LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 390 Codice di Procedura Civile — Anno 2022

Pagina 7 di 28

Altri anni per Art. 390 Codice di Procedura Civile

Violazione Distanze: L’Estinzione del Giudizio in Cassazione per Accordo
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di violazione delle distanze tra proprietà e risarcimento del danno. I Ricorrenti avevano presentato ricorso contro una sentenza d'Appello. Tuttavia, durante il procedimento, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. Hanno quindi congiuntamente rinunciato al ricorso, chiedendo anche la compensazione delle spese legali. La Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio in Cassazione, senza pronunciare alcuna condanna sulle spese, accogliendo la volontà delle parti.
Continua »
Danni da Dipendente: L’Estinzione del Processo per Conciliazione
Una Azienda ha citato in giudizio una Banca per ottenere il risarcimento dei danni causati da operazioni anomale compiute da una sua Dipendente. I giudici di primo e secondo grado hanno respinto la richiesta dell'Azienda. L'Azienda ha quindi presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, le parti hanno raggiunto un accordo conciliativo. Per questo motivo, entrambe le parti hanno rinunciato ai rispettivi ricorsi, portando all'estinzione del processo per conciliazione. La Corte ha stabilito che non si applica il contributo unificato aggiuntivo in caso di rinuncia.
Continua »
Incompatibilità incarichi pubblici: docente-giudice e pensione negata
Un Lavoratore, docente, si dimise per assumere l'incarico di giudice di pace. Anni dopo, l'Amministrazione gli negò la pensione per mancanza di requisiti. Il Lavoratore chiese di rientrare in servizio, ma la Corte d'Appello respinse la sua domanda, sostenendo che l'incompatibilità incarichi pubblici (docente e giudice) avrebbe comunque causato la cessazione del rapporto di lavoro, indipendentemente dai requisiti pensionistici. In Cassazione, il difensore del Lavoratore dichiarò che questi era ormai in pensione e non aveva più interesse alla causa. La Suprema Corte ha quindi dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, compensando le spese legali.
Continua »
Lite contrattuale e rinuncia al ricorso per cassazione
Una società commerciale stipulava con il proprietario di un terreno un patto di opzione e un contratto di locazione per realizzare un impianto di distribuzione di carburanti. Successivamente, il proprietario citava in giudizio la società lamentando inadempimenti contrattuali e chiedendo il risarcimento dei danni. La vertenza approdava in Corte di Cassazione dopo l'esito dei precedenti gradi di merito. Nelle more del procedimento di legittimità, le parti avviavano trattative dirette e raggiungevano un accordo transattivo definitivo. La società depositava quindi la formale rinuncia al ricorso per cassazione. I giudici supremi hanno dichiarato estinto il processo, escludendo il pagamento del raddoppio del contributo unificato e non addebitando ulteriori spese legali alla ricorrente.
Continua »
Danni alle merci in nave: responsabilità del vettore marittimo
Una società acquista cinque imbarcazioni affidandone il trasporto marittimo dagli Stati Uniti all'Italia. Durante la traversata le imbarcazioni subiscono danni gravissimi con perdita totale del carico. L'assicurazione risarcisce l'acquirente per oltre un milione e mezzo di euro e avvia la rivalsa contro la compagnia di navigazione. Nei gradi di merito i giudici limitano il risarcimento a meno di centomila euro, applicando la clausola di contenimento del debito: per superare tale tetto occorre provare la consapevolezza del danno da parte del trasportatore. La compagnia assicurativa ricorre in Cassazione contestando i criteri di prova sulla responsabilità del vettore marittimo. Prima della decisione definitiva, le parti raggiungono un accordo transattivo extragiudiziale con rinuncia al ricorso. La Suprema Corte dichiara quindi estinto il giudizio con integrale compensazione delle spese di lite.
Continua »
Rinuncia al Ricorso Tributario: l’IMU e l’estinzione del giudizio
Un'Azienda Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento IMU emesso dall'Ente di Riscossione, contestando la sua motivazione. Dopo aver perso in primo e secondo grado, l'Azienda ha presentato un ricorso per Cassazione. Successivamente, l'Azienda ha deciso di esercitare la rinuncia al ricorso tributario, che è stata accettata dall'Ente di Riscossione. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese legali. Il processo si è concluso senza una decisione sul merito, e ogni parte ha pagato le proprie spese.
