del giudicato implicito. La Suprema Corte ha preso atto della volontà della parte, dichiarando l'estinzione del processo. La decisione chiarisce che la rinuncia è un atto unilaterale che non richiede l'accettazione della controparte e che, in caso di estinzione per rinuncia, non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, tipico invece dei casi di rigetto o inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: accordo batte sanzione.
Una società di riscossione e una società immobiliare si sono scontrate in sede giudiziaria per la tassazione di un immobile basata sulla superficie calpestabile. Dopo la sentenza di secondo grado, entrambe le parti hanno presentato ricorso alla Suprema Corte. Tuttavia, durante il procedimento, i soggetti coinvolti hanno raggiunto un accordo transattivo per chiudere diverse pendenze tributarie. Tale accordo ha portato alla formale rinuncia al ricorso per cassazione da parte di entrambi i contendenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, sottolineando che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura ha natura sanzionatoria e si applica solo in caso di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’accordo chiude la lite
La controversia nasce da una compravendita immobiliare tra parenti, dove il venditore lamentava il mancato pagamento del prezzo tramite un assegno privo di fondi, mentre l'acquirente eccepiva l'esistenza di una quietanza a saldo. Dopo sentenze contrastanti nei primi due gradi di giudizio, la vicenda approda in Cassazione. Prima della decisione, le parti raggiungono un accordo transattivo stragiudiziale. La ricorrente presenta quindi una formale rinuncia al ricorso per cassazione, accettata dalla controparte. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del giudizio, confermando la compensazione delle spese legali e chiarendo che, in caso di rinuncia, non si applica il raddoppio del contributo unificato, trattandosi di una misura sanzionatoria non estensibile analogicamente.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio civile
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio relativo a una controversia per occupazione senza titolo a seguito della rinuncia al ricorso presentata dai ricorrenti. Tale rinuncia è stata formalizzata dopo la fissazione dell'adunanza camerale e ha ricevuto l'accettazione rituale da parte della società controricorrente. In conformità agli articoli 390 e 391 del codice di procedura civile, i giudici hanno preso atto della concorde volontà delle parti di porre fine alla lite, stabilendo inoltre che non vi fosse luogo a provvedere sulle spese legali proprio in virtù dell'accettazione della controparte.
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Rinuncia al ricorso: guida alla chiusura del processo
Una società immobiliare ha presentato rinuncia al ricorso in Cassazione a seguito di un accordo transattivo raggiunto con uno studio professionale. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, rilevando la validità dell'atto di rinuncia depositato prima dell'adunanza. La decisione chiarisce inoltre che in caso di estinzione per rinuncia non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione non è prevista per la chiusura volontaria del giudizio.
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Estinzione del giudizio: rinuncia e accordo in Cassazione
La Corte di Cassazione ha pronunciato l'ordinanza di estinzione del giudizio in merito a una controversia tra alcune sigle sindacali e un'amministrazione centrale dello Stato. La lite, originata da un ricorso per condotta antisindacale ex art. 28 dello Statuto dei Lavoratori, era giunta in sede di legittimità dopo una riforma in appello. Tuttavia, prima della decisione definitiva, le parti hanno depositato una dichiarazione congiunta di rinuncia agli atti e all'azione. Tale accordo ha determinato la cessazione della materia del contendere, portando la Suprema Corte a dichiarare l'estinzione del procedimento senza procedere alla liquidazione delle spese.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio civile
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio relativo a danni da infiltrazioni e compensi professionali a seguito della rinuncia al ricorso presentata da un condominio. Poiché le controparti hanno formalmente accettato la rinuncia, i giudici hanno applicato la disciplina che prevede la chiusura del processo senza alcuna pronuncia sulle spese legali e senza l'obbligo di versare l'ulteriore importo del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: effetti e spese in Cassazione
Una societa operante nel settore turistico ha presentato ricorso in Cassazione contro una decisione del Consiglio di Stato relativa a procedure di esproprio. Prima della decisione, la societa ha depositato una formale **rinuncia al ricorso** a seguito di una definizione bonaria della controversia raggiunta con l ente pubblico e la societa controinteressata. La Suprema Corte, riunita a Sezioni Unite, ha dichiarato l estinzione del giudizio, confermando che la rinuncia produce effetti anche senza l accettazione delle controparti e disponendo la compensazione delle spese legali.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio tributario
Una società agricola ha impugnato un avviso di accertamento TARI emesso da un ente locale. Dopo una decisione sfavorevole in appello, la contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo stragiudiziale, portando la società a presentare una formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, rilevando che la rinuncia è stata tempestiva e accettata dalla controparte. Tale procedura evita la condanna alle spese e l'applicazione del raddoppio del contributo unificato, poiché la causa non si conclude con un rigetto nel merito.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio tributario
Un ente locale ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza riguardante l'accertamento TARES emesso nei confronti di una società agricola. Successivamente, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo extragiudiziale, portando l'ente a depositare una formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la rinuncia è un atto che non richiede accettazione per determinare la fine del processo. Inoltre, è stata esclusa l'applicazione del raddoppio del contributo unificato, poiché la chiusura del caso non è derivata da un rigetto o da un'inammissibilità, ma da una scelta volontaria delle parti.
