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Art. 380-ter Codice di Procedura Civile — Sezione Prima Civile

Altri anni per Art. 380-ter Codice di Procedura Civile

Competenza territoriale crisi impresa: sede legale
Una società sportiva trasferisce la propria sede legale da una città all'altra poche settimane prima di depositare un ricorso per concordato preventivo. Il tribunale della nuova sede, dopo aver inizialmente affermato la propria giurisdizione, dichiara la propria incompetenza a favore del tribunale della sede precedente, applicando la regola che considera il centro degli interessi principali nell'anno antecedente la domanda. La questione, di rilevante importanza nomofilattica sotto il nuovo Codice della Crisi, viene rimessa dalla Corte di Cassazione a una pubblica udienza per una decisione approfondita, data l'assenza di precedenti specifici.
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Competenza funzionale e fideiussione: la decisione
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in un giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo, il giudice adito ha competenza funzionale inderogabile. Se l'opponente solleva una domanda riconvenzionale di nullità della fideiussione per violazione della normativa antitrust (di competenza di una sezione specializzata), il giudice deve separare le cause: trattiene la causa di opposizione e rimette solo la domanda sulla nullità al tribunale specializzato. La sentenza chiarisce l'applicazione del principio di competenza funzionale in questi casi.
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Competenza e-commerce: il foro del venditore prevale
Una società produttrice di tessuti ha citato in giudizio un'altra azienda per contraffazione del proprio marchio e concorrenza sleale, realizzate tramite vendite online. Il punto cruciale della controversia era la determinazione della corretta competenza territoriale e-commerce. La Corte di Cassazione ha stabilito che, per gli illeciti commessi su internet, il foro competente è quello del luogo in cui ha origine l'attività illecita (la sede dell'inserzionista), e non il luogo di consegna del prodotto. Questa decisione mira a garantire la prevedibilità del giudice e a contrastare il fenomeno del 'forum shopping'.
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Competenza sezioni specializzate: il limite alla connessione
La Cassazione stabilisce i limiti della competenza delle sezioni specializzate. Una domanda di nullità di una fideiussione per violazione antitrust non attira la competenza per una distinta domanda di nullità per indeterminatezza dell'oggetto, se manca una connessione qualificata. La Corte ha dichiarato la competenza del tribunale ordinario per la seconda domanda.
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Rinvio causa: l’ordinanza per atti mancanti
La Corte di Cassazione ha disposto il rinvio causa a nuovo ruolo in un procedimento per regolamento di competenza. La controversia era nata da una dichiarazione di litispendenza da parte della Corte d'Appello tra due cause identiche. Il rinvio è stato deciso a causa della mancanza agli atti delle conclusioni del pubblico ministero, elemento indispensabile per la decisione del collegio.
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Competenza Sezione Impresa per quote sociali
La Corte di Cassazione stabilisce che la competenza per le controversie relative alla risoluzione di contratti preliminari di cessione di quote sociali spetta alla Sezione Specializzata Impresa, in quanto la decisione incide sulla compagine societaria. La connessa azione di responsabilità professionale contro un avvocato, invece, rientra nella competenza del giudice ordinario.
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Responsabilità in espropriazione: la decisione finale
In una complessa vicenda giudiziaria durata decenni, relativa a un'illegittima occupazione di terreni per la realizzazione di un'opera pubblica, la Corte di Cassazione si è pronunciata su questioni procedurali dirimenti. Il caso verteva sulla corretta individuazione del soggetto legittimato a impugnare una sentenza d'appello a seguito di trasformazioni normative che avevano modificato la rappresentanza legale di un ente pubblico. Gli eredi dei proprietari originali sostenevano che la sentenza d'appello, che riconosceva la responsabilità solidale dell'ente, fosse passata in giudicato. La Corte ha rigettato il ricorso, ricostruendo l'evoluzione legislativa e confermando che l'impugnazione era stata validamente proposta dal soggetto all'epoca legalmente rappresentante dell'ente, impedendo così la formazione del giudicato. Di conseguenza, la questione della responsabilità in espropriazione rimane definita dalle precedenti sentenze della stessa Corte, che avevano escluso la colpa dell'ente.
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