Continua »
Lavoratori Pubblici: la rinuncia estingue il giudizio in Cassazione
Un gruppo di Lavoratori Pubblici, trasferiti da un Ministero alla Presidenza del Consiglio, aveva chiesto il riconoscimento di un inquadramento superiore e differenze retributive. La Corte d'Appello aveva respinto le loro richieste, sostenendo che la legge imponeva il principio di "invarianza della spesa" (non aumentare i costi pubblici), giustificando la mancata equiparazione salariale fino al 2010. I Lavoratori hanno presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, il loro avvocato ha successivamente dichiarato la **rinuncia al ricorso**, accettata dalla controparte. Per questo motivo, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'**estinzione del giudizio per rinuncia**, senza entrare nel merito della questione e senza pronunciare sulle spese processuali.
Continua »
Contratto di patrocinio: l’Ente rinuncia e paga le spese
Un Ente pubblico rifiutava di corrispondere i compensi professionali a un difensore per l'attività svolta in diverse procedure esecutive, sostenendo l'invalidità dell'incarico. La Corte di Appello ha riconosciuto il credito del legale: il rilascio della procura e il deposito degli atti difensivi soddisfano il requisito della forma scritta imposto per il contratto di patrocinio della Pubblica Amministrazione. L'Ente ha promosso ricorso in Cassazione ma ha successivamente depositato formale atto di rinuncia. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio e ha condannato l'Ente al pagamento delle spese legali.
Continua »
Diffamazione: Avvocato e Amministratore Condannati, poi il Ricorso si Estingue
Un'azienda ha citato in giudizio un avvocato e un amministratore di condominio per risarcimento danni per diffamazione. Le lettere inviate, contenenti accuse infondate, sono state considerate diffamatorie e non protette da esimente. La Corte d'Appello ha condannato i due al risarcimento. Dopo un ricorso per revocazione in Cassazione, il ricorrente ha rinunciato all'impugnazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, accettando la rinuncia e non pronunciandosi sulle spese. Il caso evidenzia come la diffamazione, anche in contesti professionali, comporti responsabilità.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: stop lite ma spese a carico
Un Ente pubblico ha impugnato una sentenza d'appello sfavorevole in materia di contratto d'opera professionale contro un Professionista. Prima dell'udienza, l'Ente ha depositato la rinuncia al ricorso per cassazione. Il Professionista non ha aderito formalmente alla rinuncia. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il processo, chiarendo che l'atto produce effetti anche senza accettazione altrui. Poiché mancava l'accordo con il Professionista, i giudici hanno condannato l'Ente a pagare le spese legali avversarie, escludendo però il versamento del doppio contributo unificato riservato alle sole impugnazioni respinte o inammissibili.
Continua »
Costruzione del muro di cinta: rinuncia e stop spese
Una proprietaria immobiliare ha richiesto l'autorizzazione giudiziale per la costruzione del muro di cinta sul confine con il fondo dei vicini. A seguito del rigetto delle domande nei gradi precedenti, la titolare ha promosso ricorso per revocazione in Cassazione sostenendo che tutte le parti desideravano erigere la recinzione. I vicini sono rimasti contumaci senza depositare memorie. Prima della decisione collegiale, il nuovo difensore della ricorrente ha formalizzato l'atto di rinuncia agli atti del giudizio. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione della causa. L'abbandono volontario dell'azione ha evitato la condanna alle spese legali e il versamento del doppio contributo unificato.
Continua »
Ex Dirigenti Pubblici: Compenso Conteso, Giudizio Estinto per Rinuncia
Due ex direttori di un'azienda sanitaria hanno richiesto un maggiore **compenso dirigenti pubblici**, sostenendo che i loro contratti quinquennali non rispettavano i minimi previsti dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro. L'azienda ha contestato la richiesta. Dopo un percorso giudiziario che ha visto esiti alterni, i direttori hanno presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Questo è avvenuto perché i ricorrenti hanno rinunciato al ricorso, con l'accettazione della controparte, ponendo fine alla controversia senza una decisione sul merito del **compenso dirigenti pubblici** e sancendo l'importanza della rinuncia processuale.
Continua »
Licenziamento collettivo illegittimo: la rinuncia costa cara all’Azienda
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il processo relativo a un licenziamento collettivo illegittimo. Una Lavoratrice era stata licenziata da un'Azienda, ma i giudici precedenti avevano riconosciuto un unico complesso aziendale tra due società, rendendo il licenziamento illegittimo. L'Azienda aveva presentato ricorso in Cassazione, ma ha poi rinunciato. La Corte ha quindi estinto il giudizio e condannato l'Azienda al pagamento delle spese legali in favore della Lavoratrice. Questo conferma l'importanza della corretta applicazione delle procedure anche in caso di rinuncia.