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Buoni Postali Fruttiferi: quali interessi spettano?
La Corte di Cassazione ha affrontato una controversia relativa al calcolo degli interessi maturati su Buoni Postali Fruttiferi delle serie Q/P e Q emessi tra il 1987 e il 1989. Una risparmiatrice contestava i tassi applicati, richiedendo l'applicazione degli interessi maggiorati previsti per le transazioni commerciali (Art. 1284, comma 4, c.c.). Dopo la rinuncia al ricorso principale da parte della risparmiatrice, la Corte ha accolto il ricorso incidentale della società postale. La decisione stabilisce che non è applicabile il tasso di interesse 'aggravato' se il ritardo nel pagamento non è imputabile al debitore, specialmente quando il creditore ha rifiutato senza giustificato motivo il pagamento delle somme calcolate secondo la normativa vigente.
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Rinuncia al ricorso: guida agli effetti legali
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento relativo a compensi per straordinari erroneamente qualificati come indennità di trasferta esenti da tassazione. Dopo la conferma della legittimità dell'atto in appello, il contribuente ha proposto ricorso in Cassazione, optando successivamente per la rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese legali e l'esclusione del raddoppio del contributo unificato, poiché la rinuncia determina il passaggio in giudicato della sentenza impugnata e il venir meno dell'interesse processuale.
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Rinuncia al ricorso: guida all’estinzione del giudizio
La vicenda nasce da una richiesta di pagamento per riparazioni meccaniche contestate per mancanza di qualifiche professionali. Dopo una complessa fase di merito e un primo rigetto in Cassazione, le parti hanno presentato un ricorso per revocazione. Tuttavia, prima della decisione, i soggetti coinvolti hanno raggiunto un accordo transattivo. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso accettata da tutte le parti, confermando che in tale ipotesi non si applicano né la condanna alle spese né il raddoppio del contributo unificato.
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Autotutela tributaria e costi da reato: la guida
L'Agenzia delle Entrate aveva impugnato una sentenza favorevole a una società in liquidazione, basando l'accertamento sul presunto recupero di costi da reato legati a canoni di locazione ritenuti eccessivi. Tuttavia, a seguito dell'assoluzione definitiva dei vertici societari in sede penale, l'Amministrazione ha esercitato l'autotutela tributaria annullando gli atti impositivi. Di conseguenza, l'Agenzia ha depositato rinuncia al ricorso in Cassazione, portando all'estinzione del giudizio e alla compensazione delle spese tra le parti.
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IMU Fabbricati in Costruzione: Comune Rinuncia e Contribuente Vince
Un Comune ha emesso un avviso di accertamento per il pagamento dell'IMU su alcuni immobili, sostenendo che l'imposta fosse dovuta. Il Contribuente ha impugnato l'atto, dimostrando che si trattava di fabbricati non ancora ultimati, non utilizzati e non abitati. La Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado ha dato ragione al Contribuente. Il Comune ha presentato ricorso in Cassazione ma, prima della decisione finale, ha rinunciato all'impugnazione. La Cassazione ha quindi dichiarato estinto il procedimento, confermando di fatto la vittoria del Contribuente sulla questione dell'esenzione dall'IMU per i fabbricati in costruzione a determinate condizioni.
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Banca contro Cliente: la causa finisce con l’estinzione del giudizio
Una cliente aveva sottoscritto con una banca un piano di risparmio finalizzato a ottenere un mutuo a condizioni agevolate. Successivamente, ha accusato la banca di averle addebitato interessi non dovuti, utilizzando i suoi risparmi per compensare le rate del mutuo. La sua richiesta di rimborso è stata respinta nei primi due gradi di giudizio. Arrivata in Cassazione, la cliente ha però rinunciato al ricorso. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiudendo il caso senza entrare nel merito della questione. La precedente sentenza a favore della banca è così diventata definitiva.
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Disconoscimento Credito IVA: Azienda rinuncia in Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di disconoscimento credito IVA. L'Agenzia delle Entrate, tramite un controllo automatizzato, aveva negato a un'azienda una parte del suo credito IVA per una presunta mancanza di continuità documentale con gli anni precedenti, emettendo una cartella di pagamento. L'azienda si era opposta, sostenendo la legittimità del proprio credito. Tuttavia, giunta davanti alla Corte di Cassazione, l'azienda ha rinunciato al ricorso. Di conseguenza, i giudici non hanno deciso nel merito della questione, ma hanno semplicemente dichiarato l'estinzione del processo, rendendo definitiva la decisione precedente sfavorevole all'azienda.
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Trattenimento in Albania: stop al ricorso
Il Ministero dell'Interno ha rinunciato al ricorso contro il provvedimento del Tribunale di Roma che non aveva convalidato il trattenimento in Albania di un cittadino egiziano. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo, rilevando come la rinuncia determini la carenza di interesse anche per il ricorso incidentale. La decisione affronta il tema della sicurezza dei paesi di origine e compensa le spese legali in virtù della novità delle questioni giuridiche risolte dalla Corte di Giustizia UE durante la pendenza del giudizio.
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