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Art. 390 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

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Altri anni per Art. 390 Codice di Procedura Civile

Prescrizione lavoro: Cassazione conferma la sospensione
Una società di trasporti ha impugnato una sentenza che riconosceva ad alcuni ex dipendenti il diritto a scatti di anzianità maturati anche durante l'apprendistato. In Cassazione, la società ha rinunciato ai motivi principali, contestando solo l'applicabilità della prescrizione. La Corte Suprema ha respinto il ricorso, affermando un principio fondamentale sulla prescrizione lavoro: le riforme del 2012 e 2015, riducendo la stabilità del posto di lavoro, giustificano la sospensione dei termini di prescrizione per i crediti retributivi durante il rapporto, a causa del timore di ritorsioni del dipendente.
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Gettone di presenza: quando non spetta ai consiglieri
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 299/2024, ha stabilito che il gettone di presenza per i consiglieri comunali non è dovuto per la partecipazione a organi come l'Ufficio di presidenza e la Conferenza dei capigruppo. La decisione si basa su un'interpretazione restrittiva della normativa, finalizzata al contenimento della spesa pubblica, che limita il compenso solo alle sedute del consiglio e delle commissioni consiliari permanenti. Il ricorso dei consiglieri, che chiedevano la restituzione delle somme e il pagamento dei compensi non corrisposti, è stato pertanto rigettato.
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Rinunzia al ricorso: quando si estingue il processo
Un ente pubblico, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza sfavorevole in materia di diritti assicurativi dei propri dipendenti, ha effettuato una rinunzia al ricorso a seguito di un accordo con i lavoratori. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del processo, motivando la compensazione delle spese legali sulla base dell'accordo complessivo raggiunto tra le parti, che includeva la rinuncia ai diritti da parte dei lavoratori.
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Estinzione del giudizio: rinuncia al ricorso e spese
Una società costruttrice, condannata in appello a risarcire alcuni acquirenti per vizi costruttivi, ricorre in Cassazione. Successivamente, la stessa società rinuncia al ricorso. La Corte Suprema dichiara l'estinzione del giudizio. La decisione si sofferma sulla regolamentazione delle spese processuali, omettendo la condanna per la parte rinunciante verso i controricorrenti, poiché la loro volontà di aderire alla rinuncia, sebbene non formalizzata con sottoscrizione, è emersa chiaramente da comunicazioni elettroniche tra i legali.
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Inammissibilità del ricorso per rottamazione quater
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un contribuente contro una cartella di pagamento relativa al TFR. La decisione si fonda sulla sopravvenuta carenza di interesse, derivante dall'adesione del contribuente alla "rottamazione quater". Tale adesione, secondo la Corte, equivale a una rinuncia a proseguire il contenzioso, giustificando la chiusura del processo con compensazione delle spese legali.
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Distanze legali: chi costruisce per primo decide
Una controversia sulle distanze legali tra due proprietà confinanti. La Corte d'Appello aveva stabilito che, in base al principio di prevenzione, chi costruisce per secondo deve arretrare la propria costruzione per rispettare la distanza di 10 metri, specialmente in presenza di finestre fronteggianti. Il giudizio in Cassazione si è estinto per rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti, consolidando di fatto la decisione di merito.
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Rinuncia al ricorso: niente spese se c’è accordo
Una società aveva proposto ricorso per regolamento di competenza avverso un'ordinanza del Tribunale di Forlì. Prima dell'udienza, ha presentato una rinuncia al ricorso, che è stata accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione, applicando le nuove norme procedurali, ha dichiarato estinto il giudizio. In virtù dell'accettazione della rinuncia, la Corte non ha condannato la parte ricorrente alle spese, accogliendo la richiesta congiunta delle parti di compensarle integralmente.
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Definizione agevolata: come estingue il processo
Un contribuente, dopo aver impugnato in Cassazione un avviso di accertamento basato sul redditometro, ha scelto di aderire alla definizione agevolata. A seguito della sua rinuncia al ricorso, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, dimostrando l'efficacia di questo strumento per chiudere le controversie fiscali pendenti.