Continua »
Rinuncia al ricorso in Cassazione: niente contributo unificato aggiuntivo
Un Ricorrente ha deciso di rinunciare al suo ricorso presentato alla Corte di Cassazione. Questa rinuncia ha portato all'estinzione del giudizio per rinuncia. La Corte ha stabilito che, in questi casi, non si deve pagare il contributo unificato aggiuntivo, previsto per chi perde un ricorso. Questo perché la norma sul contributo aggiuntivo si applica solo quando il ricorso viene respinto o dichiarato inammissibile, non quando una parte decide volontariamente di ritirarlo. La Corte ha sottolineato che tale norma, essendo una sanzione, va interpretata in modo stretto e non può essere estesa a situazioni diverse da quelle espressamente previste.
Continua »
Rinuncia al ricorso tributario: interesse svanito, ricorso inammissibile
Un Contribuente impugnava avvisi di accertamento IRPEF. La Commissione Tributaria Regionale accoglieva parzialmente l'appello. Il Contribuente proponeva ricorso in Cassazione. Durante il giudizio, dichiarava di aver aderito a una definizione agevolata e di non avere più interesse al ricorso, chiedendone l'estinzione. Tuttavia, non notificava formalmente la rinuncia al ricorso tributario alle controparti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché la rinuncia non era stata comunicata correttamente, pur riconoscendo la volontà del Contribuente. Le spese processuali sono state compensate.
Continua »
Abuso Contratti a Termine: Stabilizzazione vs. Risarcimento in Cassazione
Una lavoratrice, impiegata con una serie di contratti a termine nel settore pubblico, ha chiesto in tribunale il riconoscimento dell'abuso dei contratti a termine, la conversione del rapporto a tempo indeterminato e il risarcimento dei danni. La Corte d'Appello ha rigettato le sue domande, ritenendo che la successiva stabilizzazione della lavoratrice (il passaggio a tempo indeterminato) avesse già sanato l'abuso. La lavoratrice ha poi presentato ricorso in Cassazione, ma ha rinunciato all'impugnazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse, compensando le spese legali tra le parti.
Continua »
Accertamento fiscale per estero-vestizione: accordo chiude la lite
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a due società, una svizzera e una britannica, il mancato versamento di imposte Ires e Irap per l'anno 2006. L'Amministrazione finanziaria sosteneva che le società fossero in realtà residenti in Italia (fenomeno di **estero-vestizione**), controllate da una società italiana, e quindi soggette alla tassazione italiana. I giudici di primo e secondo grado hanno respinto l'accertamento fiscale, ritenendo infondate le presunzioni di estero-vestizione. L'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione. Durante il procedimento, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato estinto il giudizio per rinuncia al ricorso da parte dell'Agenzia delle Entrate, compensando le spese legali tra le parti. Non è stato dovuto il doppio contributo unificato.
Continua »
Sgravi Contributivi Agricoli: Vittoria annullata dall’incostituzionalità
Una società agricola aveva richiesto sgravi contributivi agricoli, ottenendo un rimborso dall'INPS in primo grado. La Corte d'Appello ha ribaltato la decisione, ritenendo la norma sugli sgravi implicitamente abrogata. La società, nel frattempo fallita, ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante il processo, una sentenza della Corte Costituzionale (n. 182/2018) ha dichiarato incostituzionale la norma che avrebbe mantenuto in vita tali sgravi contributivi. Di conseguenza, la società ha rinunciato al ricorso per sopravvenuta carenza di interesse. La Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio e ha compensato le spese legali tra le parti.
Continua »
Definizione agevolata: stop alla causa dopo il pagamento
Due contribuenti hanno impugnato una sanzione tributaria legata a imposte dirette fino alla Corte di Cassazione. Durante il processo, i contribuenti hanno presentato domanda di definizione agevolata per estinguere le somme iscritte a ruolo. L'agente della riscossione ha quantificato gli importi dovuti e i soggetti hanno regolarmente pagato i bollettini. In seguito all'accredito dei pagamenti, i contribuenti hanno notificato la formale rinuncia all'azione legale all'amministrazione finanziaria. La Corte di Cassazione ha verificato la correttezza dei versamenti e la notifica della rinuncia. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'estinzione definitiva della causa e la compensazione delle spese legali.
Continua »
Rinuncia al ricorso per transazione: lite chiusa in Cassazione
La controversia riguardava l'opposizione a sanzioni amministrative promossa dal legale rappresentante di una cooperativa agricola contro un ente regionale. Dopo la sentenza di secondo grado, la parte privata ha proposto ricorso davanti alla Corte di Cassazione. Nelle more del procedimento, le parti hanno raggiunto un accordo stragiudiziale per dirimere la contesa. A seguito di tale accordo, i ricorrenti hanno formalizzato la rinuncia al ricorso per transazione. L'amministrazione pubblica intimata non ha svolto attività difensiva nel giudizio di legittimità. I giudici hanno quindi dichiarato la formale estinzione del processo, chiudendo definitivamente la lite senza alcuna condanna alle spese legali.
Continua »