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Difetto di interesse: ricorso inammissibile in Cassazione
Un gruppo di acquirenti di immobili ha presentato ricorso in Cassazione. Durante il processo, il loro avvocato ha depositato una dichiarazione di rinuncia al ricorso senza essere munito del necessario mandato speciale. La Suprema Corte ha stabilito che, sebbene l'atto di rinuncia fosse formalmente inefficace, dimostrava un sopravvenuto difetto di interesse da parte dei ricorrenti a proseguire la causa. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, compensando le spese legali tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: quando non si pagano le spese
Un'agenzia territoriale ha presentato ricorso per il rimborso dell'IMU a un Comune, ma ha poi effettuato una rinuncia al ricorso in Cassazione. La rinuncia è stata motivata dal consolidarsi di un orientamento giurisprudenziale contrario. La Corte ha dichiarato estinto il processo e ha compensato le spese legali tra le parti, ritenendo la rinuncia una scelta processuale giustificata dal mutato contesto giurisprudenziale, che costituisce un giusto motivo per la compensazione.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: effetti e costi
Un Ente Locale aveva impugnato in Cassazione una sentenza tributaria favorevole a un'associazione. Le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, presentando una rinuncia al ricorso congiunta. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese legali tra le parti e chiarendo che in caso di rinuncia non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: niente raddoppio del contributo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata dagli appellanti. La Corte ha stabilito che, in caso di rinuncia, non si applica il raddoppio del contributo unificato, previsto invece per rigetto o inammissibilità. Le spese legali sono state interamente compensate tra le parti.
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Estinzione del processo: rinuncia e accordo tra parti
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo in una controversia tributaria tra un Ente Locale e un'Associazione sportiva. A seguito di un ricorso per cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo e presentato una rinuncia congiunta. La Corte, prendendo atto della sopravvenuta carenza di interesse, ha dichiarato l'estinzione del giudizio ai sensi dell'art. 390 c.p.c., compensando integralmente le spese di lite tra le parti e chiarendo che non si applica il versamento del doppio contributo unificato in caso di rinuncia.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo tributario
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce gli effetti della rinuncia al ricorso a seguito di un accordo transattivo in materia tributaria. Il caso vedeva contrapposti un'associazione nautica e un Comune per il pagamento della tassa sui rifiuti (TARSU). A seguito della rinuncia congiunta, la Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, compensando le spese legali e specificando che in caso di rinuncia non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio fiscale
Una società di vigilanza, dopo aver impugnato in Cassazione un avviso di accertamento relativo alla deducibilità dell'avviamento, ha presentato una formale rinuncia al ricorso. La Corte Suprema ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, senza entrare nel merito della questione. Di rilievo, ha chiarito che in caso di estinzione non è dovuto il pagamento del doppio del contributo unificato.
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Rinuncia al giudizio: come estingue il processo
Una società impugna una sentenza tributaria in Cassazione ma, successivamente, presenta una formale rinuncia al giudizio. L'Agenzia Fiscale accetta la rinuncia. La Corte Suprema, di conseguenza, dichiara estinto il processo per rinuncia, compensando le spese legali e chiarendo che in questi casi non è dovuto il doppio contributo unificato.
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Inammissibilità ricorso: quando l’interesse svanisce
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da un'agenzia fiscale contro una società multinazionale. La decisione è motivata dalla sopravvenuta carenza di interesse dell'ente impositore, che durante il processo ha rinunciato all'appello e annullato la cartella di pagamento originaria. Il caso evidenzia come la risoluzione stragiudiziale di una controversia porti alla chiusura del procedimento per ragioni procedurali, senza una decisione nel merito.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio dopo che la società ricorrente ha formalmente rinunciato al proprio ricorso. Le controparti hanno accettato la rinuncia, portando la Corte a terminare il procedimento e a disporre la compensazione integrale delle spese legali tra le parti coinvolte.
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Accertamento soci: come contestare il reddito societario
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34833/2024, chiarisce i limiti e le facoltà dei soci nell'impugnazione degli avvisi di accertamento. Sebbene i soci non possano impugnare direttamente l'atto emesso nei confronti della società di persone, possono contestarne il merito in sede di ricorso contro il proprio avviso di accertamento personale. La Corte ha accolto il ricorso incidentale dell'Agenzia delle Entrate, annullando la decisione di merito che aveva illegittimamente riconosciuto una deduzione di costi, e ha ribadito che solo il legale rappresentante della società ha la legittimazione ad agire contro l'accertamento societario.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione chiude il caso
Un caso riguardante l'esecuzione di un contratto preliminare si conclude in Cassazione con una declaratoria di estinzione del giudizio. A seguito di un accordo transattivo, l'appellante ha rinunciato al ricorso e la Corte ha formalizzato la fine del processo, compensando le spese legali tra le parti.
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